Debutta la Casa dei Teatri. Sfida alla cultura “low cost”

Cruciani-Giordano-Benvenuti“Il mio sogno è trasformarli in luoghi abitati dalla mattina alla sera”. Sono queste le parole che forse meglio sintetizzano lo spirito con cui Emanuela Giordano, da direttrice, si appresta a cambiare il volto degli ex Teatri di Cintura confluiti nella nuova ‘Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea’. Un “sistema”, così come è stato definito nella conferenza stampa di ieri a Villa Doria Pamphilj, fortemente voluto dall’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Dino Gasperini, e gestito da Zètema Progetto Cultura. Si parte da due teatri di cui sono stati già decretati i vincitori del bando: quello di Tor Bella Monaca con la direzione artistica di Alessandro Benvenuti, e il Teatro Biblioteca Quarticciolo con Veronica Cruciani. Mentre la gara per aggiudicarsi le Scuderie della Casa dei Teatri di Villino Corsini verrà pubblicata ad aprile.

LE PROTESTE – “Oltre agli spettacoli, laboratori di teatro, di musica, di scrittura, un premio di drammaturgia, il coinvolgimento delle associazioni di base, l’apertura di alcune serate da parte di nuove proposte semi professionali e molto altro” ha spiegato Giordano. Una buona dose di ottimismo che le fa guardare “al futuro” della ‘Casa dei Teatri’. Perché il passato (ancora prima che lei arrivasse) è stato difficile. A cominciare dalla culla del “sistema”, la delibera di Giunta targata Gasperini, rimasta nei cassetti comunali per troppo tempo (tanto da spingere decine di realtà indipendenti romane a firmare un appello alla trasparenza), passando per la petizione online lanciata dalle associazioni del Teatro di Tor Bella Monaca, fino ai vari flash mob al Teatro Bibliteca Quarticciolo. Emanuela Giordano però vuole voltare pagina e invita i cittadini a dare un contributo di idee: “Abbiamo fatto tante assemblee e ne faremo altre” assicura. Quelle che sono mancate prima. Nonostante l’assessore Gasperini in conferenza stampa abbia giurato di essersi confrontato “con tutti” (Le 200 lettere dei cittadini? “Non mi sono mai arrivate, avranno sbagliato indirizzo” dice), compresi i municipi. Eppure sono passati pochi mesi da quando il Partito democratico valutava il ricorso al Tar per il bando in VIII municipio, e nel VII le istituzioni partecipavano ai sit-in. Poi le cose sono cambiate. Il bando è stato vinto da associazioni che lavorano sui territori da anni. E i profili artistici dei direttori sono di assoluta qualità (niente Pino Insegno e Antonio Giuliani, come si vociferava). Anche se Benvenuti, ironicamente, si definisce “uno specchietto per le allodole”.

QUALITA’ MA POCHI FINANZIAMENTI – Ora ci sono i programmi e due inaugurazioni, il 4 aprile al Teatro Biblioteca Quarticciolo e il 5 aprile al Teatro Tor Bella Monaca. La qualità messa in campo dai professionisti del teatro poi dovrà fare i conti con le ristrettezze economiche. “Prima veniva dato circa un milione e seicento euro al Teatro di Roma, noi con quella cifra finanziamo un sistema” ha detto Gasperini. D’altronde in conferenza stampa le preoccupazioni non si negano affatto, anzi si evocano parole quali “passione” e “spirito collaborativo degli artisti”. Si demandano agli sforzi dei singoli e alla loro volontà quello che l’istituzione comunale non riesce a pianificare dal punto di vista finanziario, come si farebbe in un “sistema”. Ed è nel nome del rispetto per gli artisti che si scatenano i malumori, una guerra consumata tra “poveri”. Da una parte chi rivendica “il rispetto per i vincitori del bando”, dall’altra chi ritiene che “passione e sacrificio sono sentimenti utili a gestire le occupazioni” e non un “sistema”. Lontano dai riflettori però le distanze si accorciano, se nei primi si manifesta una scommessa che fa paura, nei secondi c’è il sostegno e la solidarietà a chi si è imbarcato in un’impresa difficilissima perché gli ex Teatri di Cintura restassero nel novero del teatro d’arte e di qualità, dialogando col territorio, e non sprofondassero nella commedia di quint’ordine per sbarcare il lunario.

L’ESPERIENZA DEL TEATRO DI ROMA – La gestione del Teatro di Roma negli ultimi anni, pur peccando di centralismo, aveva portato nelle periferie romane spettacoli di alta qualità, facendo sistema attorno alla programmazione dello stabile capitolino. Mancava però un lavoro sul territorio e un rapporto meno verticistico (da “direzione artistica”, per intenderci) con il settore della scena indipendente romana. La tanto discussa Casa dei Teatri e della Drammaturgia, con la scelta dei direttori neo-nominati, sembra dirigersi proprio in questa direzione (e con sorpresa di molti). Ma senza un serio finanziamento rischiano di andare a “scoprire” ciò che con la vecchia gestione era “coperto”. E la ragione di questo sta forse nell’ansia dell’amministrazione comunale di mettere la mani in modo caotico sul circuito, pensando a varare di fretta i bandi di assegnazione (con il buonsenso di Zètema che ha controbilanciato la partita di Gasperini su Tor Bella Monaca e Quarticciolo posticipando la chiusura del bando, anche se post proteste) invece di fermarsi a immaginare un meccanismo che faccia veramente “sistema”. Magari pubblico e partecipato.

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[da Paese Sera – scritto con Carmen Vogani]

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