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DDB 37 – Giorno 13: “Benares”, “Awards”, “Il grande boom”

testata DDB India 37

24. Benares

La parola d’ordine è informalità. «Benares», l’evento collettivo organizzato dagli artisti della Factory di Perdutamente, si è caratterizzato come una serata in cui ogni gerarchia della fruizione teatrale veniva, almeno in via simbolica, scardinata. Gli spettacoli teatrali sono stati realizzati a porte aperte, con la gente che poteva entrare e uscire – è il caso del lavoro di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini con Monica Piseddu, o del divertimento “smembrato” di Luca Tilli e Federica Santoro. Mentre altre performance – come Bangalore – sono uscite dal cunicolo che le ha ospitate in questi giorni per piazzarsi nell’ampio spazio del foyer, con una luce più forte, a disegnare un’atmosfera tutta diversa. Niente di nuovo nei contenuti, dunque – la scelta degli artisti è stata di allestire la serata con un flusso imprecisato e non calendarizzato di materiali che, comunque, scaturivano dal loro lavoro quotidiano al Teatro India – ma, sotto i riflettori, c’era una modalità differente di vivere lo spazio e il tempo della fruizione artistica. Una modalità che, più che con l’ambiente “protetto” della scatola nera teatrale, ha a che vedere con le dinamiche dell’arte contemporanea – e con i suoi dispositivi performativi, a loro volta pensati in antitesi, quando non in polemica, con la sacralità dell’oggetto esposto al museo. Insomma «Benares», più che un oggetto artistico, è una dimensione dello “stare”. Continua a leggere DDB 37 – Giorno 13: “Benares”, “Awards”, “Il grande boom”

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DDB 17 – Tra la luce e il buio

Le riunioni sono estenuanti, alle volte, perché le compagnie di Perdutamente hanno necessità di analizzare le cose pubblicamente, elencare tutti i punti di vista, confrontarsi, darsi battaglia, cercare sintesi che poi si perdono, si ritrovano e ancora si perdono. È stato così anche nel pomeriggio di oggi – per altro, una domenica – quando si sono affrontati i possibili contenuti di Benares/Varanasi. Forma, contenuto, relazione col pubblico; questi i temi discussi, con tenacia e rigore, per lunghe ore. Con passione e concentrazione, come ha fatto Daria Deflorian. Ma alle volte può capitare che, nonostante la dedizione, il mondo esterno arrivi a guastare la concentrazione tenuta faticosamente per lunghe ore. Magari sotto forma di telefono che trilla, una, due, tre volte, al quale occorre dare nervosamente retta, sia pure soltanto con una porzione di cervello, per individuare quasi senza guardarlo il tasto “mute”, che escluda il suono fastidioso dello squillo. Ma quando l’interlocutore si fa insistente, e continua a chiamare e chiamare nonostante la mancata risposta, è istintivo guardare lo schermo per capire chi è che ha urgenza di scocciare così tanto. Nome sul display: Fabrizio Arcuri – seduto a due posti da Daria. Erano lui e Michele Di Stefano ad insistere sul cellulare di Daria. Quando l’assemblea se ne rende conto, scoppia in una risata generale. Un momento in cui si scioglie la tensione. Un piccolo atto di goliardia che irrompe, come un raggio di luce, fendendo le nubi dell’ideazione da cui cerca di prendere forma il nuovo gesto collettivo, Benares. Continua a leggere DDB 17 – Tra la luce e il buio

DDB 15 – Sottrarre, perdere e poi fare

La perdita alle volte è sottrazione. Sicuramente lo è quando c’è di mezzo un furto, come quello che è avvenuto nella notte tra il 22 e il 23 novembre al Teatro India. Amplificazioni, impianti, proiettori e altri dispositivi tecnici sia del teatro che delle compagnie sono stati sottratti da ignoti. Stamattina alla Factory di India il morale era visibilmente basso, le facce scure, la tensione palpabile. Non tanto e non solo per il danno in sé (che sarà presumibilmente coperto dall’assicurazione e non dovrebbe ostacolare l’apertura del 3 dicembre), quanto perché si avvertiva come un senso di profanazione in un luogo che è stato abitato da decine, a volte centinaia di persone nell’arco di diverse settimane. Non un luogo vuoto, distante, istituzionale, ma una casa. E il senso di smarrimento e di perdita, quando qualcuno ti entra in casa, è sempre un sentimento ingombrante con cui fare i conti. Continua a leggere DDB 15 – Sottrarre, perdere e poi fare

DDB 14 – Da Varanasi a Benares

Varanasi è la città sacra dell’Induismo. I fedeli devono andarci almeno una volta nella vita, per immergersi nelle sacre acque del Gange. Varanasi è anche la città dove gli induisti vanno a morire, perché secondo la loro religione è l’unico posto dove gli dei consentono agli uomini di sfuggire al Samsara. In questa città le pire funerarie ardono 24 ore su 24. Continua a leggere DDB 14 – Da Varanasi a Benares