Archivi tag: Andrea Cosentino

Pantagruel – ISOLE

SCONFINAMENTI D’ESTATE [RADIO 3 RAI]

Pantagruel 2016 - Isole
(ph dal sito del programma)

Puntata del 30/07/2016

In  questa puntata sconfiniamo nelle isole italiane:  da quella di Montecristo da cui parte il progetto video- teatrale di Manuela Cherubini, a quella dell’Asinara che Andrea Cosentino racconta nel suo spettacolo L’asino albino, alle 51 isole italiane in cui hanno soggiornato molti personaggi famosi che Ambrogio Borsani ci descrive  nel suo libro Avventure di piccole terre, a L’ultima isola sospesa tra noi e l’Africa, Pantelleria, protagonista del romanzo di Giosuè Calaciura, a quelle desertiche del Mediterraneo fotografate e raccontate dal collettivo Desertmed. Ma anche Venezia dove incontriamo Toni Servillo, uno dei maestri della 44^ edizione  della Biennale Teatro. Continua a leggere Pantagruel – ISOLE

Annunci

Andrea Cosentino su Rai5 – Roma: la nuova drammaturgia

Cos+Rai

*

ANDREA COSENTINO – Si autodefinisce scherzosamente “il più grande autore di finali viventi”. Alcuni critici hanno preferito chiamarlo anti-narratore. Quel che è certo è che Andrea Cosentino, che oscilla da anni tra la scena off e i circuiti nazionali, ha creato un suo personalissimo modo di fare teatro, a cavallo tra affabulazione e non-sense, un genere che unisce l’alto e il basso, l’affondo del pensiero con una comicità paradossale. Nei suoi lavori si rincorrono una girandola di personaggi e di storie che entrano dentro altre storie come scatole cinesi, in un contesto scenico artigianale e volutamente povero, che sconfina volentieri nel teatro di figura. Quella di Andrea Cosentino è una scrittura teatrale unica, capace di tenere assieme la riflessione colta con la comicità e la poesia. Continua a leggere Andrea Cosentino su Rai5 – Roma: la nuova drammaturgia

Il teatro italiano tra “post” e “post”. Riflessioni sulla scrittura teatrale

scritturaLorenzo Pavolini, in un articolo apparso su questa rivista, notava come le differenze tra la scrittura teatrale e quella narrativa si fossero nel tempo assottigliate. L’utilizzo sempre più diffuso della prima persona e il diradarsi della letterarietà della lingua a favore di una lingua sempre più parlata ha reso, tendenzialmente, molti romanzi simili a dei monologhi. Allo stesso tempo molto teatro, compreso quello che proviene dalla cosiddetta ricerca, ha ripreso a “raccontare storie” e in forma tutt’altro che episodica (anche se deve scontrarsi con la tradizionale allergia ai nuovi nomi di parte del pubblico e degli operatori). Lo fa, per altro con una certa libertà compositiva che a volte si fa fatica a trovare nella narrativa degli ultimissimi anni, condizionata da esigenze commerciali (il genere, la scansione, la leggibilità) che sono essenziali per gli editori ma del tutto ininfluenti per chi scrive per il teatro. Tutto questo, per altro, avviene in un’epoca in cui invece si continua a vivere la letteratura e il teatro come due mondi separati (grazie anche al ponte fecondo che, nei decenni scorsi, si è invece venuto a creare tra arte contemporanea e teatro, spostando di molto l’accento sulle dinamiche della performance). Continua a leggere Il teatro italiano tra “post” e “post”. Riflessioni sulla scrittura teatrale

Fahrenheit – Radio 3 :: «Primi passi sulla luna» di Andrea Cosentino

Il libro del giorno è di ANDREA COSENTINO
autore di «PRIMI PASSI SULLA LUNA» (Tic edizioni, 2013)

Andrea Cosentino - primi passi sulla luna

Uno spettacolo teatrale che si trasforma in un libro, un esperimento letterario, una storia personale, biografica, familiare. Primi passi sulla Luna – Divagazioni provvisorie per uno spettacolo postumo è l’avventura difficile, inaspettata, dolce, avvolgente di un padre con una figlia, di un figlio con un padre, uniti in un tempo speciale raccontato daAndrea Cosentino per Tic Edizioni. Un libro che parla di una vicenda importante, della vita e della morte, della felicità, di un futuro ormai passato, e di tante altre cose. Di una famiglia, di riflessi e di tempi verbali, di anniversari. Di Darwin, di Futurismo, di Galileo, di una passeggiata in pineta e della Pimpa, di razzi e sbarchi sulla Luna. Di un quadro del Ghirlandaio, custodito nel museo del Louvre. Di Luciano di Samosata, di occhi, di viaggi. Di giochi, accudimenti e “scivolamenti”.  Una malattia, l’attesa di una diagnosi, restituite attraverso verità e finzione – tutto finto e tutto vero – per un io narrante che coincide con quello narrato. Mettere insieme i pezzi e ricostruire la realtà. Andrea Cosentino scrive per non staccarsi dal dolore, per tenerlo addosso: il retinoblastoma, un riflesso nell’occhio destro di Daria, la sua bambina di tre anni, scoperto per caso in una fotografia. Una luna nell’occhio. Una riflessione sul generare la vita, che è gioia, responsabilità e condanna, perché porta con sé un destino di morte. Un compito al quale si è chiamati, ma per il quale si è sempre impreparati. L’accostamento tra il tragico e il suo opposto diventano in questo libro uno strumento terapeutico, per insegnare adessere genitori, imparando ad essere figli. Continua a leggere Fahrenheit – Radio 3 :: «Primi passi sulla luna» di Andrea Cosentino

L’hic et nunc negato di Andrea Cosentino

andrea cosentino - non qui non ora«Non qui, non ora». Suona come un manifesto il titolo del nuovo spettacolo di Andrea Cosentino, che è approdato al palcoscenico del Teatro Palladium di Roma in forma di studio, nell’ambito del festival Teatri di Vetro. Perché al centro della riflessione operata da Cosentino – ma anche di un certo grado di irrisione – c’è la contrapposizione tra arte contemporanea e teatro, tra performance e rappresentazione. Davvero due filosofie estetiche contrapposte? A dirlo non è lui, o una delle sue maschere dialettali che stanno partecipando a un’ipotetica performance in un ipotetico museo (il romano caustico, il presunto viterbese che parla un improbabile dialetto), ma Marina Abramovic in persona, una delle icone dello star system dell’arte contemporanea. È dalle sue parole che prende forma la contrapposizione tra l’hic-et-nunc della performance e l’altrove ipotetico della rappresentazione teatrale, dove la “verità” e la “vita” sarebbero automaticamente dalla parte della prima. Abramovic sintetizza questa “superiorità” dell’arte performativa con la seguente frase: “In teatro il coltello è finto e il sangue è ketchup, mentre nell’arte performativa il coltello è un vero coltello e il ketchup è sangue”. Una concezione che, tuttavia, ha trovato i suoi limiti nella parabola artistica della stessa Abramovic, che dopo aver sottoposto il proprio corpo a una serie di “iniezioni di realtà” per quarant’anni, sottoponendosi a ogni tipo di sperimentazione, si è resa conto – forse in modo un po’ tardivo – che per chi la sta a guardare tutto questo resta comunque spettacolo, intrattenimento. Si paga un biglietto e si guarda. E questo guardare non ti “cambia la vita” – come pretenderebbe il manuale del bravo artista performativo. Continua a leggere L’hic et nunc negato di Andrea Cosentino

DDB 33 – Giorno 10: “Diario del Tempo” e “Non qui non ora”

testata DDB India 33

Anche le performance estemporanee, fuori programma, trovano spazio nella fitta programmazione di «Perdutamente». Forse prendendo spunto da Andrea Cosentino, autore di una performance parassita con un Artaud accattone ai margini delle strade dei festival, Marco Ceccotti e Francesco Picciotti, con Dario Aggioli come guest – tutti e tre con Cosentino hanno collaborato – si sono ritagliati dieci minuti di performance nel foyer. Nessuno li aveva invitati, né Lavia (il loro nome non spicca tra le 18 compagnie) né gli artisti della Factory. Ma tutto ha seguito comunque il suo corso. La performance “Il paradosso dell’attore 2000” consisteva in un piccolo servizio a pagamento: Dario Aggioli si è reso disponibile a prendere schiaffi dal pubblico a pagamento: fino a 2 euro per un buffetto, 4 per uno schiaffo serio, 8 con maggior veemenza, 10 un pestaggio in piena regola. Risa, diffidenza, curiosità: il primo a buttarsi con energia è una vecchia conoscenza del teatro di innovazione, Simone Carella. Altri seguono, tra l’incredulo e il divertito. Qualche soldo tintinna nelle casse da artisti di strada di Ceccotti, Picciotti e Aggioli. Poi le porte delle sale si schiudono e Perdutamente riprende il suo corso. Continua a leggere DDB 33 – Giorno 10: “Diario del Tempo” e “Non qui non ora”

Tre Soldi – Radio 3 :: Perdutamente (puntata n°4)

PERDUTAMENTE
La Factory del Teatro India

Puntata n°04 – Progetti (seconda parte)

Diciotto compagnie della scena contemporanea sono state invitate dal direttore del Teatro di Roma, Gabriele Lavia, ad abitare il Teatro India per tre mesi, lavorando attorno al tema della perdita. Né è nata una factory attiva da ottobre, che ha rovesciato nei grandi edifici dell’ex fabbrica della Mira Lanza una quantità notevole di laboratori, incontri, tavoli teorici, prove aperte e chiuse, esperimenti di dialogo del teatro con altri campi artistici come la musica, il video, l’arte e la letteratura. “Perdutamente” aprirà al pubblico dal 3 al 21 dicembre, con l’ambizione di proporre alla città di Roma due forme inedite di spazio e di oggetto artistico.  Continua a leggere Tre Soldi – Radio 3 :: Perdutamente (puntata n°4)

DDB 13 – Il montaggio dell’Io

Andrea Cosentino, in uno spettacolo intitolato «Angelica», che è stato uno snodo della sua carriera perché vedeva la prima apparizione di un format chiamato “Telemomò” che lo ha accompagnato per molto tempo, si affidava alle parole di Pier Paolo Pasolini per affrontare il tema del montaggio cinematografico. La realtà come decostruzione e ricostruzione dei frammenti narrativi, come “montaggio” appunto, era al centro di quello spettacolo. Pasolini, nel saggio citato, diceva che la morte opera sull’uomo quello che il montaggio opera nel cinema: una selezione di pezzi significanti assemblati secondo un ordine di senso. Nessuno può, infatti, vivere (o osservare) la vita di un altro per intero, minuto per minuto: ci vorrebbe l’intera vita per farlo. E non avrebbe neppure senso. Quello che noi ricordiamo di una persona, sono gli snodi della sua biografia che hanno importanza per noi. Continua a leggere DDB 13 – Il montaggio dell’Io

Tre Soldi – Radio 3 :: Ritratti dal Teatro India (puntata n°3)

RITRATTI DAL TEATRO INDIA

Puntata n°03 – DRAMMATURGIE
Daniele Timpano – Andrea Cosentino – Lucia Calamaro

Diciotto compagnie teatrali stanno abitando il Teatro India di Roma per un progetto che ruota attorno al concetto di “perdita”. Prove, laboratori, tavoli di discussione, incontri tra artisti e pubblico si alternano in un’abitazione inedita di questo spazio, da molti considerato uno dei più belli d’Italia tra quelli destinati alla creazione contemporanea. La Factory di India raccoglie, a suo modo, uno spaccato coerente di quella che è la scena contemporanea italiana, concentrandosi su quella parte nata e cresciuta nel territorio della Capitale. Quasi tutti gli artisti coinvolti sono presenti in modo costante nei cartelloni dei principali festival di teatro contemporaneo e alcuni sono già proiettati nella scena internazionale.  Continua a leggere Tre Soldi – Radio 3 :: Ritratti dal Teatro India (puntata n°3)

Perdutamente. Diciotto compagnie disperse nel Teatro India

Un cantiere nel cantiere. Così è stato definito da Gabriele Lavia il progetto «Perdutamente», che riunisce diciotto compagnie romane all’interno del Teatro India di Roma, da ottobre a Natale. Una “factory” che produrrà seminari, laboratori, incontri – ma anche “atti, distrazioni, incidenti”, come recita il sottotitolo – e una parte spettacolare aperta al pubblico tutta concentrata nel mese di dicembre. Non si tratta dunque di nuove produzioni da creare e presentare – nonostante la commissione ci sia, ed è attorno al tema della “perdita” – ma di una residenza aperta, il cui obiettivo principale è quello di far abitare lo spazio di India (il più bel teatro romano dedicato al contemporaneo) da quelle compagnie del territorio che sono diretta espressione di questo segmento artistico – ricerca, nuove generazioni e nuovi linguaggi – che il più delle volte non solo non arrivano nei cartelloni degli stabili, ma non arrivano nemmeno ad avere un’interlocuzione coi direttori artistici.
Continua a leggere Perdutamente. Diciotto compagnie disperse nel Teatro India