DDB 20 – Quanno i romani fanno “Aho!”

La regista Francesca Macrì (milanese) espone i suoi dubbi al gruppo di adolescenti (romani) con cui sta lavorando con Andrea Trapani per il laboratorio della compagnia Biancofango.

A – Che differenza c’è quando voi dite “aho” rispetto a quando dite “oh”?

B – “Oh” è per chiamare.

A – E “Aho”?

B – Non so, io “aho “ non lo uso più…

A – L’altra volta l’hai usato.

B – Eh, lo so… ma normalmente…

C – “Aho” è per riprendere. È più forte. Dici “aaaaaaho”!

D – In questo caso però per me è più “oh”

C – E quando chiami non fai “aho”?

A – Paolo, che differenza c’è tra “Aho” e “oh”?

E – Dipende. “Oh” è quando devo chiamà qualcuno. Io se devo chiamà non dico “aho”, dico “oh”.

D – È più immediato. “Aho” ci devi pensare

E – Dipende. Ce stanno un sacco di motivi per dirlo…

A – Nelle improvvisazioni c’è stato un momento in cui lui t’è venuto addosso e hai fatto “aho”

D – “Aho” è un richiamo negativo. “Oh” è per attirare l’attenzione”, “Aho” è un richiamo negativo.

B – Sì.

C – Richiamare l’attenzione anche in maniera più spettacolare. Cioè… “ahooooo”!!!

E – Secondo me è che quando il soggetto è vicino è “oh”, quando il soggetto è lontano è “aho”

Risate.

E – Ma no, è vero!

–––» musica consigliata per la lettura: Quanno i romani fanno aho – Dj DP

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