DDB 22 – Frammenti di un discorso antispettacolare

testata DDB India 22
Il lavoro di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, nella scena come in prova, procede per discussioni. È un percorso di confronto, ma intimamente maieutico, condotto su un piano di assoluta parità. È da lì, da questo confronto, che scaturisce il senso dello spettacolo e anche parte della drammaturgia (che questo processo lo rispecchia). È quanto di più “socratico” mi è capitato di vedere dietro le quinte in teatro.
*** 

Daria: Tu puoi anche andare in scena così come ti vesti quotidianamente. Ma poi comunque è un’altra cosa. Può essere “simile” a quello che sei nella vita, ma quando poi sei in scena, comunque è un’altra cosa.

Antonio: Beh, non dico questo, però uno sceglie un registro. Puoi scegliere di entrare in un certo modo o in un altro. Se lei entra in scena “un po’ troppo non-da-Monica”, già si vede che è altro… hai capito cosa voglio dire?

Daria: …

Antonio: Cioè. Se mi vedi vestito così come sono (con la felpa, ndr.), sono Antonio com’è. Ma se mi vedi vestito con la giacca e la cravatta, non sono proprio Antonio.

Daria: Ma tu, per chi non ti conosce, non sei “Antonio”. Cioè, questa è un’idea che tu hai di te pensando che il pubblico sa chi siamo. Ma non è vero, non è sempre così. Cioè… ci sono persone che vanno in giro tutti i giorni con la giacca…

Antonio: Eh, vabbè… Ma io, come vado in giro io, sono io!

Daria: Eh, ma il pubblico non lo sa…

Antonio: (scettico) Ho capito…

Daria: …come vai vestito tutti i giorni…

Antonio: Vabbè, d’accordo, scusami tanto, Daria: io come Antonio, siccome lo so, se voglio entrare in scena vestito “come Antonio” mi vesto proprio “come Antonio”. So come me lo sento addosso.

Daria: Certo. Ma infatti è proprio per non sentirmi vestita come Daria… Cioè, non sto dicendo: io mi metto questo e sono Daria.

Antonio: Dico semplicemente che la vicinanza è talmente sottile che non sembra un vestito di scena. Ecco. È questo. Poi non lo so…

Daria: (scettica) Ho capito…

Antonio: Però uno prova…

Daria: Eh, proviamo.

–––» musica consigliata per la lettura: Metti anche tu la veste bianca – Beniamino Gigli

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