DDB 37 – Giorno 13: “Benares”, “Awards”, “Il grande boom”

testata DDB India 37

24. Benares

La parola d’ordine è informalità. «Benares», l’evento collettivo organizzato dagli artisti della Factory di Perdutamente, si è caratterizzato come una serata in cui ogni gerarchia della fruizione teatrale veniva, almeno in via simbolica, scardinata. Gli spettacoli teatrali sono stati realizzati a porte aperte, con la gente che poteva entrare e uscire – è il caso del lavoro di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini con Monica Piseddu, o del divertimento “smembrato” di Luca Tilli e Federica Santoro. Mentre altre performance – come Bangalore – sono uscite dal cunicolo che le ha ospitate in questi giorni per piazzarsi nell’ampio spazio del foyer, con una luce più forte, a disegnare un’atmosfera tutta diversa. Niente di nuovo nei contenuti, dunque – la scelta degli artisti è stata di allestire la serata con un flusso imprecisato e non calendarizzato di materiali che, comunque, scaturivano dal loro lavoro quotidiano al Teatro India – ma, sotto i riflettori, c’era una modalità differente di vivere lo spazio e il tempo della fruizione artistica. Una modalità che, più che con l’ambiente “protetto” della scatola nera teatrale, ha a che vedere con le dinamiche dell’arte contemporanea – e con i suoi dispositivi performativi, a loro volta pensati in antitesi, quando non in polemica, con la sacralità dell’oggetto esposto al museo. Insomma «Benares», più che un oggetto artistico, è una dimensione dello “stare”. Una permanenza attorno a dei flussi creativi che possono essere attraversati, persi e ritrovati. Un modo per immergersi nella loro apertura, privandoli dell’aura che li fa distanti per renderli “ambiente” dove è possibile curiosare. Un gesto che prende senso, più che in sé, in relazione alla permanenza delle 18 compagnie di India all’interno del teatro per circa tre mesi. Difatti, oltre alle schegge di spettacolo che fuggivano impazzite per le sale del teatro, all’imbocco della sala A, allestito in modo permanente, c’era il tavolo di lavoro di «Art You Lost?», con computer e oggetti in bella vista: il collettivo di lavoro non aveva ancora terminato di realizzare il percorso che aprirà i battenti il 20 dicembre, e ha voluto mettere in scena proprio il lavoro stesso. Sullo sfondo c’era un breve video in loop, dove il préparatoire – ovvero il percorso che i partecipanti hanno compiuto, lasciando agli artisti un oggetto e una storia che andranno a comporre l’istallazione finale – era percorso da Molly, il cane di Lisa Ferlazzo Natoli, con effetti comici assicurati.

Benares nasce dalle ceneri di Varanasi. Che era uno dei nomi possibili di «Perdutamente», poi recuperato per il progetto collettivo di questa serata del 15 dicembre. Evento in notturna che per problemi tecnici non è stato possibile realizzare. Così Varanasi, antica città dell’India, è cambiato senza spostarsi: Benares è infatti un altro nome, più recente, che indica la stessa città. Allo stesso modo, pur ragionando su materiali già in corso, Benares ha continuato il percorso ideativo di Varanasi, giocando su uno dei cardini di riflessione dell’arte contemporanea: la non-monumentalità. La rottura della scatola, del gioco del riconoscimento, dell’aura sacrale dell’oggetto. Tradotto in termini teatrali: la scelta di spezzare i meccanismi di protezione dello spettacolo, per offrirsi all’attraversamento.

ilariascarpa - benares (art you lost)

.

25. Awards

Un piccolo focus va fatto sull’apertura di Benares, che dopo una tappa straordinaria della discussione sull’attore di «Actor Stadio», ha preso il via con «Awards», uno dei pochi “oggetti” inediti della serata. Michele Di Stefano aveva invita una serie di artisti a imparare il discorso che Sean Penn ha tenuto in occasione della vincita del Premio Oscar per «Milk». Il tavolo di plexiglass usato per le conferenze, posizionato sopra un piedistallo, si è trasformato idealmente nella tribuna della Notte degli Oscar, ma informa ironica e straniante, perché ogni volta il discorso era lo stesso. Ha cominciato Luisa Merloni, con un’interpretazione allo stesso tempo fedele all’originale ma a tratti iperbolica. Di seguito, Paola Stella Minni si è presentata con una tuta di lattice, baffi e cappello, per una versione decisamente ironica. Daria Deflorian ha optato per descrivere l’orazione, anziché interpretarla. E Elio Castellana si è presentato vestito come i “negri” dei vecchi cartoni animati – quelli che si potevano vedere ancora, qualche tempo fa, nella pubblicità di una nota marca di mentine – grande ovale bianco sulla bocca, fino quasi al mento, sulla faccia completamente nera, vestito nero e guanti bianco. Lo stesso discorso, per una ripetizione ossessiva della passerella hollywoodiana che variava di iperbole in iperbole.

ilariascarpa - benares (awards)

.

26. Il grande boom

Un discorso a parte merita anche una performance realizzata da Tony Clifton Circus all’interno di Benares: «Il Grande Boom». Chiusi nello spazio ottagonale delimitato dalle porte di «Polittico» (la struttura di Opera, qui utilizzata per l’istallazione «Eco»), Iacopo Fulgi e Nicola Danesi invitano gli spettatori uno alla volta ad assistere al “grande boom”. Ma che cos’è questo “grande boom”, chiedono loro stessi, dilatando il dubbio e la suspance – anche perché la domanda te la pongono in cuffia, parlando al microfono a un volume abbastanza alto, e il grande boom potrebbe forse essere uno scherzo acusticamente assai poco gradito. Poi il gioco prosegue tra finzione e realtà – la voce che ascoltiamo è quella di Nicola? È dal vivo? È registrata? – e finisce per approdare a una soluzione che ha dell’incredibile nella sua semplicità: l’offerta di un “boom”, anzi di un “boom-boom” fatto con la tequila. Una a testa, performer e spettatore. Che poi esce, divertito, dall’angusta seduta, chiedendosi come si sentiranno invece i performer a fine spettacolo, dopo aver condiviso il grande boom con tanta gente. E la fila, fuori dall’ottagono di porte, era davvero lunga…

ilariascarpa - benares (grande boom)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...