«Due passi sono» di Carullo Minasi

Carullo Minasi - due passi sonoSe con questo spettacolo, intitolato «Due passi sono», il duo siciliano composto da Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo si sono imposti all’attenzione delle scene un motivo c’è. Sta in parte nella scrittura, capace di reiventare la lezione beckettiana per condirla di leggerezza, giocando il dialogo di una coppia incapace di uscire dalla stanza in cui sono autoreclusi come se si trattasse di un quotidiano rarefatto, a metà tra la fiaba e il fumetto. E di fumetto si può parlare a ragion veduta per questo spettacolo: non solo per la scenografia essenziale condita da un buffo fiore il cui gambo si snoda fino a un metro d’altezza; e nemmeno soltanto per l’andamento veloce e caustico delle scene, che ogni tanto si disperdono in considerazioni di carattere para-filosofico, procedendo come altrettante “strip” fumettistiche. A completare il quadro c’è la fisicità minuta dei due performer, in grado di incarnare senza sforzo l’ossimoro di un testo che presenta al contempo levità e profondità. Come è appunto, guarda caso, nelle fiabe. Un riferimento non tanto all’atmosfera – di “fiabesco” non c’è nulla – ma al finale romantico e all’allegoria tutta particolare delle favole, che la fisicità al contempo antica e infantile di Cristiana Minasi e Giuseppe Carullo sa materializzare mirabilmente sulle assi del palcoscenico.

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[anticipazione da Quaderni del Teatro di Roma n°19 – aprile 2014]

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