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Cechov secondo Rustioni. I tre atti unici

Rustioni - CechovI tre atti unici riletti da Roberto Rustioni sono di certo una delle migliori produzioni degli ultimi anni. Agili e sostenuti da una recitazione di altissimo livello – Rustioni, oltre ad essere un regista dallo sguardo particolarmente acuto, è attualmente uno dei migliori attori della scena – questo trittico è un esempio perfetto di “teatro povero” in grado di riempire pienamente ogni spazio con la propria carica espressiva. Dei tre vaudeville originali – “L’orso”, “La domanda di matrimonio”, “L’anniversario” –, ovvero commedie leggere scritte come forma di intrattenimento colto, Rustioni conserva più che altro lo schema dei rapporti umani, riproposti in un contesto più odierno, una città odierna (Milano?) carica di isterismi e idiosincrasie che gli attori in scena incarnano. L’operazione dichiarata (e perfettamente centrata) da Rustioni era quella di scardinare la scrittura checoviana dal proprio contesto e soprattutto dal genere “farsesco” in cui si inseriva, per attualizzarne la parte universale. Ne esce fuori uno spettacolo dinami- co e coinvolgente, dove spicca con forza la bravura di Valenti Picello (meritatamente candida al Premio Ubu come miglior attrice non protagonista, così come Antonio Gargiulo nella categoria “under 30”, ai quali si affiancava la verve di Roberta Rovelli).  Continua a leggere Cechov secondo Rustioni. I tre atti unici

DDB 38 – Giorno 14: “Passi falsi” e “Culo di gomma”

testata DDB India 38

27. Tre piccoli “Passi falsi”

Scritto nel 1888, l’«Ivanov» è considerato il primo vero dramma di Cechov, che in precedenza aveva messo in scena solo atti unici e vaudevilles. Un dramma che può rischiare in alcuni punti di sfiorare il grottesco, a causa del carattere psicotico del suo protagonista – aspetto che determinò un primo insuccesso del testo, che fu in seguito rivisto dall’autore. Quello che ha spinto Andrea Baracco ad affrontare questo testo – oltre la curiosità per la drammaturgia cechoviana, che il regista romano non aveva mai affrontato – sta tutto nel lato inespresso dei personaggi ideati dal drammaturgo. I personaggi di «Ivanov», per Baracco, sono il risultato di una serie di errori compiuti nella loro vita “precedente” a quella che vediamo rappresentata sulla scena – per questo il laboratorio tenuto al Teatro India si intitola «Passi Falsi». Baracco e i suoi attori hanno proposto tre scene, realizzate come singoli quadri che sembrano voler mettere in evidenza tre temi fondamentali del testo. Continua a leggere DDB 38 – Giorno 14: “Passi falsi” e “Culo di gomma”