Archivi tag: Casa dei Teatri e della Drammaturgia contemporanea

Ragionando con Emanuela Giordano sulla Casa dei Teatri

casa dei teatriDopo l’uscita su Teatro e Critica dell’articolo sulla Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea mi arriva un sms di Emanuela Giordano, la direttrice del nuovo circuito capitolino che conta sei teatri. La richiamo. Nel pezzo parlavo con toni netti della tendenza delle istituzioni a creare delle “scatole” – come le varie case del jazz, del teatro, del cinema – premurandosi di trovare i fondi per “istituire l’istituzione” ma dimenticando quelli grazie ai quali dette istituzioni possano investire sui territori. «Possibile che non si capisca che avere un circuito a Roma è una potenzialità?», mi domanda. E prosegue: «La Roma teatrale è troppo divisa, si polemizza su tutto, invece qui stiamo provando a fare cose concrete. Tu, che hai scritto quel pezzo, le hai anche viste. La rassegna sulla drammaturgia contemporanea, per esempio». È vero, le ho viste, ma io parlavo dei soldi. Ovvero di quanto denaro pubblico è stato stanziato per il progetto di un circuito di sei teatri (poco) e di quanto ne ricade sulla comunità artistica (molto poco). «Beh, nel pezzo dici che siamo una scatola vuota. Invece nei nostri teatri ci sono moltissime iniziative». Ripeto che l’oggetto della mia critica è la conformazione del circuito, come è stato concepito, i soldi stanziati, alcuni dubbi sulla forma bando, non l’operato di chi è stato chiamato a presiederlo o di chi ha vinto i bandi. «Non si capisce». D’accordo, allestiamo un’intervista per cercare di approfondire. Non solo per il diritto di replica, ma anche per ragionare assieme.
Raggiungo Emanuela Giordano nella splendida sede del Teatro di Villa Torlonia, un bell’esempio di architettura però poco utilizzabile per il teatro, a causa del palco altissimo, assai migliore per la musica. «Comunque c’è il parco, si possono usare gli spazi esterni», mi spiegherà dopo l’intervista, mentre giriamo in visita per la sala. Continua a leggere Ragionando con Emanuela Giordano sulla Casa dei Teatri

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La scatola e il contenuto 1 – La Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea

teatro-villa-torloniaIl 7 dicembre a Roma è stato inaugurato il Teatro di Villa Torlonia, che si va ad aggiungere al circuito cittadino della Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea, inaugurato dalla giunta Alemanno. Dopo neanche ventiquattro ore, sui social network, si scatenano le polemiche: il teatro, che si trova all’interno di un gioiello architettonico, è stato ristrutturato senza tenere in considerazione i parametri dello spettacolo contemporaneo: scarsa visibilità, palco troppo alto. Ovvero un luogo che nega il teatro come è oggi. Il problema della ristrutturazione dei teatri, lungi dall’essere un problema romano, è una deriva drammatica che riguarda l’intera nazione – e bisognerebbe trovare la sede per discuterne. Le amministrazioni pubbliche italiane, pur cariche di buone intenzioni, spesso ristrutturano spazi senza la consapevolezza di cosa deve svolgersi al loro interno (a volte seguendo concezioni della visione teatrale così antiche che sorge il dubbio che la formazione degli architetti sia anch’essa avvenuta nel Settecento). Insomma, si fabbrica o si ristruttura la scatola senza tenere in considerazione le caratteristiche del contenuto. Continua a leggere La scatola e il contenuto 1 – La Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea

Per un nuovo corso della cultura a Roma. Lettera a sindaco e governatore

Teatro Roma (littlepoints)Cari Sindaco Marino e Presidente Zingaretti,

scrivo a voi e ai vostri assessori alla Cultura (la signora Ravera e chi occuperà quel posto al Comune) perché Roma e il Lazio si trovano oggi in una situazione straordinaria, con due giunte di centro-sinistra che partono praticamente insieme e hanno davanti cinque anni per cambiare davvero le cose. Questo è vero in molti settori, ma io vi scrivo per uno in particolare: il teatro. Che sarà anche un “piccolo mondo”, come lo definiva Ingmar Bergman, soprattutto oggi che tendiamo a credere importante solo quello che passa nei mass media. Il teatro invece non è un media di massa e non lo sarà mai, ma proprio per questo costituisce non solo un patrimonio artistico e culturale immenso ma anche un’occasione di socialità e confronto del tutto diversa da quelle che le logiche di mercato ci impongono oggi.

Tuttavia, non mi rivolgo a voi per difendere genericamente un settore in crisi o una categoria. Dire che il teatro ha bisogno urgente di risorse per sopravvivere è scontato, per quanto drammaticamente vero. Vi scrivo perché oggi Roma esprime una delle scene teatrali più importanti a livello nazionale e in qualche caso anche internazionale, e questo patrimonio del nostro territorio rischia di venire desertificato. Oggi invece, forse anche grazie alla crisi che sta mettendo in discussione equilibri e rendite di posizione che hanno purtroppo infettato anche il mondo della cultura, le vostre due giunte insieme hanno l’opportunità di cambiare le cose. Continua a leggere Per un nuovo corso della cultura a Roma. Lettera a sindaco e governatore

Debutta la Casa dei Teatri. Sfida alla cultura “low cost”

Cruciani-Giordano-Benvenuti“Il mio sogno è trasformarli in luoghi abitati dalla mattina alla sera”. Sono queste le parole che forse meglio sintetizzano lo spirito con cui Emanuela Giordano, da direttrice, si appresta a cambiare il volto degli ex Teatri di Cintura confluiti nella nuova ‘Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea’. Un “sistema”, così come è stato definito nella conferenza stampa di ieri a Villa Doria Pamphilj, fortemente voluto dall’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Dino Gasperini, e gestito da Zètema Progetto Cultura. Si parte da due teatri di cui sono stati già decretati i vincitori del bando: quello di Tor Bella Monaca con la direzione artistica di Alessandro Benvenuti, e il Teatro Biblioteca Quarticciolo con Veronica Cruciani. Mentre la gara per aggiudicarsi le Scuderie della Casa dei Teatri di Villino Corsini verrà pubblicata ad aprile.

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Casa dei Teatri, bufera sul bando. Contestato l’assessore Gasperini

IMG_3107Se l’intento era quello di fare chiarezza sull’affidamento dei teatri di Tor Bella Monaca e Quarticciolo, parte del nuovo sistema “Casa dei Teatri e della drammaturgia contemporanea”, allora la conferenza stampa di ieri è stata un flop. Perché le risposte dell’assessore capitolino alla Cultura, Dino Gasperini, non sono servite a sciogliere i timori dei lavoratori che rischiano di non vedersi rinnovato il contratto. “Ci stiamo lavorando” si è limitato a dire Gasperini. Ma non ha spiegato perché sul bando c’è scritto “il personale sarà a carico del consessionario”, quando secondo la delibera toccava a Zètema prendersi carico di “eventuali contratti attualmente in corso”. Continua a leggere Casa dei Teatri, bufera sul bando. Contestato l’assessore Gasperini

La Casa dei Teatri. Un’occasione perduta

Finalmente la delibera che istituisce il circuito della Casa dei Teatri e della Drammaturgia contemporanea è stata resa pubblica, ma non per questo si tratta di un buona notizia. Il nuovo circuito, che dovrebbe assorbire ben tre milioni di euro di risorse pubbliche, ha un’identità fumosa e sembra disegnato per spartirsi cariche e giornate di spettacolo, anziché per dare vita a un progetto concreto per la città di Roma. E si tratta di un’occasione perduta, perché con un patrimonio di sei teatri e tre milioni di euro di budget la Casa dei Teatri poteva essere una concreta risorsa culturale per la capitale.
Cosa non convince della delibera? Molte cose. Vediamone alcune. Continua a leggere La Casa dei Teatri. Un’occasione perduta

Il treno della drammaturgia

Da un po’ di tempo in qua nel teatro contemporaneo si parla con insistenza di “drammaturgia”. Dopo anni in cui il ruolo dell’autore, in teatro, è stato relegato “in fondo a destra, accanto all’uscita”, come diceva sarcasticamente Copeau, oggi invece la presenza del drammaturgo viene richiesta a gran voce. Un po’ per stare in linea con quanto avviene nel resto del mondo, un po’ per la rinnovata consapevolezza che una struttura drammaturgica è l’asse portante di qualunque spettacolo, sia esso o meno di parola. Di colpo “drammaturgia” è diventata la parola magica in grado di accendere interessi e persino di aprire porte. Ma siamo certi di intenderci davvero quando parliamo di “drammaturgia”?

L’Italia ha una carenza di attenzione verso la drammaturgia che non è casuale. Durante il secolo scorso, nel nostro paese si è condensata una forte e ricca tradizione di teatro di regia prima e di teatro di ricerca poi. In quei contesti il fulcro della creazione era il regista demiurgo o il collettivo artistico. Oggi la parabola del teatro di regia sembra giunta alla fine, mentre la ricerca attraversa una fase di profondo ripensamento di se stessa e dei propri linguaggi, nel tentativo di uscire dall’impasse di un linguaggio diventato “esoterico” e a volte sostanzialmente elitario. Tra le formule più convincenti, per battere nuove vie, c’è quella invocata più volte da un regista come Massimiliano Civica: un teatro popolare d’arte, in grado cioè di parlare a pubblici popolari ma rimanendo oggetto d’arte. Continua a leggere Il treno della drammaturgia

Una Casa dei Teatri e tanti dubbi

Detta così, come l’ha raccontata brevemente il sindaco Alemanno durante la conferenza stampa di presentazione della stagione del Teatro Argentina, sembra la quadratura del cerchio. Ma in negativo. La Casa dei Teatri e della Drammaturgia che nascerà nel 2013 e metterà a sistema, sotto controllo diretto dell’amministrazione capitolina, i tre teatri cosiddetti “di cintura” (Quarticciolo, Torbella Monaca e Lido di Ostia, che della cintura ha fatto parte solo nominalmente), più le Scuderie della Casa dei Teatri, la biblioteca Elsa Morante e Villa Torlonia. Gli spazi saranno assegnati ad associazioni territoriali (cioè del municipio dove sorge la struttura?) tramite bando pubblico, ma le associazioni vincitrici gestiranno solo metà programmazione, 4 giorni su 7. I restanti giorni saranno programmati da un super-direttore, di nomina comunale.

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