Your Girl. Alessandro Sciarroni tra fisicità e sentimento

È inutile cercare mezze parole: la performance ideata da Alessandro Scarroni è un lavoro di una semplicità disarmante che tocca una corda profonda, emotiva, che riesce a commuovere. Proprio questo si leggeva, durante gli applausi, sui volti degli spettatori di Your Girl – lavoro ispirato a Madame Bovary – dove una perfomer (Chiara Bersani) si spoglia pezzo a pezzo, sfogliando i propri vestiti che finiscono in un bidone aspiratutto invece della classica margherita per fare m’ama non m’ama. Finché, nuda, prosegue con gli abiti di lui (Matteo Ramponi). E questa indagine sul sentimento, sulla scintilla che lo innesca, non poteva essere più pulita e dirompente, perché è tutta basata sulla fisicità. La fisicità in contrasto tra il corpo disabile di Chiara e quello allenato e imponente di Matteo, alto più del doppio, snello e affusolato. La materia non poteva essere più scivolosa: mettere in scena la disabilità per allontanare lo stereotipo del corpo perfetto dalla sfera del sentimento. Ma Sciarroni la padroneggia con maestria e disarmante semplicità, antidoto a ogni retorica. Anche perché la scintilla è innescata non tanto dall’esposizione della disabilità, quanto piuttosto dal gesto leggero di lei che cerca la mano di lui, ultima immagine dello spettacolo. E il fiato sospeso del pubblico che si scioglie in un fragoroso applauso (sulle note – sic! – di Tiziano Ferro) è la detonazione.

[da MyWord.it e Quaderni del Teatro di Roma n°8 – ottobre 2012]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...