Archivi tag: Christian Raimo

Il «Porcile» di Pier Paolo Pasolini. Intervista a Valerio Binasco

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In un racconto intitolato «Calvino contro Pasolini», Christian Raimo immagina un destino alternativo dei due grandi scrittori del secondo Novecento italiano, in cui il primo è un autore “scomparso” che dopo il successo del primo libro si è rifugiato a Cuba scomparendo dai riflettori, mentre il secondo è diventato il boss un po’ mafioso della letteratura italiana. Proprio lui, PPP, autore contro per definizione. Si tratta ovviamente di un’operazione ironica e un po’ irriverente, che serve a prendere le distanze non tanto dal vero Pasolini, quanto dal momento a lui eretto dalla cultura italiana.

Seguendo una vena drammatica anziché comica, Valerio Binasco – che affronta il teatro di Pasolini a partire da «Porcile» – sembra muoversi lungo una necessità analoga di fare i conti con lui, con la sua opera, senza restare invischiato in tutto ciò che di Pasolini è stato già detto e scritto. E un fare i conti anche con l’immagine che Pasolini stesso amava dare di sé. Continua a leggere Il «Porcile» di Pier Paolo Pasolini. Intervista a Valerio Binasco

La prigionia teatrale di Aldo Morto. Maratona sugli anni di piombo

aldo-morto-54Prigioniero per 54 giorni, dal 16 marzo all’8 maggio. Se fossimo nel 1978 non ci sarebbero dubbi sull’identità della persona di cui si parla: Aldo Moro, il presidente della Democrazia Cristiana, sequestrato da un nucleo armato delle Brigate Rosse in una mattinata di fine inverno, e rinvenuto morto il 9 maggio, nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani. Ma siccome siamo nel 2013, a 35 anni di distanza da quel fatto che segnò come uno spartiacque la storia politica dell’Italia repubblicana, il prigioniero di cui si parla deve essere necessariamente un altro. E lo si vede da uno dei volantini, un vistoso fotomontaggio della famosa foto in cui Moro posa con l’espressione mesta sono una bandiera delle Brigate Rosse: al suo posto c’è un giovane attore che risponde al nome di Daniele Timpano. Continua a leggere La prigionia teatrale di Aldo Morto. Maratona sugli anni di piombo

DDB 42 – Giorno 18: “La perdita del benessere”

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35. La perdita del benessere

La terza e ultima conferenza organizzata da Veronica Cruciani e Christian Raimo, nel tentativo di far dialogare letteratura e teatro sui temi del presente, ha come focus la “Perdita del benessere” e si apre con una breve introduzione di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, che ricalca nell’esposizioni gli stilemi dei loro spettacoli “post-drammatici”, dove non c’è un personaggio e apparentemente nemmeno una drammaturgia preesistente. Per parlare della perdita del benessere il duo Deflorian-Tagliarini sceglie di partire da un saggio di Byung-Chul Han, «La società della stanchezza» (Nottetempo), dove il filosofo tedesco di origine coreana analizza gli effetti della vita in accelerazione e multitasking che caratterizza le società odierne. Deflorian-Tagliarini si concentrano sull’idea di “potenza”, che secondo Byung-Chul Han può avere due declinazioni: la potenza positiva (il fare qualcosa) e la potenza negativa (il non fare qualcosa). La potenza negativa è diversa dall’impotenza, perché mentre quest’ultima è caratterizzata dall’impotenza ad agire, la prima ha invece a che vedere con al “scelta di non fare”. Il sottrarsi volontario alla logica del fare. Quello che, nella società iper-produttivista, sta assumendo i contorni di un’ancora di salvezza: per Byung-Chul Han se noi possedessimo solo la potenza positiva il nostro destino sarebbe quello di morire per la troppa attività. Tracciato questo contesto, la coppia di attorti recita un pezzo dello spettacolo che hanno cominciato ad abbozzare qui a Perdutamente, «Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni», che parte dall’immagine di un romanzo dove quattro anziane signore greche si tolgono la vita in modo discreto perché non sono più in grado di far quadrare i magri bilanci delle proprie esistenze. Continua a leggere DDB 42 – Giorno 18: “La perdita del benessere”

DDB 35 – Giorno 11 bis: “La perdita della persona amata” e “Due donne che ballano”

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20. La perdita della persona amata

La seconda delle conferenze organizzate da Veronica Cruciani e Christian Raimo – «Non raccontate mai niente a nessuno» è il titolo del progetto – è dedicata alla perdita della persona amata. L’amore visto nella sua accezione ossessiva e la difficoltà del distacco è stato il tema su cui si sono confrontati gli scrittori Nicola Lagioia e Sandro Veronesi, con il sottofondo del lavoro visivo dei Santasangre e dei Muta Imago. Ma è la stessa Veronica Cruciani ad aprire la conferenza con un monologo che racconta la sostanziale equivalenza fisica tra il sentimento della paura e quello del dolore per la perdita della persona amata. Veronesi esordisce citando Freud e la sua concezione della libido, che noi indirizziamo prima verso noi stessi e poi verso oggetti fuori di noi. Ma il dolore che provoca il distaccarsi della libido dall’oggetto resta, tuttavia, un mistero anche per lo psicanalista. È quello che chiamiamo “lutto”. Tuttavia spesso la libido si sposta da un oggetto all’altro, e dunque il perché un distacco possa risultare doloroso – anche quando esiste già un valido sostituto per la nostra libido – resta un mistero dal punto di vista clinico (anche se, ovviamente, comprendiamo tutti il senso del lutto). È proprio quel dolore che ci fa temere l’attaccamento a una persona, ad esempio, perché sappiamo in fase di distacco di poter soffrire. La sofferenza è il vero tema dell’amore romantico: libri, film, opere d’arte raffigurano l’amore soprattutto nell’ambito della sofferenza per la perdita. Continua a leggere DDB 35 – Giorno 11 bis: “La perdita della persona amata” e “Due donne che ballano”

DDB 27 – Giorno 4: “Alzheimer mon amour”, Veronica Cruciani tra conferenza e spettacolo

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7. Perdita della memoria

Anche i silenzi possono parlare e anche l’oblio può essere un meccanismo del ricordo. È una visione dinamica, a tratti performativa, quella che Sandro Portelli, grande studioso delle storie orali, ha disegnato dell’arco della conferenza che lo ha visto colloquiare con lo scrittore Lorenzo Pavolini. Si tratta della prima delle tre conferenze organizzate da Veronica Cruciani con Christian Raimo, con l’obiettivo di far dialogare la letteratura contemporanea con il teatro contemporaneo raccolto nella Factory di India. Il tema dell’incontro era la «Perdita della memoria». E proprio sui blocchi della memoria e sui loro significati si è concentrata la riflessione di Pavolini, autore di un libro, «Accanto alla Tigre», dove racconta il suo rapporto con la figura del nonno, gerarca fascista ucciso a Dongo e poi appeso a Piazzale Loreto. Lorenzo, a 12 anni, lo apprende dai libri di scuola, perché in casa circolava una generica versione del “morto in guerra”. La rimozione, il blocco, la reticenza, sono strumenti di alcune generazioni per non parlare di un evento doloroso, luttuoso, vergognoso, impossibile da raccontare, che sconvolgerebbe la realtà così come è stata disegnata. Per la generazione successiva (quella di Lorenzo), invece la possibilità di fare i conti con quella storia, e così definitivamente archiviarla, risiede nel meccanismo della narrazione, del racconto, del renderla esplicita nell’atto della sua ricostruzione, dopo il blocco e la reticenza. Una vicenda simile la affronta anche lo scrittore Emmanuel Carrere – racconta Pavolini – che aveva un nonno che aveva collaborato coi nazisti e di cui la madre, finché era viva, gli impedì di scrivere. Continua a leggere DDB 27 – Giorno 4: “Alzheimer mon amour”, Veronica Cruciani tra conferenza e spettacolo

Tre Soldi – Radio 3 :: Perdutamente (puntata n°4)

PERDUTAMENTE
La Factory del Teatro India

Puntata n°04 – Progetti (seconda parte)

Diciotto compagnie della scena contemporanea sono state invitate dal direttore del Teatro di Roma, Gabriele Lavia, ad abitare il Teatro India per tre mesi, lavorando attorno al tema della perdita. Né è nata una factory attiva da ottobre, che ha rovesciato nei grandi edifici dell’ex fabbrica della Mira Lanza una quantità notevole di laboratori, incontri, tavoli teorici, prove aperte e chiuse, esperimenti di dialogo del teatro con altri campi artistici come la musica, il video, l’arte e la letteratura. “Perdutamente” aprirà al pubblico dal 3 al 21 dicembre, con l’ambizione di proporre alla città di Roma due forme inedite di spazio e di oggetto artistico.  Continua a leggere Tre Soldi – Radio 3 :: Perdutamente (puntata n°4)

Pantagruel – Radio 3 :: Scrittura

Graziano Graziani conduce «Pantagruel – dizionario dei mondi possibili, impossibili e immaginari» dal 5 agosto al 2 settembre 2012, in onda ogni sabato e domenica su Radio 3 Rai dalle 15,00 alle 17,45 [frequenze su Roma 93.7 oppure 98.4 in FM]. Ogni trasmissione propone un viaggio attraverso una parola, riascoltando radiodrammi, film, interviste dell’archivio di Radio 3 e attraverso collegamenti e servizi.

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Puntata n°3 – 12 agosto 2012

SCRITTURA

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Al Valle gli stati generali della cultura

Non solo arte al Valle Occupato. Questo raccontano gli “stati generali della cultura”, titolo dell’incontro pubblico di questo venerdì 30 settembre, che vede teatranti, cineasti, scrittori, ma anche ricercatori, precari, tecnici e studenti, ragionare insieme sullo stato in cui versa il settore della conoscenza nel nostro paese. Perché la crisi che interessa questo settore è specchio di una più profonda crisi di identità e di governance del nostro paese. Non si è parlato, perciò, di teatri che chiudono, ma di un’economia pubblica ostaggio dei diktat della finanzia mondiale, che rende la sovranità del parlamento in materia economia del tutto velleitaria. E, a ricasco, di una politica culturale che non esiste. Continua a leggere Al Valle gli stati generali della cultura

Teatro Valle, cronaca di un’occupazione

The place to be. A pochi giorni dall’occupazione del Teatro Valle, avvenuta il 14 giugno allo scoccare dell’ultima stagione firmata dal soppresso Ente Teatrale Italiano, lo storico teatro romano è diventato immediatamente “il posto dove andare”. Almeno per una sera. Artisti di ogni caratura e fama hanno prestato voce, parole, indignazione per quella che a molti di loro sembra la fatidica goccia che fa traboccare il vaso dei tagli alla cultura. Ne è nata così una grande baraonda dove sono passati Andrea Camilleri e Franca Valeri, Ettore Scola e Fabrizio Gifuni, Nanni Moretti e Moni Ovadia, Isabella Ferrari e Alessandro Bergonzoni, mentre Franco Battiato e Bernardo Bertolucci hanno parlato in collegamento telefonico. Questo per citare solo alcuni dei tantissimi nomi che hanno aderito all’iniziativa delle Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo. Una girandola che ha portato la protesta del Valle sotto gli occhi dei media, fino a farla rimbalzare addirittura sul New York Times, ma ha prodotto anche una grande confusione di piani. Continua a leggere Teatro Valle, cronaca di un’occupazione

Al Valle occupato si discute di “cognitariato”

L’assemblea di venerdì scorso, 24 giugno, al Valle Occupato ha messo insieme le esperienze di settori diversi – cinema, teatro, letteratura, ma anche ricerca universitaria – per ragionare finalmente in modo unitario su quello che sta accadendo a chi lavora nel settore della conoscenza in Italia, e quindi per estensione all’identità culturale del nostro paese. Il quadro che è stato disegnato dagli interventi è a dir poco desolante; ma il fatto che ogni analisi e ogni esperienza raccontata andavano ad incastrarsi perfettamente con le altre, anche quando queste provenivano da settori diversi con logiche di lavoro diverse, ha al contrario funzionato da detonatore per il grande entusiasmo che si respirava in sala. Perché quello che da tempo è stato accennato sullo stato comatoso dell’Italia prendeva finalmente una forma chiara; perché i tanti problemi e vicoli ciechi discussi tra appartenenti a una certa categoria acquistavano di colpo una luce diversa e più chiara; e forse, aspetto più semplice ma non per questo secondario, perché ci si sentiva meno soli.
C’è chi li ha definito questa assemblea come un possibile start-up per degli Stati Generali della cultura. Forse è presto per dire se l’analisi complessa uscita dall’incontro avrà un seguito concreto, o se le realtà che vi hanno preso parte non ripiomberanno piuttosto nelle loro singolarità. Di certo, però, l’atmosfera che si respirava, oltre che di grande concitazione, era anche di grande entusiasmo. Continua a leggere Al Valle occupato si discute di “cognitariato”