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La giovinezza dei Baustelle. Intervista a Francesco Bianconi

In pochi anni i Baustelle si sono affermati come un gruppo in grado di parlare a una fetta di pubblico ampia e variegata con le loro canzoni senza cessare però di scrivere testi ricercati, che sono gli sono valsi un riconoscimento prestigioso come la Targa Tenco. Ma prima de «La malavita», il disco del 2005 che ha portato di colpo il gruppo toscano sotto i riflettori della scena nazionale, i Baustelle hanno fatto una lunga gavetta e hanno inciso due dischi con etichette indipendenti. «Sussidiario illustrato della giovinezza», il primo introvabile album della band uscito nel 2000, è oggi un oggetto di culto per i fan. Warner Music lo ha ripubblicato e i Baustelle si lanceranno a dicembre in un piccolo tour di promozione. Abbiamo parlato con Francesco Bianconi, voce e autore dei testi e di molte delle canzoni dei Baustelle, per capire cosa è cambiato per la band toscana in questi dieci anni.
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I mistici della musica. Intervista ai Baustelle

A oltre due anni di distanza da «Amen», vincitore della targa Tenco come miglior album, tornano i Baustelle con un disco di inediti intitolato «I mistici dell’occidente», che per certi tratti musicali e di contenuto si situa sullo stesso solco. Nell’ultima intervista a Carta Francesco Bianconi, voce e autore dei testi del gruppo, spiegava come a fronte della perdita della sacralità della civiltà contadina descritta da Pasolini – a cui il disco era dedicato – oggi si è perduta anche quella sacralità legata al mondo del lavoro che, dal punto di vista laico, manteneva in vita una serie di valori. Oggi quei valori sono dissolti e la nostra società occidentale si sta avvitando su se stessa. Perché intitolare un disco «I mistici dell’occidente» appena due anni dopo?
«Siamo ancora lì, se non peggio – dice Francesco –. Abbiamo scelto questo titolo perché era un tema che usciva fuori anche in ‘Amen’, il sacro e la sacralità. Stavolta è utilizzato in maniera attiva, perché ci troviamo davanti a una società che non solo si avvita su se stessa, ma è sempre più monotematica e monoculturale, non ti lascia alternative, hai dei modelli che sono quelli e non puoi trasgredire. Di fronte a tutto questo ciò che si può fare, da novelli mistici, è prendere coscienza che tutta questa offerta monoculturale non è l’unica via possibile, o che comunque ha un valore che va preso per quello che è. Non è importante, non è la vita. C’è qualche altra cosa. Continua a leggere I mistici della musica. Intervista ai Baustelle

Unico antidoto al futuro aninimo è la scritta Calvin Klein

Baustelle«È difficile resistere al Mercato, amore mio. Di conseguenza andiamo in cerca di rivoluzioni e vena artistica. Per questo le avanguardie erano ok, almeno fino al ’66. Ma ormai la fine va da sé. È inevitabile». Con queste parole si apre «Il liberismo ha i giorni contati», una delle canzoni di punta del nuovo cd dei Baustelle, «Amen», nei negozi di dischi dal 1 febbraio. Un disco molto atteso dopo il successo ottenuto con l’album precedente, «La Malavita», che non solo ha fatto conoscere al grande pubblico la band di Montepulciano, ma ha anche rivelato le doti di Francesco Bianconi come autore di testi – il disco, infatti, si piazzò immediatamente nella cinquina dei finalisti al Premio Tenco come miglior album della stagione 2006, poi vinta da un mostro sacro come Vinicio Capossela con «Ovunque proteggi». Continua a leggere Unico antidoto al futuro aninimo è la scritta Calvin Klein

Il liberismo ha i giorni contati. Parola di Baustelle

Baustelle
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Un disco raffinato, musicalmente pieno, che pur dipingendo le macerie del presente è attraversato da una tensione verso un mondo possibile, possibilmente migliore. È «Amen», quarta fatica in studio dei Baustelle, da oggi, venerdì 1 febbraio, nei negozi di dischi. Gli autori de «La Malavita» tornano con un lavoro pieno di citazioni letterarie e non solo. Pasolini, ad esempio, ma anche l’arte contemporanea, come la scultura di Maurizio Cattelan «Charile don’t surf», che raffigura un ragazzino inchiodato con delle matite al banco di scuola, che ha ispirato il singolo «Charile fa surf». «Quando l’ho vista mi ha impressionato molto – racconta Francesco Bianconi, voce del gruppo e autore dei testi – Le canzoni in fondo si scrivono sulla tua vita, che è fatta di cose che ti accadono, ma anche di cose che vedi e ascolti»
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Il rock della Malavita. Intervista ai Baustelle

baustelle-malavitaI Baustelle, gruppo rock dalle radici toscane ma naturalizzato milanese, è il gruppo più interessante dell’ultimo anno. Caratterizzati da un sound coinvolgente, un gusto per il retrò e dei testi che affondano nella parte più scura e morbosa dell’immaginario adolescenziale -al di là di retoriche e manifesti generazionali – con il loro terzo album, “La Malavita” [Warner/Atlantic, 2005], i Baustelle sono arrivati in cima alle classifiche. Con un lavoro omogeneo e compatto, di largo consumo ma tutt’altro che commerciale. Come i vecchi dischi rock di una volta.
Francesco Bianconi, voce maschile del gruppo, ci ha raccontato cosa è cambiato col successo. “Anzitutto i concerti – dice sorridendo – Sono sempre affollatissimi, e questo ci fa piacere. Molti ragazzi cantano a memoria tutte le canzoni, non solo il singolo che passa per radio. È un grande risultato. Poi il cd è andato benissimo e continua a vendere al di là delle aspettative. I nostri discografici non se lo aspettavano, men che meno noi. L’altro cambiamento significativo è che, finalmente, riusciamo a campare con la musica. Prima dovevamo fare tutti i lavori più improbabili”. Continua a leggere Il rock della Malavita. Intervista ai Baustelle