La prigionia teatrale di Aldo Morto. Maratona sugli anni di piombo

aldo-morto-54Prigioniero per 54 giorni, dal 16 marzo all’8 maggio. Se fossimo nel 1978 non ci sarebbero dubbi sull’identità della persona di cui si parla: Aldo Moro, il presidente della Democrazia Cristiana, sequestrato da un nucleo armato delle Brigate Rosse in una mattinata di fine inverno, e rinvenuto morto il 9 maggio, nel bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani. Ma siccome siamo nel 2013, a 35 anni di distanza da quel fatto che segnò come uno spartiacque la storia politica dell’Italia repubblicana, il prigioniero di cui si parla deve essere necessariamente un altro. E lo si vede da uno dei volantini, un vistoso fotomontaggio della famosa foto in cui Moro posa con l’espressione mesta sono una bandiera delle Brigate Rosse: al suo posto c’è un giovane attore che risponde al nome di Daniele Timpano.

LA MARATONA-RECLUSIONE DI DANIELE TIMPANO – Anche il luogo della reclusione non ha molto a che vedere con l’introvabile covo brigatista: si tratta di una storica sala teatrale del centro di Roma, il Teatro dell’Orologio. È qui che avrà luogo il progetto Aldo Morto 54, una lunga maratona/reclusione che trasferisce sul piano dell’evento l’improbabile identificazione che Daniele Timpano gioca con i personaggi dei suoi spettacoli, che sono anche personaggi della nostra storia politica. D’altronde, com’è possibile identificarsi nelle tragedie della storia per chi negli anni Settanta ci è solo nato e non ha certo memoria diretta di quegli avvenimenti? “Desolato, io non c’ero quando è morto Moro. Aldo è morto senza il mio conforto. Era il 9 maggio 1978. Non avevo ancora quattro anni. Quando Moro è morto, non me ne sono accorto”. Così inizia lo spettacolo di Daniele Timpano, Aldo Morto, vincitore del Premio Rete Critica, segnalato al Premio In Box e finalista ai Premi Ubu come migliore novità drammaturgica.

UNA “MOROTONA” PIENA DI EVENTI – Cosa accadrà esattamente in questi giorni di prigionia? Dal martedì al sabato alle ore 21, e la domenica alle ore 18, andrà in scena lo spettacolo Aldo Morto – in una maratona che ha dell’incredibile, perché resterà in scena quasi due mesi, in un’epoca in cui le teniture degli spettacoli superano raramente la settimana di programmazione. Ma al di là dello spettacolo – che è certamente uno dei più riusciti di questo geniale anti-narratore e manipolatore del “cadavere politico italiano” che è Daniele Timpano – la maratona (o “morotona”) comprende una fitta serie di eventi, attorno agli Anni di Piombo e a come cinema, teatro, letteratura li hanno raccontati, riuscendoci o anche fallendo.

LETTURE DA GRAMSCI A PINOCCHIO – Così, ad esempio, attraverso il sito internet http://www.aldomorto54.it o il canale YouTube dedicato, sarà possibile sbirciare all’interno del luogo di reclusione di Timpano, e guardare l’autore-attore che si lancia in una serie di letture non sempre serie: da “Gramsciana”, lettura di brani dei Quaderni dal carcere di un altro illustre recluso, che è Antonio Gramsci; o la lettura del Pinocchio di Collodi, ciclo intitolato ironicamente “Da apocalittico a integrato”. Ma le letture continuano anche con una serie di attori ospiti (tra cui Valerio Aprea), che si confronteranno con il materiale del memoriale di Aldo Moro, scritto durante la prigionia, proponendone un ciclo di letture pubbliche.

IL REALITY WEB DELLA PRIGIONIA – Ma visto che la prigionia avviene nell’epoca digitale, sarà possibile anche spiare la vita quotidiana del performer recluso, quando prende il caffè, legge il giornale, mangia – in una sorta di reality web. E il prigioniero Timpano avrà anche modo di dialogare con l’esterno attraverso il web 2.0: twitter, facebook e altri canali social permetteranno al pubblico che osserva da casa di dialogare con Timpano e di porgli delle domande. Ma nel caso la virtualità della rete non fosse soddisfacente per qualcuno, dal lunedì al venerdì, su prenotazione, Daniele Timpano incontrerà personalmente il pubblico nella sua cella, uno ad uno, per sottoporre i volontari a un’intervista sui proprio personali ricordi in merito agli Anni Settanta.

IL PIOMBO DELLE PAROLE – Una serie di appuntamenti settimanali, poi, apriranno altrettanti cicli dedicati ai vari generi artistici che hanno tentato di raccontare gli anni Settanta. Tutti i lunedì – la sera di riposo dello spettacolo – si terrà il seminario del professor Flavio De Bernardinis “Il cinema e le immagini degli anni Settanta”. Le domeniche sera, invece, dopo la replica pomeridiana, si terrà il ciclo di incontri “Le domeniche di Moro”, approfondimenti critici tra letteratura e teatro curati di Christian Raimo. I Giovedì pomeriggio, dalle ore 19, il focus è sugli scrittori che hanno tentato di raccontare gli anni di piombo: “Il piombo delle parole” è curato da Dario Morgante (sul sito il programma sarà disponibile nel dettaglio). Insomma, un’immersione a tutto tondo in quella frattura ancora aperta tra l’immaginario e la storia, dove la lingua dell’arte cerca di lenire le cicatrici del quotidiano e non sempre con successo. Tutto questo, va ricordato, ruota attorno a uno dei migliori lavori teatrali degli ultimi anni, immaginato, scritto e interpretato da uno degli artisti più sui generis della scena teatrale contemporanea.

[da Paese Sera]

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