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Pantagruel – Radio 3 :: Bestiale

Graziano Graziani conduce «Pantagruel – dizionario dei mondi possibili, impossibili e immaginari» dal 5 agosto al 2 settembre 2012, in onda ogni sabato e domenica su Radio 3 Rai dalle 15,00 alle 17,45 [frequenze su Roma 93.7 oppure 98.4 in FM]. Ogni trasmissione propone un viaggio attraverso una parola, riascoltando radiodrammi, film, interviste dell’archivio di Radio 3 e attraverso collegamenti e servizi.

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Puntata n°8 – 01 settembre 2012

BESTIALE

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Una riflessione attorno a «I demoni» di Dostoevskj diretti da Peter Stein

Un regista di pubblicità televisive e cinema che lavora a Londra tempo fa mi ha esposto una teoria riguardo il suo lavoro. Per fare un buon prodotto la cosa più importante non è lo stile, se si usano più immagini o più parole, ma partire da una buona sceneggiatura. Se la sceneggiatura è forte, e viene sviluppata con chiarezza, tutto il resto viene da sé. Perché questa premessa per introdurre una riflessione su «I demoni» di Dostoevskj portati in teatro da Peter Stein? Perché il lavoro del grande regista tedesco è un lavoro quasi esclusivamente di parola, uno spettacolo per 12 ore si affida al testo e all’interpretazione, all’interno di scenografie piuttosto minimali. Il lavoro, va detto subito, è tra le migliori opere di teatro degli ultimi anni: nonostante la durata quasi proibitiva mantiene una scorrevolezza che non possiedono opere assai più brevi. Continua a leggere Una riflessione attorno a «I demoni» di Dostoevskj diretti da Peter Stein

Dostoevskij re di Napoli

Solitamente esistono due modi per fare Dostoevskij a teatro: sceneggiare le sue storie, oppure trasfigurarlo secondo un qualche gusto contemporaneo. Entrambi evitano il confronto con la sua lingua, optando per la trasposizione dei suoi contenuti. Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino – di recente in scena al Napoli Teatro Festival con «Delitto e castigo» – scelgono invece una terza via, che non elude questo confronto. Anzi, lo mette al centro di uno spettacolo monumentale (sei ore divise in due episodi) che si snoda itinerante per i Quartieri Spagnoli, una delle zone più complesse e rappresentative della città. Una scelta dalla connotazione forte, perché questo spettacolo che si affida tutto all’arte dell’attore, dove i personaggi sono evocati da una certa voce o dal fatto di indossare un cappello, andando a smuovere quel nodo essenziale del teatro che è il rapporto con l’invisibile, può così calarsi in una scenografia naturale: le vie di Napoli. Continua a leggere Dostoevskij re di Napoli

Otello sulla spiaggia

ventriglia-otelloBuona la ricotta. Iago, che ci guarda di sguincio da un lato della scena, se la mangia con voluttà, tra una pausa che si estende al di là di qualunque “tempo teatrale” e un buio-luce chiamato con la semplicità di qualcosa che accade, senza schemi o dietrologie, qui e ora, sulla scena. È questo il teatro di Gaetano Ventriglia, scarno e allucinatorio ma in grado di scrutare con potente ironia nella nostra anima di contemporanei, attraverso la lente multifocale di un classico shakespeariano.
Nel suo nuovo assolo, «Otello alzati e cammina», in scena dal 5 al 15 febbraio al Piccolo Jovinelli di Roma, tornano diversi elementi che hanno reso grande l’assolo precedente basato sull’Amleto, «Kitèmmurt», dalla lingua “sporcata” dalle origini foggiane di Ventriglia al gusto per un’ironia disperata e disperante, che non teme di sfociare nel ridicolo perché sa che è lì che, oggi, risiede gran parte della miseria umana. Non a caso si tratta di uno Shakespeare “che ha letto Dostoevskij”, come riscontra Attilio Scarpellini, tanto è vero che Ventriglia, da solo in scena, indossa un ampio cappotto che fa pensare ai “sottosuoleschi” studenti russi, con cui Gaetano si è recentemente confrontato. Continua a leggere Otello sulla spiaggia