Teatro di Roma, Marino Sinibaldi presidente

Teatro-ArgentinaIl nuovo consiglio di amministrazione del Teatro di Roma è stato nominato il 14 gennaio. Il ritardo che era stato contestato al sindaco Marino è stato controbilanciato dal criterio di qualità a cui l’amministrazione capitolina si è orientata. Il nuovo presidente del Teatro è Marino Sinibaldi. Il direttore di Radio 3 è una figura di indubbio prestigio nel panorama culturale, tanto è vero che gli era stata offerto l’assessorato alla cultura. Voce storica della radio, Sinibaldi dirige la rete Rai che ha maggiore attenzione verso l’arte della scena e che spesso intercetta per prima le esperienze innovative e interessanti che si muovono nel territorio nazionale. Oltretutto, essendo più legato al mondo della letteratura, dispone di uno sguardo non esclusivamente legato al teatro ma in grado di gettare salutari ponti verso l’esterno.

IL CDA – All’interno del consiglio, i nomi su cui il sindaco ha puntato per garantire rinnovamento sono quelli di due donne, Mercedes Giovinazzo e Carlotta Garlanda. Entrambe giovani – soprattutto la seconda, 36 anni –, entrambre con un solido curriculum e uno sguardo alla realtà internazionale, soprattutto europea. Giovinazzo dirige la Fondazione Interarts di Barcellona dal 2005 e insegna cultural managment a Digione, in Francia. Garlanda ha lavorato con l’Ente Teatrale, il Romaeuropa festival, PAV e con lo stesso Ministero dei Beni Culturali, ed è esperta di progettazione europea.
A questi due nomi si aggiunge lo sguardo “storico” di un giornalista e critico teatrale, Nicola Fano. Fondatore del webmagazine Succede Oggi, Fano è stato per vent’anni all’Unità, prima di imbarcarsi dell’avvenuta editoriale di Diario con Enrico Deaglio e, successivamente, nelle radio del gruppo L’Espresso. Ha affiancato Serena Dandini nella direzione dell’Ambra Jovinelli.

CHI SARA’ IL NUOVO DIRETTORE – Il consiglio di amministrazione eleggerà a breve il nuovo direttore del teatro. Ormai da settimane il nome di cui si parla insistentemente è quello di Ninni Cutaia, ultimo direttore dell’Ente Teatrale, in forze al ministero. Una figura che potrebbe risultare strategica per le sue conoscenze tecniche e gestionali, ma anche – è bene dirlo – per le aperture verso il nuovo, i linguaggi del contemporaneo, le giovani generazioni e le periferie culturali del paese che hanno caratterizzato le sue direzioni.

Insomma, gli elementi ci sono. Il puzzle che si va componendo potrebbe essere un’occasione per ripensare lo stabile capitolino, che già nel passato triennio ha registrato un’inedita apertura verso le energie della città, oltre il suo ruolo classico. Non più luogo di (poche) eccellenze, ma propulsore di (molti) progetti, anche non strettamente teatrali, lungo tutto il territorio che rappresenta.

[da Paese Sera]

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