Short Theatre, questo sconosciuto (ai quotidiani). Intervista a Fabrizio Arcuri

short-theatre-2012L’Estate Romana si preannuncia rovente, soprattutto dal punto di vista dell’esito dei bandi per il finanziamento dell’omonima e tradizionale manifestazione capitolina. A segnare il fischio d’inizio delle polemiche ci ha pensato un articolo pieno di inesattezze comparso non su un blog qualunque, ma sulla versione cartacea de La Repubblica. Nell’articolo si attaccava una delle manifestazioni teatrali di maggior rilievo per attenzione al contemporaneo e innovazione, Short Theatre (che risulta vincitrice di un finanziamento di 52mila euro, non particolarmente ingente per il livello della manifestazione). Un fatto che lascia perplessi, perché ci pone di fronte a due possibilità, una se possibile peggiore dell’altra: o abbiamo a che fare con una totale impreparazione di chi commenta e racconta i progetti culturali, oppure si cerca di tirare l’acqua al mulino che più ci interessa. Senza scendere in illazioni rispetto a questa seconda ipotesi – che vedrebbe paradossalmente Repubblica schierarrsi con Fratelli d’Italia nella difesa di una manifestazione di puro intrattenimento, sia pure storica, come All’Ombra del Colosseo – si resta comunque allibiti dalla pochezza dell’analisi portata avanti da uno dei principali quotidiani nazionali. Certo, la coperta è corta: 1.300.000 euro per un bando a cui il Comune affida quasi per intero l’intervento culturale non istituzionale su Roma. In una città che conta due milione e ottocentomila abitanti sono poco più di 45 centesimi di euro a persona. A farne le spese sono stati diversi progetti anche di valore, come la rassegna Garofano Verde, diretta e ideata da Rodolfo Di Giammarco. In questa “estate del nostro scontento” è bene non abbassare la guarda e cercare di fare un lavoro di informazione culturale serio, per ristabilire almeno i criteri generali con cui si parla di arte e cultura nella Capitale. E quindi abbiamo chiesto a Fabrizio Arcuri, direttore artistico di Short Theatre, di spiegarci – con una punta di ironia – ciò che c’era di errato in quell’articolo. Perché se pure molta gente conosce e frequenta il festival, considerandolo uno degli appuntamenti più interessanti del panorama culturale capitolino, lasciare che il dibattito pubblico resti confinato in un drammatico provincialismo fatto di “guerrette” tra fazioni non è salutare per Roma. Sul cui stato di salute, da un punto di vista delle politiche culturali, ci sarebbe a lungo da parlare.

Fabrizio, hai a che fare con una associazione che si chiama Area (e basta)? C’entra qualcosa Demetrio Stratos?

Che pazienza che ci vuole…. E dire che Area06 esiste da molti anni e ne ha fatta di attività oltre al festival, ma in un paese come il nostro che non ha memoria bisogna sempre ripartire da zero. Comunque no, con Stratos non c’entriamo niente…

Davvero Short Theatre nel 2012 si è svolto al Valle?

Short Theatre  si svolge da sempre come tutti sanno al teatro India e alla Pelanda negli spazi che erano del museo d’arte Macro di Testaccio. Ma le centinaia di persone e di artisti che frequentano il festival lo sanno bene. Che c’entriamo noi con il Valle? Tutto un polverone inutile, ma questi signori non si sono accorti che sono più di cinque anni che Short Theatre partecipa e recepisce finanziamento dal bando dell’estate romana?

Avete sentito Benedetta Cappon durante il bando?

L’unica cosa che so è che le commissioni sono state riunite dopo che l’assessore e lo staff si sono dimessi e che da quello che si legge sui giornali dovrebbero sentirsi parecchio offesi, i commissari, a leggere illazioni di ingerenza politica sul loro operato.

Veniamo alle domande serie: da quanti anni è finanziato Short e da quali?

Short Theatre è finanziato da quando esiste cioè da nove anni. Dapprima il Teatro di Roma e la regione poi Roma Capitale, quindi il Comune con il bando dell’Estate romana da almeno cinque anni, la Regione, e il Mibact sia per la prosa che per la danza, La Pelanda, Zetema, Factory, Casa dello Spettatore, rete Finestatefestival che comprende: B.motion/Operaestate Festival Veneto – Bassano, Contemporanea Festival – Prato/Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi, Festival internazionale della creazione contemporanea di Terni, Approdi di Cagliari e Short Theatre, Elsewhere factory, Amigdala, Ausgang, Mercati Generali, Università Roma Tre, Sapienza Università di Roma.

Quali sono, citando i primi che ti vengono in mente, le eccellenze italiane che Short ha portato a Roma?

Non vorrei fare torto a nessuno ma direi tutto quello che di nuovo è emerso in questi anni: da Daniele timpano a Santasangre, da Babilonia Teatri al Teatro Sotterraneo, tutti i premi scenario di questi anni (visto che area06 ne fa parte). E poi il Teatro delle Albe, Sandro Lombardi, Antonio Latella, Motus, Eleonora Danco, Virgilio Sieni, mk, Giorgio Barberio Corsetti, Tony Clinton, Artefatti, Tagliarini/ Deflorian, Roberto Latini… Insomma davvero la scena contemporanea in modo trans generazionale.

E quelle internazionali?

Sono molte le ospitalità straniere, tra cui alcune per la prima volta a Roma, come Philippe Quesne, Forced Entertainment, Joris lacoste. Nomi che stanno girando l’Europa e che stanno ottenendo consensi importanti.

Che rapporti avete con istituti di cultura stranieri ed enti affini? Con quali risorse sostenete questo dialogo?

Il nostro maggior impegno è stato quello di annettersi a un circuito europeo di festival e rassegne per tentare un link necessario ai nostri artisti e al pubblico italiano per offrirgli un panorama il più possibile internazionale come una Capitale merita. Negli anni abbiamo avuto molti riconoscimenti da strutture internazionali e abbiamo così potuto prendere parte a Progetto eutopeoI YMT (young Makers Théâtre) Progetto Europeo Fabulamundi. Playwriting Europe, e poi riceviamo il contributi da Ambasciata dei Paesi Bassi, progetto FranceDance, Institut Français, Ambasciata di Francia a Roma, Nuovi Mecenati, Progetto Transarte, Instituto Cervantes e ogni anno facendo un focus su un paese europeo chiaramente i partner di quel paese.

Domanda spinosa, ma inevitabile. Un articolo come quello apparso su Repubblica lancia ombre inquietanti sui criteri con cui si affronta il dibattito culturale a Roma, persino sulle principali testate nazionali. Che scenari aprono gaffes del genere?

Beh diciamo che in un periodo così lungo di confusione ci si aspetta che ognuno dal proprio punto di vista e nella propria professione  cerchi di fare il proprio dovere al meglio possibile. Sarebbe un segno molto forte di cambiamento che parte dalla responsibilità del proprio ruolo e nei confronti degli altri. Insomma quello che voglio dire è che da un giornalista mi aspetto una posizione per esempio sui contenuti dei bandi o sui contenuti dei progetti insomma entrare nel merito delle politiche culturali della città o del paese non che riporti le dicerie di corridoio di cui già i social network pullulano. Credo sostanzialmente che questi bandi per altro giudicati da gruppi di commissioni diverse diano un segnale molto forte di voler chiaramente favorire la contemporaneità e chi ha un impresa, non commerciale, capace di attrarre altri finanziamenti che non siano solo quelli del comune in forma quasi assistenzialistica. Comprendo il fatto che i soldi siano pochi e che c’è un problema a monte, non entro nel merito delle scelte ma perché prendersela con noi, con delle menzogne volendoci screditare? Quando nell’era Alemanno per un anno ci siamo trovato fuori dall’estate romana nessuno di noi ha gridato allo scandalo contro chi ha continuato a riceverne ne’ certo ci siamo sognato di fare ricorso e bloccare le già faticose attività delle imprese che in questi anni soffrono di ritardi e di tagli. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo continuato cercando di migliorarci e di renderci più visibili per l’allora nuova amministrazione. Il pubblico in questo ci ha sempre ripagato, Short Theatre che dura più o meno due settimane tocca picchi di 1500 persone nel fine settimana e questo per noi è il vero riconoscimento.

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[anche su Paese Sera]

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