Archivi Categorie: Web culture

Immaginario malato – Vasco contro Nonciclopedia

logo di Nonciclopedia

Oltre a suscitare un po’ di fastidio, la notizia della chiusura di Nonciclopedia a causa dell’azione legale di Vasco Rossi – offeso per la pagina a lui dedicata dalla enciclopedia demenziale on line – porta alla luce due ordini di problemi. Ma prima facciamo un sunto di quanto accaduto.
Nel febbraio 2010 i legali di Vasco Rossi mandano una raccomandata ai gestori del sito chiedendo la rimozione della pagina perché diffamatoria. Il giorno successivo Nonciclopedia risponde spiegando che sono gli utenti che liberamente aggiungono contenuti al sito, che quindi l’autore non è individuabile, ma che comunque il sito è disponibile a oscurare la pagina in questione. Il 18 agosto 2011 un amministratore del sito viene convocato dalla polizia postale, e lo stesso accade per altri tre amministratori a settembre. A inizio ottobre, precauzionalmente, Nonciclopedia chiude, per scongiurare la possibilità di incappare in azioni legali per questa o altre faccende.
Nonciclopedia è un sito che fa il verso a Wikipedia, postando però contenuti a stampo demenziale. Basti pensare che alla voce Svizzera si leggeva “La Svizzera è una repubblica a delinquere di stampo mafioso a PH neutro”, mentre Papa Ratzinger era accreditato come identità segreta dell’Imperatore Palpatine (l’imperatore di Guerre stellari). Insomma, puro divertissement. Leggi il resto dell’articolo

Immaginario malato – Londra brucia. O forse no

Evidentemente non è un vizio solo italiano quello di negare l’evidenza. La reazione del premier inglese David Cameron alle tre giornate di violenza che hanno messo a ferro e fuco la civilissima Londra è stata di minimizzare: “Si tratta di semplice criminalità”. Una dichiarazione che suonava ancora più ridicola alla luce dell’evolversi dei fatti: subito dopo Londra gli scontri si sono estesi a Birmingham, Liverpool, Manchester.

Nonostante un suo ministro di rilievo come George Osborne, titolare delle finanze, abbia dovuto ammettere che “ci sono comunità lasciare ai margini dell’economia del Paese” – sostanzialmente dando ragione alla maggioranza di cittadini britannici che, in un sondaggio, hanno bocciato l’operato del governo e pensano che l’origine del malessere sociale sia da rintracciare nella sua politica di forti tagli – David Cameron è andato avanti per la sua strada. La prima mossa è stata chiamare a collaborare Bill Bratton, esperto statunitense e teorico della “tolleranza zero”. La cosa ha suscitato le ovvie proteste della polizia inglese, tanto più che proprio in questi giorni si sta discutendo di un possibile taglio di due miliardi di sterline che provocherebbe fino a 30.000 licenziamenti tra le forze dell’ordine.

La seconda uscita ha invece suscitato l’apprensione di una fascia ancora più ampia della popolazione: limitare o censurare i social network come Facebook e Twitter o il servizio di messaggeria multipla di BalckBerry, che sarebbero stati gli strumenti per organizzare la protesta. Leggi il resto dell’articolo

Cercasi leader disperatamente

tolleranza-zoroBarba di qualche giorno, capelli a zero e l’espressione a cavallo tra lo scoramento di chi naviga a vista nella politica di oggi e il sarcasmo un po’ sbruffone e molto romanesco, Zoro si affaccia dal web con le sue disavventure in pillole di un militante del PD, che faticosamente segue le evoluzioni funamboliche ed elettoralmente disastrose del – malgrado tutto – “suo” partito.
Nel suo “saltuario di informazione e opinionistica estremamente personale”, Diego Bianchi ha dato vita a una web tv satirica imperniata sul personaggio di Zoro, il suo alter ego mediatico che decripta il linguaggio sempre più edulcorato di politica e tv grazie a una buona dose di romanità e sarcasmo. In «Tolleranza Zoro», che ha debuttato nel suo blog all’indomani della nascita del Partito Democratico (oggi è un diario settimanale del programma di serena Dandini «Parla con Me»), Zoro segue con crescente apprensione l’ennesima mutazione genetica della sinistra, sempre più confusa anche per chi come lui ha avuto un passato da militante comunista, si è dovuto confrontare col crollo del muro di Berlino e ha infine faticosamente introiettato la nuova dottrina riformista. In un continuo ed esilarante dialogo telefonico con Veltroni, che lo chiama per farsi consigliare sulle strategie comunicative, Zoro fa emergere con folgorante ironia il grande rimpianto della sinistra italiana: l’assenza di un leader. Leggi il resto dell’articolo

I padri e i figli

pieveInternet può avere un ruolo nella costruzione di una memoria e, attraverso di essa, di un’identità? Per quanto possa apparire una provocazione parlare di memoria e identità all’interno di un media che trova il suo specifico proprio nella fluidità, nella magmaticità e nella continua evoluzione delle informazioni, questa domanda si connette a una delle funzioni che la rete sta assumendo e sviluppando, proprio negli ultimi anni, grazie ai social network: quello di archivio di immagini, documenti, filmati. Un archivio per di più caratterizzato dall’immediatezza e dalla orizzontalità della rete. Leggi il resto dell’articolo

Dio, Patria e You Tube

Da un po’ di tempo in qua l’Italia è diventata il paese delle emergenze. Forse a causa della tendenza nostrana a far incancrenire i problemi – come per i rifiuti in Campania, che in realtà è in emergenza da 15 anni – tanto che poi l’unico modo per risvegliare i nostri sonnacchiosi media, poco reattivi se non trova il modo di “gossippare” le notizie (in fondo, in una società ormai completamente spettacolarizzata, anche l’allarmismo è una forma di gossip), è quello di urlare, sbracciarsi, montare il caso, come si dice in gergo. Il rovescio della medaglia di questo criterio di “notiziabilità” è che a volte sono gli stessi media – che in realtà, vista la bulimia che caratterizza il sistema dell’informazione, hanno un disperato bisogno di notizie in grado di tenere alta l’attenzione – a dover soffiare sul fuoco per aizzare l’incendio dell’interesse in quell’ectoplasma che ci ostiniamo a chiamare “opinione pubblica”. Leggi il resto dell’articolo

La carta, il web e il futuro dei Media. Intervista a Giovanni Cesareo

«Il contesto in cui si muove l’informazione, in Italia, non è confortante». Non usa mezzi termini Giovanni Cesareo, storico studioso della comunicazione con un passato “sul campo” in un giornale come l’Unità del dopoguerra, per definire la crisi in cui naviga l’informazione tradizionale. A un atteggiamento refrattario alla lettura, che ha radici profonde in un paese dove l’informazione a mezzo stampa è sempre stato un fenomeno minoritario, si è aggiunta la costante erosione di lettori che i nuovi media provocherebbero. Carta – che dal primo ottobre varerà un quotidiano on line – ha chiesto a Cesareo una riflessione sui nuovi scenari che si aprono con lo sviluppo di internet, e sul tentativo del nostro giornale di attraversare più media, di essere un “mezzo di comunicazione sociale”.
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Vacanze virtuali su Second Life

Se non si può viaggiare con il corpo, lo si può sempre fare con la mente. Ma se la mente viene aiutata da una animazione vituale 3D come la piattaforma della Linden che dà vita a Second Life – il più famoso mondo virtuale a cui si può accedere dal web – forse le cose si fanno più interessanti. Almeno è questa l’idea che anima «Second Life – guida turistica essenziale» di Paul Carre Graham Pond, pubblicata da Isbn edizioni (pagine 224, euro 10,50) in contemporanea a quella più colorata e rumorosa sfornata puntualmente da Repubblica e l’Espresso. Ormai il “metaverso” della Linden, il primo luogo virtuale senza vincoli di “gioco”, è diventato una sorta di nuovo web in cui le relazioni interpersonali si sviluppano tramite gli “avatar” (il corrispettvo 3D dell’utente) e il corrispettivo dei siti commerciali sono le “sedi virtuali”, aperte da partiti politici (da Le Pen a Obama), grandi imprese come la General Motors (che presenta le sue nuove auto prima nel mondo virtuale che in quello reale) e persino case editrici. Come l’italiana Meltemi, che lo scorso maggio ha pubblicato il saggio di Mario Gerosa sul metaverso, dove si parla, ad esempio, di giornalisti virtuali che scrivono solo di Second Life e non rivelano la loro identà reale. Leggi il resto dell’articolo

Il più brutto logo del mondo. Intervista a Gianni Sinni

Gianni Sinni è il presidente dell’Aiap, l’Associazione dei grafici pubblicitari italiani, che ha criticato il portale Italia.it e ha promosso una petizione, presentata al ministero dei beni culturali e alla commissione cultura della camera. «Ci siamo interessati alla vicenda perché, alla presentazione del marchio, molti dei nostri associati sono insorti – spiega Sinni – La nostra associazione non aveva mai preso una posizione così netta nell’arco di cinquant’anni di storia». L’Aiap è anche promotrice di un blog, Social DesignZine, dove è possibile trovare il testo della petizione. Leggi il resto dell’articolo

Italia.biz

Italia.it, il portale per il turismo presentato da Prodi e Rutelli lo scorso 21 febbraio, passerà alla storia. Non per l’obiettivo che si prefigge, promuovere il turismo e la cultura italiana, ma per la spesa: 45 milioni di euro. E i lavori non sono ancora conclusi. «Il sito più caro del mondo», commentano i professionisti del settore. Nato sotto una cattiva stella – fu presentato la sera della crisi del governo Prodi – il portale per il turismo nazionale ha avuto una lunga gestazione, avviata nel 2004 dall’allora ministro per l’innovazione tecnologica, Lucio Stanca. È il risultato di tre anni di lavoro, ma la sua presentazione ha fatto imbestialire il popolo della rete.
Centinaia di utenti, rimpallando la discussione da un blog all’altro, cominciano a mostrarne i malfunzionamenti. Alla sua inaugurazione, Italia.it si apriva con un’animazione impossibile da evitare, violando le regole base per l’accessibilità che dal 2005 sono obbligatorie per la comunicazione istituzionale. Poco dopo la «gaffe» viene rimossa, ma è evidente che l’accessibilità è un problema strutturale dell’intera architettura. L’impaginazione della schermata, inoltre, è realizzata con le tabelle html: già dal 1999 si raccomanda di sostituirle con i fogli di stile Css. Leggi il resto dell’articolo

Mondi persistenti

secondlifeCos’è un Mmorpg? Dietro questa sigla impronunciabile si cela l’ultima frontiera dell’intrattenimento on-line, i «Massive multiplayer on-line role playing games», ovvero giochi di ruolo di massa ai quali possono partecipare contemporaneamente svariate migliaia di giocatori. Ciò che oggi maggiormente si avvicina all’idea di «mondo virtuale». Si tratta di una piattaforma gestita da una società informatica che ne cura il funzionamento, alla quale si connettono dal proprio computer di casa i giocatori-utenti.
Una volta pagato l’abbonamento si può accedere a uno di questi mondi virtuali, composti di una determinata superficie [anche questa virtuale] e di vari luoghi in cui incontrare gli altri giocatori-personaggi, che interagiscono tra di loro attraverso il proprio avatar. L’avatar è l’alter-ego virtuale del giocatore, ovvero il personaggio che agisce all’interno del gioco. Ciò che appare sullo schermo è un ambiente 3D da esplorare in soggettiva o in terza persona. La differenza principale rispetto ad altri giochi 3D – sia quelli da consolle sia  quelli on line come «Counter Stike»[vedi Carta 3 del 2005] – è che in questi mondi virtuali non viene richiesto ai giocatori di raggiungere un determinato obiettivo o di seguire un dato percorso di evoluzione del gioco o del personaggio, né tanto meno esistono sessioni di gioco limitate nel tempo. Si tratta di ambienti in cui i luoghi, le cose e le relazioni sociali vengono costantemente modificate dall’attività di chi ci «vive». Per questo motivo vengono anche chiamati «mondi persistenti». Leggi il resto dell’articolo

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