GIASONE L’AFRICANO [PT.4]

TRE SOLDI

GIASONE L’AFRICANO
«Vita e teatro dei giovani migranti a San Chirico Raparo»

* * *

QUARTA PUNTATA – La comunità d’accoglienza Sicomoro

Paola Maffei ci fa fare un giro nei locali della comunità d’ accoglienza per minori di San Chirico, gestita dalla cooperativa Il Sicomoro. I ragazzi tornano da scuola e aspettano il pranzo, preparato da Rina. Qualcuno prega, qualcuno gioca alla play station. Paola, assieme a Michele Plati, il presidente della cooperativa, ci racconta delle potenzialità del progetto Sprar di cui fanno parte, che pratica l’accoglienza inserendo piccoli gruppi di migranti in comunità a rischio spopolamento come quella di San Chirico. Un processo di scambio, che serve all’accoglienza e allo stesso tempo rivitalizza i territori, come dimostra l’esperienza teatrale animata dalla Non-scuola del Teatro delle Albe.

* * *

SINOSSI:
Un viaggio pieno di insidie ma anche di avventura. È quello descritto da Apollonio Rodio nelle sue “Argonautiche”, che vede Giasone e compagni partire alla volta della Colchide alla ricerca del mitico vello d’oro. Ma è anche il viaggio che i ragazzi di San Chirico Raparo, un piccolo paese dell’Appennino lucano, in provincia di Potenza, hanno portato in scena il 12 aprile 2017. Tra di loro ci sono 12 adolescenti africani, provenienti da paesi subsahariani, che un viaggio avventuroso l’hanno fatto per davvero: quello dalle coste della Libia verso l’Europa.
È l’esito della Non-scuola del Teatro delle Albe di Ravenna, un progetto che la compagnia fondata da Marco Martinelli e compagni porta avanti da 25 anni. L’obiettivo della Non-scuola è quello di mettere in contatto i classici della letteratura e del teatro con gli adolescenti e con il loro “sacro fuoco”, costruendo spettacoli a partire dall’esperienza personale dei ragazzi. E così i canti dei ragazzi africani, ma anche i cori dei ragazzi lucani, fanno da sfondo alle peripezie della nave Argo e l’esperienza del viaggio di Giasone si fa subito racconto del viaggio dall’Africa all’Italia, ma anche metafora del viaggio dell’adolescenza verso l’età adulta.
I migranti che risiedono a San Chirico sono tutti minorenni non accompagnati, che hanno compiuto da soli il loro viaggio e sono ospiti della Comunità di accoglienza che la cooperativa Sicomoro gestisce nel paese lucano. È uno dei progetti Sprar, il servizio per richiedenti asilo che punta sui piccoli comuni per trasformare l’esperienza dell’accoglienza in uno scambio: i paesi si ripopolano e l’impatto dell’accoglienza è molto minore, perché ogni paese ospita solo un piccolo numero di migranti. Uno scambio che prosegue anche con le attività immaginate per i centri: grazie allo Sprar, anche i giovani sanchirichesi hanno potuto fare un’eperienza di formazione teatrale
“Giasone l’africano” è il racconto di questa esperienza, della non-scuola guidata da Alessandro Argnani e Emanuele Valenti, dello spettacolo portato in scena da ragazzi lucani e africani e di un modello di accoglienza. Ma è anche il racconto del viaggio di Yakuba, che viene dal Mali, di Alì e Papise, che vengono dal Gambia e si sono ritrovati in Italia, di Keita, che ha viaggiato dalla Costa D’Avorio fino all’Italia. È il racconto dei loro sogni per un futuro più stabile e sicuro, per conquistare il quale hanno affrontato un viaggio pericoloso e pieno di avventura, proprio come Giasone e i suoi argonauti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...