Archivi tag: Daniele Timpano

Il comico oltre il teatro

Lunedì scorso, 27 ottobre, il Teatro Ateneo dell’università La Sapienza di Roma ha ospitato un convegno organizzato da alcuni docenti – Roberto Ciancarelli, Ferruccio Marotti, Valentina Valentini – intitolato «Il Corpo comico». Un momento di incontro tra studenti e artisti dell’area indipendente, che cercava di tracciare una linea che attraverso il comico legasse il lavoro di artisti anche molto diversi tra loro, come Immobile Paziente e Andrea Cosentino, Malebolge e Tony Clifton, Daniele Timpano e Gaetano Ventriglia, Mirko Feliziani, Circo Bordeaux e Teatro Forsennato. Una dimensione, quella della comicità, per anni marginale nell’ambito della ricerca, che in questo convegno non a caso è stata indagata attraverso un “oggetto scenico” assai più familiare al panorama sperimentale: il corpo.
Dietro questo accostamento, oltre a un’idea di comico di segno opposto a quello dei format televisivi alla Zelig, c’era anche l’ipotesi della Nonscuola Romana formulata da Nico Garrone (anche lui presente al convegno), riveduta e corretta alla luce di una sua possibile espansione. L’idea, cioè, di un tratto comune al lavoro di tutte queste realtà, riassumibile in quattro aggettivi: iconoclasti, comici, concettuali, poetici.
Al di là degli esiti della discussione, sui quali tornerò in seguito, uno degli interventi ha aperto una prospettiva semplice quanto illuminante, che è allo stesso tempo più limitata (perché riguardava solo certi tipi di lavoro) e di maggior respiro dell’ambito descritto dal convegno. È l’intervento di Andrea Cosentino, che interpellato sul comico ha affermato: “viene naturale accostare il comico al popolare”. Continua a leggere Il comico oltre il teatro

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Quando Mazinga Z sale sul palcoscenico. «Ecce Robot» di Daniele Timpano

Il nuovo spettacolo di Daniele Timpano, anti-narratore conosciuto dal pubblico soprattutto grazie alla sua irriverente «autobiografia d’oltretomba» di Mussolini, approda al Teatro della Tosse di Genova dal 27 al 29 marzo (ed è confortante constatare come lo stabile genovese, sotto la direzione attenta di Massimiliano Civica, stia diventando un punto di osservazione privilegiato su ciò che si muove di nuovo e interessante nella scena contemporanea del nostro paese). Sarà poi a Milano, al Teatro I, dal 3 al 6 aprile.
Con «Ecce Robot!» l’autore e attore romano dirige la sua attenzione e il suo umorismo, fatto di sapienti sfilacciamenti ritmici e ragionamenti apparentemente paradossali, verso l’invasione dei teleschermi, e attraverso di questi delle menti di una generazione di giovani italiani, ad opera dei cartoni animati giapponesi. La polemica scoppiata (e mai completamente sopita) sul presunto carattere diseducativo di Goldrake, Mazinga e compagnia, capitanata da genitori apprensivi e giornalisti pronti a cavalcare l’onda del sensazionalimo, sono il pretesto per compiere un rovesciamento di fronti: siamo proprio certi che siano i cartoni, e non piuttosto i genitori stessi, che lasciano per ore i figli davanti alla Tv, ad essere la causa dei disagi vissuti dai bambini? A sentire Timpano il ragionevole dubbio sorge, eccome. Continua a leggere Quando Mazinga Z sale sul palcoscenico. «Ecce Robot» di Daniele Timpano

Fantasmagorie della Tv. «Ecce Robot» di Daniele Timpano

C’è un filo conduttore che lega Mussolini defunto e Mazinga Zeta, il robot d’acciaio della serie animata giapponese? La risposta non è la “M” iniziale, ma l’autore in sequenza di due piéce teatrali basate sui rispettivi personaggi: Daniele Timpano, autore e attore romano che da qualche anno sta proponendo con i suoi monologhi un modo assolutamente originale di approcciarsi alla scena. Narratore? Anti-narratore? Al di là delle etichette, di certo Daniele Timpano è stato in grado, nel giro di tre spettacoli, di dare corpo e voce a una versione della narrazione teatrale – dispositivo che, pur recuperando il racconto, rompe il meccanismo di “rappresentazione” di qualcosa che non è qui e ora sulla scena – in grado di seguire un andamento non lineare, sfilacciato, pieno di digressioni e amnesie. Un percorso, cioè, che destruttura a sua volta il meccanismo stesso della narrazione. Continua a leggere Fantasmagorie della Tv. «Ecce Robot» di Daniele Timpano

I gadget del Duce

timpano-dux-in-scatolaUn uomo vestito di nero e un baule. È tutto quello che serve per mettere in scena la storia post-mortem di Mussolini Benito, in arte duce del fascismo, inscatolato ad uso e consumo della platea come i tanti souvenirs tutt’oggi in vendita a San Cassiano di Predappio, nei pressi del cimitero, nei negozi che vendono [legalmente?] chincaglierie con la «sua» effige. Come il manganello «me ne frego», lungo 35 centimetri e con su scritto, appunto, il noto motto fascista: 12 euro e 50 più Iva.
Daniele Timpano, autore e attore dal piglio surreale, non è nuovo a operazioni di tipo metateatrale. Ma se in «Caccia ‘l drago», dove raccontava più o meno a braccio una novella di Tolkien, erano soprattutto il rapporto col pubblico e la sua vis comica a farla da padrone, in «Dux in scatola» tenta la carta d’autore mettendo, anche qui, in gioco se stesso. Come espediente narrativo. È il teatrante trentenne e la sua gita di documentazione a Predappio che esce dalle maglie del racconto, così come il contrasto tra il corpo di Timpano – l’esatto contrario dell’ideale atletico fascista – e la figura del duce [o meglio, dei suoi resti] che pure interpreta. Continua a leggere I gadget del Duce

Dux in scatola. Intervista a Daniele Timpano

dux-in-scatola1Daniele Timpano, autore, regista e attore di Amnesia Vivace, gruppo dell’underground teatrale romano, forse non è un nome noto ai più. Ma il suo ultimo spettacolo, «Dux in scatola», autobiografia postuma del cadavere di Mussolini, sta facendo parlare di sé. Lo spettacolo debutta il 14 gennaio alla Città del teatro di Cascina [Pisa]. Poi sarà al Florian di Pescara, e ancora a Bologna e a Roma, all’India, per il progetto Short theatre di Area 06, e al Rialto che lo ha coprodotto. Timpano, autore-attore dal piglio fortemente surreale, ci ha raccontato “Dux” nei panni di Dux.

Perché un’autobiografia postuma?

Ho scelto di raccontarmi così perché, nel momento in cui sono declassato a cadavere, sono materia decomposta e riplasmabile apposta per voi che mi state a sentire durante lo spettacolo.
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«Gli uccisori del chiaro di luna» di Amnesia Vivace

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Marinetti

C’è da chiedersi, innanzitutto, perché recensire uno spettacolo in ritardo – questo di cui si va a parlare, «Gli uccisori del chiaro di luna» di amnesiA vivacE è andato in scena lo scorso aprile al Rialto Santambrogio di Roma. Uno spettacolo che neanche si sa se girerà ancora, che nasce da un laboratorio di ricerca e sperimentazione sul futurismo tenutosi all’università La Sapienza di Roma [e che di questa origine si porta appresso innegabilmente i segni, in positivo e in negativo], uno spettacolo di cui lo stesso ideatore [o uno dei, comunque animatore della compagnia] si domanda origini e fini pratici, e – oltretutto – uno spettacolo che più che uno spettacolo è una sorta di reading [perdonatemi la parola] con innesti musical-poetico-visivi-e-chi-più-me-ha-più-ne-metta.
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«Caccia ‘l drago» di Daniele Timpano

timpano-dragoLe favole vanno strappate ai bambini. In questo modo perentorio Amnesia Vivace presenta questo suo lavoro basato sull’opera di Tolkien, una “fabula in musica” per pianoforte e voce. Un’idea bizzarra, eccentrica? Una provocazione? O un modo concreto di guardare a un genere che riteniamo conosciuto, di esclusivo appannaggio dell’infanzia o comunque innoquo? La risposta ce la dà Daniele Timpano fin da subito, cominciando lo spettacolo con una voce destrutturata e assai poco comunicativa, al contrario del linguaggio piano delle fiabe. In una scena che ha ben poco a che vedere con i panorami fantasy delle epopee tolkieniane. Una “fabula” spogliata dei suoi canoni, dunque, della quale Timpano si reimpadronisce per svelarne il potenziale irrequieto, inusitato. Continua a leggere «Caccia ‘l drago» di Daniele Timpano