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Il teatro in caduta (libera). Riflessioni attorno al progetto del Teatro Era

Caduta«Era delle Cadute» è il titolo di un progetto andato in scena il 13 e 14 giugno al Teatro Era. Nato nell’ambito delle celebrazioni per i quarant’anni della Fondazione Pontedera Teatro, centro di produzione che ha intrecciato la propria attività con la presenza di Jerzy Grotowski in Toscana, «Era delle Cadute» non è però soltanto una celebrazione. Perché si inserisce in un tema caldo di questi anni, ovvero le forme di creazione e progettazione collettiva ed esperienze di residenza. Lo spettacolo andato in scena per due giorni, infatti, non è che il punto di arrivo di un processo iniziato un anno e mezzo prima, che ha coinvolto nove compagnie della generazione dei trenta-quarantenni, quelle appartenenti alla cosiddetta nuova scena. Nove formazioni dalle cifre estetiche differenti si sono confrontate per dare vita a uno spettacolo comune. Una composizione che copre tutto l’arco della Penisola: si va dai siciliani Civilleri/Lo Sicco a vicentini Carrozzeria Orfeo, passando per i romani Biancofango, i toscani di Scenica Frammenti, gli emiliani Teatro dei Venti e ancora LeVieDelFool, Teatro delle Bambole, Ossadiseppia e Macelleria Ettore.  Continua a leggere Il teatro in caduta (libera). Riflessioni attorno al progetto del Teatro Era

DDB 38 – Giorno 14: “Passi falsi” e “Culo di gomma”

testata DDB India 38

27. Tre piccoli “Passi falsi”

Scritto nel 1888, l’«Ivanov» è considerato il primo vero dramma di Cechov, che in precedenza aveva messo in scena solo atti unici e vaudevilles. Un dramma che può rischiare in alcuni punti di sfiorare il grottesco, a causa del carattere psicotico del suo protagonista – aspetto che determinò un primo insuccesso del testo, che fu in seguito rivisto dall’autore. Quello che ha spinto Andrea Baracco ad affrontare questo testo – oltre la curiosità per la drammaturgia cechoviana, che il regista romano non aveva mai affrontato – sta tutto nel lato inespresso dei personaggi ideati dal drammaturgo. I personaggi di «Ivanov», per Baracco, sono il risultato di una serie di errori compiuti nella loro vita “precedente” a quella che vediamo rappresentata sulla scena – per questo il laboratorio tenuto al Teatro India si intitola «Passi Falsi». Baracco e i suoi attori hanno proposto tre scene, realizzate come singoli quadri che sembrano voler mettere in evidenza tre temi fondamentali del testo. Continua a leggere DDB 38 – Giorno 14: “Passi falsi” e “Culo di gomma”

DDB 34 – Giorno 11: Nollywood, io non sono così (puntate 6-11)

testata DDB India 34

19 – Nollywood (ritratti 6-11)

Altri sei ritratti del progetto Nollywood, dell’Accademia degli Artefatti. Difficile, in questo caso, fare il cronista, perché tutto quello che circuita attorno a Perdutamente sembra prima o poi dover cadere nell’orbita gravitazionale di questo progetto modulare immaginato da Fabrizio Arcuri con Matteo Angius e la collaborazione drammaturgica di Magdalena Barile. Anche chi scrive è stato catturato e “buttato” – mi si passi il termine – nel roboante buco nero della scena di Nollywood, in apertura della puntata dedicata ad Andrea Baracco. Userò per tanto quella che in antropologia viene chiamata “osservazione partecipante”, pur mantenendo la terza persona. E quindi posso scrivere che sì, Graziano Graziani si è lanciato in una conferenza sulle micronazioni,  minuscole entità che vogliono mantenere un’intransigente indipendenza dal mondo esterno, a cui ha dedicato un libro («Stati d’eccezione») e di cui è uno dei massimi esperti. Che c’entra con Andrea Baracco? Continua a leggere DDB 34 – Giorno 11: Nollywood, io non sono così (puntate 6-11)

DDB 20 – Quanno i romani fanno “Aho!”

La regista Francesca Macrì (milanese) espone i suoi dubbi al gruppo di adolescenti (romani) con cui sta lavorando con Andrea Trapani per il laboratorio della compagnia Biancofango.

A – Che differenza c’è quando voi dite “aho” rispetto a quando dite “oh”?

B – “Oh” è per chiamare.

A – E “Aho”?

B – Non so, io “aho “ non lo uso più… Continua a leggere DDB 20 – Quanno i romani fanno “Aho!”

Tre Soldi – Radio 3 :: Perdutamente (puntata n°3)

PERDUTAMENTE
La Factory del Teatro India

Puntata n°03 – Progetti (prima parte)

Diciotto compagnie della scena contemporanea sono state invitate dal direttore del Teatro di Roma, Gabriele Lavia, ad abitare il Teatro India per tre mesi, lavorando attorno al tema della perdita. Né è nata una factory attiva da ottobre, che ha rovesciato nei grandi edifici dell’ex fabbrica della Mira Lanza una quantità notevole di laboratori, incontri, tavoli teorici, prove aperte e chiuse, esperimenti di dialogo del teatro con altri campi artistici come la musica, il video, l’arte e la letteratura. “Perdutamente” aprirà al pubblico dal 3 al 21 dicembre, con l’ambizione di proporre alla città di Roma due forme inedite di spazio e di oggetto artistico.  Continua a leggere Tre Soldi – Radio 3 :: Perdutamente (puntata n°3)

DDB 19 – Non si può essere seri a 17 anni

Fare un lavoro sull’adolescenza, oltre che con l’adolescenza. È questa l’ambizione di Francesca Macrì e Andrea Trapani, compagnia Biancofango, che hanno portato all’interno di Perdutamente questa loro ossessione, attivando un laboratorio per adolescenti, ragazzi che frequentano all’incirca gli ultimi tre anni di scuole superiori. Una scelta che produce un effetto duplice, perché da un lato ha arricchito l’esperienza della Factory di una tematica non molto battuta dalle altre compagnie; dall’altra ha aperto le porte del teatro a un gruppo di ragazzi che – si spera, ma è probabile che sarà così – non dimenticheranno con facilità questa esperienza. Perché quella che stanno vivendo è una forma scompaginata del Teatro India, con compagnie che provano e discutono un po’ dappertutto tra sale, foyer e corridoi, tra pezzi di scenografia attraverso cui si deve passare per raggiungere i bagni o la macchinetta del caffè, in un’atmosfera generale densa di progetti e creatività. Solo grazie a questa immersione, prima ancora che a causa dei contenuti con cui entrano a contatto, l’esperienza di India sarà per questi ragazzi estremamente formativa. Continua a leggere DDB 19 – Non si può essere seri a 17 anni

Tre Soldi – Radio 3 :: Ritratti dal Teatro India (puntata n°1)

RITRATTI DAL TEATRO INDIA

Puntata n°01 – IL LAVORO DELL’ATTORE
Roberto Latini – Andrea Baracco – Federica Santoro – Biancofango

Diciotto compagnie teatrali stanno abitando il Teatro India di Roma per un progetto che ruota attorno al concetto di “perdita”. Prove, laboratori, tavoli di discussione, incontri tra artisti e pubblico si alternano in un’abitazione inedita di questo spazio, da molti considerato uno dei più belli d’Italia tra quelli destinati alla creazione contemporanea. La Factory di India raccoglie, a suo modo, uno spaccato coerente di quella che è la scena contemporanea italiana, concentrandosi su quella parte nata e cresciuta nel territorio della Capitale. Quasi tutti gli artisti coinvolti sono presenti in modo costante nei cartelloni dei principali festival di teatro contemporaneo e alcuni sono già proiettati nella scena internazionale. Continua a leggere Tre Soldi – Radio 3 :: Ritratti dal Teatro India (puntata n°1)

Perdutamente. Diciotto compagnie disperse nel Teatro India

Un cantiere nel cantiere. Così è stato definito da Gabriele Lavia il progetto «Perdutamente», che riunisce diciotto compagnie romane all’interno del Teatro India di Roma, da ottobre a Natale. Una “factory” che produrrà seminari, laboratori, incontri – ma anche “atti, distrazioni, incidenti”, come recita il sottotitolo – e una parte spettacolare aperta al pubblico tutta concentrata nel mese di dicembre. Non si tratta dunque di nuove produzioni da creare e presentare – nonostante la commissione ci sia, ed è attorno al tema della “perdita” – ma di una residenza aperta, il cui obiettivo principale è quello di far abitare lo spazio di India (il più bel teatro romano dedicato al contemporaneo) da quelle compagnie del territorio che sono diretta espressione di questo segmento artistico – ricerca, nuove generazioni e nuovi linguaggi – che il più delle volte non solo non arrivano nei cartelloni degli stabili, ma non arrivano nemmeno ad avere un’interlocuzione coi direttori artistici.
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È un Porco Mondo. Parola di Biancofango

Una donna che riflette sulle rovine del suo presente, sulle sue ossessioni e i sogni infranti. Un uomo incattivito dalla gabbia dove ha cacciato se stesso, fatta di desideri frustrati a cui cerca rimedio navigando su internet e allacciando relazioni pedofile con smaliziate tredicenni. Il tutto sullo sfondo di una insostenibile notte di Natale. “Porcomondo” ci offre senza fronzoli un panorama desolante e asfittico, dove però questo maelstrom di sentimenti e dolore affoga anziché nel nero, nel bianco. Bianchi sono i vestiti degli interpreti, bianche le sottovesti, bianca è la luce di scene ridotte all’osso, che fanno pensare a un mondo aperto, arioso, e stridono di conseguenza con il pozzo aperto dalle parole, dalle vicende umane. Bianco, insomma, è il fango, per parafrasare il nome di questa giovane compagnia – ed è un nome-manifesto, come è evidente anche dai loro precedenti lavori – composta dalla regista milanese Francesca Macrì e dall’attore fiorentino Andrea Trapani, al quale si affianca in scena Aida Talliente. Grande la forza scenica e l’energia di questi due attori straordinari, in grado di tenere viva questa materia rovente che, altrimenti, potrebbe facilmente risultare patetica. Continua a leggere È un Porco Mondo. Parola di Biancofango