Sanità durante la crisi – La storia di Pigi

Pigi - SaloniccoFani ha trentacinque anni ed è disoccupata da due. O meglio, essendo un’insegnate privata di greco antico e inglese, semplicemente il suo lavoro via è via diminuito fino a scomparire. Assieme a suo marito Vassili vivono in un piccolo centro alla periferia di Thessaloniki, Oreokastro, grazie alla solidarietà di alcuni loro conoscenti, che gli hanno prestato una casa vuota. Anche Vassilli è disoccupato da un po’ di tempo e la situazione si sta facendo complicata. Soprattutto perché Pigi, loro figlia, è malata. Soffre di epilessia e ha un ritardo che la fa reagire come una neonata di tre mesi; ma Pigi, in realtà, ha due anni e mezzo. Non riesce a tenere il collo dritto e ha bisogno di una continua assistenza che costa tempo e denaro.

“Non sappiamo qual è la vera causa dell’epilessia di Pigi – racconta Fani – perché il servizio sanitario nazionale in Grecia non funziona più. Tuttavia, con le cure appropriate, nostra figlia sta migliorando”. L’unico problema è che le cure costano in media 1.500 euro al mese, molto più di quello che sono in grado di guadagnare Fani e Vassili. La fisioterapia, l’ergoterapia e l’acquisto di un cibo speciale che influisce sullo sviluppo della bambina hanno un costo base di 1.300 euro. E poi ci sono tutta una serie di attrezzature speciali per i bambini nella condizione di Pigi, che stanno pagando a rate. “Abbiamo chiesto molte volte al Ministero della salute di riconoscere l’invalidità di nostra figlia e di ottenere i soldi necessari per curarla, ma non c’è stato verso. La commissione che deve valutare l’handicap ci ha risposto con sarcasmo: è piccola, magari crescerà e migliorerà. Ma come può migliorare senza cure una bambina che non è nemmeno in grado di controllare i muscoli del collo e di mettere a fuoco quello che vede?”.

In Grecia i media hanno fatto una grande campagna contro gli sprechi del settore pubblico. Una di queste riguarda i falsi invalidi, quelle persone che sono riuscite ad attenere una pensione pur non avendone diritto. Si parlava di migliaia di casi, motivazione grazie alla quale sono state sospese altrettante pensioni. Ma dopo i ricorsi all’Alta Corte di giustizia, fino ad ora sono solo 13 i casi di frode accertati, e quasi tutti riguardano falsi ciechi. Nel frattempo la situazione della sanità in Grecia è al collasso: tutti dicono che il prossimo intervento richiesto dalla Troika riguarderà ospedali pubblici e personale medico. Già da tempo i greci più poveri hanno fatto ricorso alle Ong per ottenere i farmaci di cui hanno bisogno: originariamente queste associazioni internazionali avevano l’obiettivo di aiutare gli immigrati, ma si sono dovute aggiornare.

Eppure anche con le Ong non tutto è rosa e fiori. Fani e Vassili si sono rivolti a una di queste organizzazioni per ricevere aiuto ma hanno rischiato una segnalazione all’ufficio delle tasse. Per quale motivo? Perché per continuare a curare loro figlia i loro amici hanno attivato una rete di solidarietà, organizzando concerti ed eventi per raccogliere fondi. Peccato che anche questo sia praticamente illegale, in Grecia: anche la raccolta fondi deve passare il vaglio della burocrazia. “Per questo motivo i genitori di bambini che sono nella stessa condizione di Pigi preferiscono restare in silenzio e non denunciare la loro condizione. Credono che verrano presi per parassiti e preferiscono portare avanti la loro battagli in silenzio, come possono”. Fani però non la pensa allo stesso modo. Lei, che è impegnata in un’organizzazione sindacale di ispirazione anarchica, ha deciso di portare il Ministero della Salute in tribunale. Assieme a un avvocato che li assiste stanno cercando di capire se è possibile montare un caso che possa funzionare da precedente. “Spero che questo possa servire a dare un po’ di speranza ai genitori che sono nelle mie stesse condizioni. A farli parlare e prendere posizione pubblicamente. Solo stando insieme possiamo ottenere qualcosa per i nostri figli. Se riporteremo una vittoria in tribunale sarà un primo passo molto importante”. Nel frattempo lei e Vassili stanno provando a contattare personalmente le coppie di genitori con bambini disabili, ma si scontrano con la paura e la diffidenza.

La situazione della sanità in Grecia è sotto la lente di ingrandimento della politica. Sono in molti a temere che dopo la chiusura della Televisione pubblica, il prossimo passo sarà la sanità, il che vuol dire taglio di ospedali e di personale medico. Sono soltanto voci per ora, ma nel frattempo quello che spaventa Fani e Vassili è l’affermazione di Chrysì Avgì (Alba Dorata), il partito di estrema destra che alle ultime elezioni ha registrato una crescita notevole. “Gli esponenti di questo partito – spiega Fani – hanno parlato esplicitamente di ‘eliminazione fisica’ per le persone con gravi handicap. Credono che così potranno nascere nuove generazioni senza problemi fisici o mentali. Il fatto che la gente li voti, anche solo per protesta, è una cosa terribile. Per questo spesso pensiamo di andare via dalla Grecia. Magari in un posto dove esiste un servizio sanitario adeguato. Mia figlia, senza cure appropriate, non può sopravvivere”.

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[da Opera Mundi]

 

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