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Cinque allegri ragazzi morti. A teatro un fumetto cult in musical Lo-Fi

Cinque-allegri-ragazzi-mortiSe i «Cinque allegri ragazzi morti» disegnati da Davide Toffolo sono diventati un fumetto cult c’è un motivo: poche altre opere di illustrazione, in Italia, sono state in grado di mescolare mondi e ingredienti in modo così spontaneo. Uno di questi crossover è quello musicale, incarnato dallo stesso Toffolo, musicista e fondatore della band Tre allegri ragazzi morti, alla cui linea espressiva il fumetto è fortemente connesso. Toffolo è oggi considerato uno degli autori di punta del fumetto e della graphic novel (è appena uscita per Rizzoli una sua autobiografia molto anticonvenzionale), ma il suo nome resta legato a questa invenzione dove i temi caldi dell’adolescenza – la crescita, la trasformazione, la solitudine, il senso di impotenza, il sentirsi “diversi” e non accettati – vengono declinati in salsa dark, attraverso un mondo fantastico che non smette mai di raccontarci la realtà intima dei protagonisti. Sono storie che possono collocarsi, con una precisa carambola immaginifica oggi credibile solo per il fumetto, tanto nello spazio profondo dell’immaginario quanto dietro casa nostra. Continua a leggere Cinque allegri ragazzi morti. A teatro un fumetto cult in musical Lo-Fi

Il romanesco d’autore

Ci sono gruppi, come gli Ardecore, che hanno messo il loro gusto per la ricerca musicale a servizio di un recupero dei canti tradizionali romani. Critici teatrali come Simone Nebbia, che vanta una vasta produzione di stornelli, coniati per l’occasione, che affianca a quelli più tradizionali quando si esibisce in qualità di cantautore nelle nuove cantine romane: pub, locali, centri sociali. E cantautori affermati come Simone Cristicchi, che si è prestato al teatro per far arrivare al grande pubblico “Li romani in Russia”, il poema di Elia Marcelli che in pochi conoscevano.
Il romanesco, nell’arte, ha subito sorti alterne e non sempre gloriose. Dopo Pasolini, e salvo alcune rare eccezioni, il dialetto della Capitale sembrava destinato solo a suscitare l’effetto comico nelle performance da cabaret o a dare una spennellata di popolaresco alle parlate delle fiction televisive. Invece, nel corso degli ultimi anni, dal teatro alla musica si è assistito al ritorno di un’arte di qualità che guarda al dialetto, sia come recupero della tradizione sia in modo più contemporaneo, cercando una “lingua sporca” più simile a quella parlata oggi. Continua a leggere Il romanesco d’autore

Persino i sogni diventano uno show. Intervista a Tiziano Scarpa

«Lo show dei tuoi sogni» – in scena il 25 ottobre a Prospettiva festival di Torino – è uno spettacolo che Tiziano Scarpa ha scritto assieme a due membri dei Marlene Kuntz, Luca Bergia e Davide Arneodo. Uno spettacolo che riflette le diverse estrazioni degli artisti coinvolti – uno scrittore e una band di rock alternativo – snodandosi attraverso un racconto di parole e musica. Ma Tiziano Scarpa, che in questa intervista ci ha raccontato la genesi del lavoro, ci tiene a precisare che non si tratta di una semplice sovrapposizione di linguaggi.
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A Segni Cristicchi racconta «Li romani in Russia»

Contemporanea è la crisi. Con questo slogan ad effetto torna Contemporanea, festival di fine estate che dal 26 agosto al 4 settembre animerà le piazze di Segni e Colleferro. Dopo l’edizione “zero” dello scorso anno, il progetto ideato e organizzato dal Kollatino Underground di Roma presenta un programma ricco e all’insegna della pluralità espressiva, con un tratto comune univoco e forte: la contemporaneità e la scena che la rappresenta. Gli abitanti della zone dei monti lepini potranno vedere gli spettacoli delle compagnie più rappresentative della nuova generazione teatrale, come i veronesi Babilonia Teatri, i faentini Menoventi e i romani Santasagre. Ma anche nomi storici della scena romana come Caterina Inesi con Immobile Paziente, Margine Operativo e Capotrave, compagnia a cavallo tra Roma e la Toscana ideatrice del festival Kilowatt, vincitore del premio ubu (il programma completo è su http://www.contemporaneateatro.org).
I nomi più conosciuti dal pubblico non teatrale saranno certamente i rappresentati del filone più narrativo, Ulderico Pesce che presenta il suo «Asso di Monnezza» sulle eco mafie, e Simone Cristicchi. Il cantante romano è protagonista e ideatore della messa in scena del poema romanesco “Li romani in Russia” di Elia Marcelli, che è già diventato un piccolo classico. Continua a leggere A Segni Cristicchi racconta «Li romani in Russia»

Capossela nel ventre del leviatano. Il tour di «Marinai, profeti e balene»

Oltre ad essere una delle voci più rappresentative della canzone d’autore, Vinicio Capossela è anche il musicista italiano che più si affida alla teatralità nel presentare le proprie canzoni. Non solo come fatto di contorno, di confezione, ma anche come fonte d’ispirazione. Per questo le tappe del tour teatrale di «Marinai, profeti e balene» [La Cupa / Warner, 2011], che il 31 luglio ha toccato Roma nella cornice dell’Auditorium, hanno tutte le carte in regola per essere recensite come un vero e proprio spettacolo.
La svolta teatrale del cantante Capossela, trasformatosi progressivamente in una figura ibrida a metà tra il capocomico e imbonitore da circo, è iniziata undici anni fa con «Canzoni a manovella», album infarcito di citazioni letterarie e atmosfere a cavallo tra l’Otto e il Novecento. Ma è con l’ultimo album che la vocazione letteraria di Capossela trova una sua compiutezza, grazie al respiro di un doppio cd e di un filo conduttore “marinaro” che mette «Marinai, profeti e balene» naturalmente accanto ai grandi concept album degli anni Settanta, oggi scomparsi dal panorama discografico (soprattutto italiano).
Come il disco, anche il concerto comincia nel ventre de «Il grande leviatano», poiché la scena che raccoglie una “ciurma” di sette musicisti, il Coro degli Apocrifi e le tre Sorelle Marinetti – coriste en travesti stile anni quaranta – è delimitata da due arcate di costole, mentre sul fondale una proiezione rende visibile oceano attraverso un’arcata di denti aguzzi, come se tutti ci trovassimo nelle viscere del grande mostro. Continua a leggere Capossela nel ventre del leviatano. Il tour di «Marinai, profeti e balene»

Ma cos’è il Bunga Bunga? La parola all’esperto. Intervista ai Prophilax

il mentulatore

Gli italiani sotto sotto se lo chiedono in continuazione: ma cos’è davvero sto Bunga Bunga? Perché nonostante l’orgia di informazione scaturita dalle avventure di Silvio Berlusconi & company, c’è una sorta di pudore da parte dei media nel raccontare cosa accadeva davvero nei festini di Arcore – una località ormai diventata mitologica, un luogo della fantasia, tanto che l’industria del porno l’ha immediatamente ribattezzata Harcore.
Così, visto che tutti se lo chiedono, ce lo siamo chiesti pure noi. E per lacerare il velo che nasconde le notti più squallide d’Italia abbiamo chiamato un esperto: mister Ceppaflex. Fabio Pinci, in arte Ceppaplex, è il cantante dei Prophilax, una sorta di mito underground per il pubblico romano che grazie a internet è ormai conosciuto anche nel resto d’Italia. Sono la più famosa band porno-rock, sulla piazza da oltre vent’anni. Cos’è il porno-rock? Basta dare un’occhiata ai titoli dei loro dischi per rendersene conto: «Viaggio nella dimensione anale», «Il quinto escremento», «Coito ergo sum», per citare solo i più famosi.
Così, vista la sua ventennale esperienza in materia di perversioni sessuali, raccontate in tutte le salse nelle canzoni dei Prophilax, Ceppaflex ci è sembrata la persona giusta per capire che cosa succede nottetempo nelle residenze del presidente del consiglio. Continua a leggere Ma cos’è il Bunga Bunga? La parola all’esperto. Intervista ai Prophilax

Doppio assoluto Rivera – Rondelli

Serata straordinaria quella di lunedì 14 marzo al Teatro Vascello di Roma, con Bobo Rondelli e Andrea Rivera a darsi battaglia a colpi di battute ed accordi, in un’inedita versione duo che ha dato vita a un grande momento di teatro canzone. L’occasione era «Doppio Assoluto», il progetto che un lunedì al mese porta sul palco dello stabile di innovazione romano un duo di artisti, voce e suono: duetti inediti per una serata unica a sostegno del Vascello, che come molti spazi italiani è oggi a forte rischio a causa delle politiche culturicide dell’attuale governo.
In realtà Rivera non è nuovo ad incursioni nei concerti dell’amico Rondelli, come i fan dell’uno e dell’altro hanno potuto costatare il mese scorso sempre a Roma, sul palco del Circolo degli artisti. E in questo lavoro, un po’ scritto, un po’ assemblato, un po’ improvvisato, ognuno dei due ha tirato fuori all’altro un guizzo nei rispettivi campi di battaglia: Rivera, che con la musica gioca da sempre, ha seguito Rondelli nelle sue esibizioni musicali – il cantautore livornese resta uno dei più straordinari talenti della scena d’autore italiana, e la sua carriera che vanta un seguito vasto ma in qualche modo clandestino agli occhi dei media è il sintomo lampante di un paese sempre più scollegato dalle punte eccellenti della sua cultura contemporanea –; allo stesso modo Bobo, che il teatro lo frequenta e molto, si lascia andare negli intermezzi delle sue canzoni alla sua forte vena comica tra il timido e il guascone, in un duetto-duello con un Rivera brillante e irriverente, che tiene il ritmo della serata sempre su di giri. Continua a leggere Doppio assoluto Rivera – Rondelli

La giovinezza dei Baustelle. Intervista a Francesco Bianconi

In pochi anni i Baustelle si sono affermati come un gruppo in grado di parlare a una fetta di pubblico ampia e variegata con le loro canzoni senza cessare però di scrivere testi ricercati, che sono gli sono valsi un riconoscimento prestigioso come la Targa Tenco. Ma prima de «La malavita», il disco del 2005 che ha portato di colpo il gruppo toscano sotto i riflettori della scena nazionale, i Baustelle hanno fatto una lunga gavetta e hanno inciso due dischi con etichette indipendenti. «Sussidiario illustrato della giovinezza», il primo introvabile album della band uscito nel 2000, è oggi un oggetto di culto per i fan. Warner Music lo ha ripubblicato e i Baustelle si lanceranno a dicembre in un piccolo tour di promozione. Abbiamo parlato con Francesco Bianconi, voce e autore dei testi e di molte delle canzoni dei Baustelle, per capire cosa è cambiato per la band toscana in questi dieci anni.
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I mistici della musica. Intervista ai Baustelle

A oltre due anni di distanza da «Amen», vincitore della targa Tenco come miglior album, tornano i Baustelle con un disco di inediti intitolato «I mistici dell’occidente», che per certi tratti musicali e di contenuto si situa sullo stesso solco. Nell’ultima intervista a Carta Francesco Bianconi, voce e autore dei testi del gruppo, spiegava come a fronte della perdita della sacralità della civiltà contadina descritta da Pasolini – a cui il disco era dedicato – oggi si è perduta anche quella sacralità legata al mondo del lavoro che, dal punto di vista laico, manteneva in vita una serie di valori. Oggi quei valori sono dissolti e la nostra società occidentale si sta avvitando su se stessa. Perché intitolare un disco «I mistici dell’occidente» appena due anni dopo?
«Siamo ancora lì, se non peggio – dice Francesco –. Abbiamo scelto questo titolo perché era un tema che usciva fuori anche in ‘Amen’, il sacro e la sacralità. Stavolta è utilizzato in maniera attiva, perché ci troviamo davanti a una società che non solo si avvita su se stessa, ma è sempre più monotematica e monoculturale, non ti lascia alternative, hai dei modelli che sono quelli e non puoi trasgredire. Di fronte a tutto questo ciò che si può fare, da novelli mistici, è prendere coscienza che tutta questa offerta monoculturale non è l’unica via possibile, o che comunque ha un valore che va preso per quello che è. Non è importante, non è la vita. C’è qualche altra cosa. Continua a leggere I mistici della musica. Intervista ai Baustelle

La magia dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Intervista a Mario Tronco

OPV_flauto magicoReduce dal successo ottenuto in Europa, l’Orchestra di Piazza Vittorio torna finalmente a Roma con la sua particolarissima versione de «Il Flauto Magico» di Mozart, riveduto e corretto secondo lo spirito (e il sound) interetnico che ha fatto dell’orchestra diretta da Mario Tronco uno degli esperimenti musicali più riusciti e amati degli ultimi anni. Lo spettacolo, al suo debutto italiano, ha aperto il 23 settembre l’edizione XIV del Romaeuropa Festival che, rinnovando il sodalizio con l’orchestra che proprio in quella cornice esordì sette anni fa, ne è anche il produttore. Sarà in scena al Teatro Olimpico fino a sabato 26, per poi toccare Napoli a fine ottobre e Parigi a gennaio.
Questa incursione nella tradizione classica e operistica segna un momento particolare per l’Orchestra, che si smarca dalle esperienze precedenti per esplorare percorsi nuovi. Una scommessa che sarà immortalata in un disco prodotto da Bob Ezrin, produttore di artisti come Lou Reed e i Pink Floyd. Una collaborazione preziosa cominciata con un album in studio che vedrà la luce il prossimo autunno. Continua a leggere La magia dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Intervista a Mario Tronco