Archivi categoria: Interviste

Pantagruel – CAMERE D’ALBERGO

SCONFINAMENTI D’ESTATE [RADIO 3 RAI]

Pantagruel 2016 - Camere d'albergo
(ph dal sito del programma)

Puntata del 13/08/2016

Motel, piccole stanze d’albergo, strutture di accoglienza, dimore creative per sostare durante un viaggio. Con lo scrittore-musicista Valerio Millefoglie parliamo degli alberghi più piccoli del mondo e del suo prossimo libro “Camera Numero Infinito”; con Tommaso Pincio, autore di “Hotel a zero stelle”, ricordiamo alcuni dei più famosi alberghi letterari e cinematografici; con Fabio Biondi parliamo di residenze creative per artisti, come il Teatro Dimora L’Arboreto a Mondaino; con la giornalista Eleonora Camilli entriamo nell’attualità delle strutture alberghiere in disuso riconvertite in luoghi  di accoglienza per migranti.
La stanza degli ospiti  è il titolo del ciclo di  Tre Soldi, di cui vi riproponiamo la seconda puntata a cura di Giulia Bondi, sulle esperienze di accoglienza dei rifugiati nelle case private.

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Pantagruel – BORGHI E PICCOLE CITTÀ

SCONFINAMENTI D’ESTATE [RADIO 3 RAI]

Pantagruel 2016 - Borghi e piccole città
(ph dal sito del programma)

Puntata del 07/08/2016

A condurci in tanti piccoli luoghi del nostro paese, dimenticati o riqualificati, abbandonati o ripopolati lo scrittore – musicista Valerio Mattioli, Carmen Pellegrino, autrice di Cade la terra, il poeta- paesologo Franco Arminio.
Dai borghi reali a quello fantastico della Mancia, dove Corrado Bologna nella replica della 18 ^ puntata incontra Mario Monicelli e Bianca Pitzorno, e Toni Servillo e Mimmo Cuticchio  raccontano dei feroci eserciti di Alifanfarone e di Pentapolino dal Braccio Rimboccato. Continua a leggere Pantagruel – BORGHI E PICCOLE CITTÀ

Pantagruel – UTOPIA

SCONFINAMENTI D’ESTATE [RADIO 3 RAI]

Pantagruel 2016 - Utopia
(ph dal sito del programma)

Puntata del 06/08/2016

Un viaggio nelle utopie letterarie con Luciano Funetta, nelle città ideali  con Fabio Isman e nelle architetture del futuro con Manuel Orazi, ma anche l’agricoltura estrema e visionaria raccontata nel  Tre Soldi di Tiziano Bonini e Ilaria Gadènz (La banda dei grani antichi). Continua a leggere Pantagruel – UTOPIA

Pantagruel – CAMMINANTI

SCONFINAMENTI D’ESTATE [RADIO 3 RAI]

Pantagruel 2016 - Camminanti
(ph dal sito del programma)

Puntata del 31/07/2016

Cammini e camminanti con i compagni di viaggio Leonardo Delogu, attore, danzatore e ideatore di tanti progetti di cammino legati all’esplorazione del corpo nello spazio e alla ricerca di un  paesaggio che ha in sé i segni e i movimenti del disastro e della rinascita; Giovanni Cattabriga / Wu Ming 2 che ci parla dei suoi viaggi a piedi per la difesa del diritto al paesaggio e alla viandanza  ( Il sentiero luminoso, Ediciclo); Federico Bomba ci racconta “Artwalks” la nuova nuova app per scoprire il patrimonio  delle Marche, presto disponibile per altri luoghi d’Italia; la risposta culturale a Pokemon-go. Continua a leggere Pantagruel – CAMMINANTI

Pantagruel – ISOLE

SCONFINAMENTI D’ESTATE [RADIO 3 RAI]

Pantagruel 2016 - Isole
(ph dal sito del programma)

Puntata del 30/07/2016

In  questa puntata sconfiniamo nelle isole italiane:  da quella di Montecristo da cui parte il progetto video- teatrale di Manuela Cherubini, a quella dell’Asinara che Andrea Cosentino racconta nel suo spettacolo L’asino albino, alle 51 isole italiane in cui hanno soggiornato molti personaggi famosi che Ambrogio Borsani ci descrive  nel suo libro Avventure di piccole terre, a L’ultima isola sospesa tra noi e l’Africa, Pantelleria, protagonista del romanzo di Giosuè Calaciura, a quelle desertiche del Mediterraneo fotografate e raccontate dal collettivo Desertmed. Ma anche Venezia dove incontriamo Toni Servillo, uno dei maestri della 44^ edizione  della Biennale Teatro. Continua a leggere Pantagruel – ISOLE

Se la Rivoluzione ci parla di fragilità. Intervista a Mario Martone

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Georg Büchner morì a Zurigo nel febbraio del 1937 a soli 24 anni, lasciando come traccia della sua breve esistenza un paio di testi teatrali – di cui uno incompiuto – ed un racconto. Opere che avrebbero segnato indelebilmente il teatro mondiale, nonostante le prime rappresentazioni avvennero a settant’anni dalla morte dell’autore, ovvero nel nuovo secolo, il Novecento.

Se il «Woyzeck» è diventato nel tempo un banco di prova irrinunciabile per molti registi, grazie anche al fascino che il non-finito ha esercitato sul Novecento, assai maggior reverenza ha suscitato il testo che Büchner dedicò alla Rivoluzione Francese, Dantons Tod, «Morte di Danton». Dramma corale dalla struttura imponente, la «Morte di Danton» è un fiume che travolge lo spettatore così come la Rivoluzione travolse, deviandolo, il corso della Storia. Ma è anche l’opera di un giovane rivoluzionario in fuga dalla polizia dell’Assia, che avverte con grande lucidità tanto il richiamo della spinta rivoluzionaria quanto la tragedia delle sue degenerazioni che, a Parigi, sfociarono nel regime del Terrore.

Mario Martone ha portato in scena «Morte di Danton» al Teatro Stabile di Torino e in questi giorni la produzione approda al Piccolo di Milano. Per dare corpo e sangue allo scontro tra la “virtù” di Maximilien de Robespierre e il “vizio” di Georges Jacques Danton, ha chiamato due attori diversissimi tra loro ma entrambi di grande intensità: Giuseppe Battiston e Paolo Pierobon. Ma la compagnia, di ben trenta attori, vanta anche molti altri artisti di grande spessore, da Iaia Forte a Paolo Graziosi, da Irene Petris a Massimiliano Speziani, da Roberto Zibetti a Denis Fasolo, solo per citarne alcuni. Ne esce fuori uno spettacolo di grande impatto, che ha rifiutato la tentazione di attualizzare il testo per lavorare sulla sua grandiosità di dramma storico, una dimensione del teatro che oggi a prima vista può sembrare anacronistica.

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Il «Porcile» di Pier Paolo Pasolini. Intervista a Valerio Binasco

porcile - binasco

In un racconto intitolato «Calvino contro Pasolini», Christian Raimo immagina un destino alternativo dei due grandi scrittori del secondo Novecento italiano, in cui il primo è un autore “scomparso” che dopo il successo del primo libro si è rifugiato a Cuba scomparendo dai riflettori, mentre il secondo è diventato il boss un po’ mafioso della letteratura italiana. Proprio lui, PPP, autore contro per definizione. Si tratta ovviamente di un’operazione ironica e un po’ irriverente, che serve a prendere le distanze non tanto dal vero Pasolini, quanto dal momento a lui eretto dalla cultura italiana.

Seguendo una vena drammatica anziché comica, Valerio Binasco – che affronta il teatro di Pasolini a partire da «Porcile» – sembra muoversi lungo una necessità analoga di fare i conti con lui, con la sua opera, senza restare invischiato in tutto ciò che di Pasolini è stato già detto e scritto. E un fare i conti anche con l’immagine che Pasolini stesso amava dare di sé. Continua a leggere Il «Porcile» di Pier Paolo Pasolini. Intervista a Valerio Binasco

Short Theatre, questo sconosciuto (ai quotidiani). Intervista a Fabrizio Arcuri

short-theatre-2012L’Estate Romana si preannuncia rovente, soprattutto dal punto di vista dell’esito dei bandi per il finanziamento dell’omonima e tradizionale manifestazione capitolina. A segnare il fischio d’inizio delle polemiche ci ha pensato un articolo pieno di inesattezze comparso non su un blog qualunque, ma sulla versione cartacea de La Repubblica. Nell’articolo si attaccava una delle manifestazioni teatrali di maggior rilievo per attenzione al contemporaneo e innovazione, Short Theatre (che risulta vincitrice di un finanziamento di 52mila euro, non particolarmente ingente per il livello della manifestazione). Un fatto che lascia perplessi, perché ci pone di fronte a due possibilità, una se possibile peggiore dell’altra: o abbiamo a che fare con una totale impreparazione di chi commenta e racconta i progetti culturali, oppure si cerca di tirare l’acqua al mulino che più ci interessa. Senza scendere in illazioni rispetto a questa seconda ipotesi – che vedrebbe paradossalmente Repubblica schierarrsi con Fratelli d’Italia nella difesa di una manifestazione di puro intrattenimento, sia pure storica, come All’Ombra del Colosseo – si resta comunque allibiti dalla pochezza dell’analisi portata avanti da uno dei principali quotidiani nazionali. Certo, la coperta è corta: 1.300.000 euro per un bando a cui il Comune affida quasi per intero l’intervento culturale non istituzionale su Roma. In una città che conta due milione e ottocentomila abitanti sono poco più di 45 centesimi di euro a persona. A farne le spese sono stati diversi progetti anche di valore, come la rassegna Garofano Verde, diretta e ideata da Rodolfo Di Giammarco. In questa “estate del nostro scontento” è bene non abbassare la guarda e cercare di fare un lavoro di informazione culturale serio, per ristabilire almeno i criteri generali con cui si parla di arte e cultura nella Capitale. E quindi abbiamo chiesto a Fabrizio Arcuri, direttore artistico di Short Theatre, di spiegarci – con una punta di ironia – ciò che c’era di errato in quell’articolo. Perché se pure molta gente conosce e frequenta il festival, considerandolo uno degli appuntamenti più interessanti del panorama culturale capitolino, lasciare che il dibattito pubblico resti confinato in un drammatico provincialismo fatto di “guerrette” tra fazioni non è salutare per Roma. Sul cui stato di salute, da un punto di vista delle politiche culturali, ci sarebbe a lungo da parlare. Continua a leggere Short Theatre, questo sconosciuto (ai quotidiani). Intervista a Fabrizio Arcuri

Daria Deflorian e Antonio Tagliarini su Rai5 – Roma: la nuova drammaturgia

Deflorian Taglarini Rai 5

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DEFLORIAN/TAGLIARINI – Daria Deflorian ha attraversato il teatro in molti modi, dall’assistere alla regia un maestro come Eimuntas Nekrošius al lavoro di interpretazione che la ha valso premi prestigiosi. Antonio Tagliarini proviene invece dal mondo della danza contemporanea, a livello internazionale. Nel lavoro insieme, cominciato nel 2008, i due artisti hanno scoperto una vena drammaturgica che li ha portati a diventare autori dei propri testi. Una scrittura dialogica come è la loro scena, in grado di essere allo stesso tempo concettuale ed estremamente quotidiana. Nei loro lavori partono spesso da un’immagine, un’oggetto artistico immaginato da altri artisti – Pina Bausch, Andy Warhol, Mariusz Szczygieł, Petros Markaris – che viene usata come detonazione per una scrittura personalissima, in grado di declinare in modo autonomo le tensioni della scrittura post-drammatica, dove il confine tra l’autore, il performer e il personaggio evapora progressivamente e sempre di più. Continua a leggere Daria Deflorian e Antonio Tagliarini su Rai5 – Roma: la nuova drammaturgia