Archivi tag: Deflorian-Tagliarini

Evocare l’invisibile. Il teatro di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

Deflorian Tagliarini - cose

Questo testo è l’introduzione al volume che raccoglie la Trilogia dell’invisibile (Titivillus) che raccoglie i testi di Deflorian/TagliariniIl progetto è in scena fino al 16 novembre al teatro India di Roma. 

Vittorio Giacopini, durante un intervento alla fiera della piccola e media editoria di Roma di qualche anno fa, individuava un elemento di debolezza della letteratura italiana contemporanea, quello che lui definiva “deficit di esperienza”. Se la gente passa la maggior parte del suo tempo tra casa e ufficio, se si informa attraverso un computer e sempre attraverso un computer legge, guarda film, comunica, stabilisce delle relazioni, la parte della vita in cui si fa esperienza diretta del reale si riduce drasticamente. È un effetto evidente, quasi lapalissiano, delle società del terziario avanzato, che la contemporaneità – con la sua accelerazione tecnologica e l’erosione costante del tempo libero a favore di quello lavorativo – ha portato alle estreme conseguenze. E se uno scrittore non ha esperienza diretta della realtà, di cosa può mai scrivere nei suoi libri? Ecco allora l’avanzata vittoriosa e inarrestabile della letteratura di genere, dove il racconto finzionale deve seguire o variare quello che, a tutti gli effetti, è una sorta di “canone”; oppure lo sviluppo, ben più minoritario, di una letteratura minimale e di autofiction che restringe il campo visivo a quella parte di esperienza che è ancora possibile praticare. Continua a leggere Evocare l’invisibile. Il teatro di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini

Annunci

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini su Rai5 – Roma: la nuova drammaturgia

Deflorian Taglarini Rai 5

*

DEFLORIAN/TAGLIARINI – Daria Deflorian ha attraversato il teatro in molti modi, dall’assistere alla regia un maestro come Eimuntas Nekrošius al lavoro di interpretazione che la ha valso premi prestigiosi. Antonio Tagliarini proviene invece dal mondo della danza contemporanea, a livello internazionale. Nel lavoro insieme, cominciato nel 2008, i due artisti hanno scoperto una vena drammaturgica che li ha portati a diventare autori dei propri testi. Una scrittura dialogica come è la loro scena, in grado di essere allo stesso tempo concettuale ed estremamente quotidiana. Nei loro lavori partono spesso da un’immagine, un’oggetto artistico immaginato da altri artisti – Pina Bausch, Andy Warhol, Mariusz Szczygieł, Petros Markaris – che viene usata come detonazione per una scrittura personalissima, in grado di declinare in modo autonomo le tensioni della scrittura post-drammatica, dove il confine tra l’autore, il performer e il personaggio evapora progressivamente e sempre di più. Continua a leggere Daria Deflorian e Antonio Tagliarini su Rai5 – Roma: la nuova drammaturgia

La crisi che non si può tacere e non si può raccontare. L’ultimo lavoro di Deflorian-Tagliarini

Deflorian-Tagliarini - ce ne andiamoQuattro anziane signore greche che, in modo composto e dignitoso, si tolgono la vita. Si sono viste dimezzare la pensione, la mutua non paga più le loro medicine e loro decidono di farla finita e, in questo modo, di lasciare quel poco destinato a loro a chi ne ha bisogno. È da questa immagine che parte «Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni», il nuovo lavoro di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini in collaborazione qui con Monica Piseddu e Valentino Villa. Anzi, che “non parte”, perché lo spettacolo inizia con l’ammissione di un fallimento: l’impossibilità di mettere in scena questa storia, che anche se inventata (è tratta dall’incipit di un romanzo giallo di Petros Markaris) tratteggia in modo incredibilmente preciso il nodo di disperazione che si avvita nelle biografie dei cittadini più poveri dell’Europa erosa dalla crisi economica. Di quel “vero”, sembrano dire i quattro attori, non si può parlare. Non lo si può fare con i mezzi dello spettacolo, cercando di costruire il drammatico attraverso il retorico, cercando la celebrazione nella scontata adesione “politica” del pubblico, nei meccanismi di un dramma che essendo confratello della nostra attuale condizione – l’Italia finirà come la Grecia? – non può che far leva sulle nostre insicurezze quotidiane. Continua a leggere La crisi che non si può tacere e non si può raccontare. L’ultimo lavoro di Deflorian-Tagliarini

DDB 42 – Giorno 18: “La perdita del benessere”

testata DDB India 42

35. La perdita del benessere

La terza e ultima conferenza organizzata da Veronica Cruciani e Christian Raimo, nel tentativo di far dialogare letteratura e teatro sui temi del presente, ha come focus la “Perdita del benessere” e si apre con una breve introduzione di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, che ricalca nell’esposizioni gli stilemi dei loro spettacoli “post-drammatici”, dove non c’è un personaggio e apparentemente nemmeno una drammaturgia preesistente. Per parlare della perdita del benessere il duo Deflorian-Tagliarini sceglie di partire da un saggio di Byung-Chul Han, «La società della stanchezza» (Nottetempo), dove il filosofo tedesco di origine coreana analizza gli effetti della vita in accelerazione e multitasking che caratterizza le società odierne. Deflorian-Tagliarini si concentrano sull’idea di “potenza”, che secondo Byung-Chul Han può avere due declinazioni: la potenza positiva (il fare qualcosa) e la potenza negativa (il non fare qualcosa). La potenza negativa è diversa dall’impotenza, perché mentre quest’ultima è caratterizzata dall’impotenza ad agire, la prima ha invece a che vedere con al “scelta di non fare”. Il sottrarsi volontario alla logica del fare. Quello che, nella società iper-produttivista, sta assumendo i contorni di un’ancora di salvezza: per Byung-Chul Han se noi possedessimo solo la potenza positiva il nostro destino sarebbe quello di morire per la troppa attività. Tracciato questo contesto, la coppia di attorti recita un pezzo dello spettacolo che hanno cominciato ad abbozzare qui a Perdutamente, «Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni», che parte dall’immagine di un romanzo dove quattro anziane signore greche si tolgono la vita in modo discreto perché non sono più in grado di far quadrare i magri bilanci delle proprie esistenze. Continua a leggere DDB 42 – Giorno 18: “La perdita del benessere”

Riavvolgendo Pina Bausch. Il teatro di Deflorian-Tagliarini

rewind-deflorian-tagliariniLa singolarità di «Rewind», l’omaggio a Café Müller di Pina Bausch (pietra miliare del teatro-danza, anno di grazia 1978) che ha visto per la prima volta insieme il duo Daria Deflorian-Antonio Tagliarini, sta nel fatto di riuscire a parlare di memoria senza mostrare, raccontare, far vedere. Al centro dello spettacolo c’è la conversazione di questi due stralunati individui che, con fare pierrottesco, guardano le scene principali dello spettacolo da you-tube. Le commentano, avvicinano il microfono alle casse per farle sentire, ma ciò che è offerto allo sguardo del pubblico è unicamente la mela illuminata del retroschermo del computer. E così quello spettacolo memorabile diviene frammento, riavvolgimento, tentativo impossibile di riappropriazione. Continua a leggere Riavvolgendo Pina Bausch. Il teatro di Deflorian-Tagliarini