Pantagruel – Radio 3 :: Silenzio

Graziano Graziani conduce «Pantagruel – dizionario dei mondi possibili, impossibili e immaginari» dal 5 agosto al 2 settembre 2012, in onda ogni sabato e domenica su Radio 3 Rai dalle 15,00 alle 17,45 [frequenze su Roma 93.7 oppure 98.4 in FM]. Ogni trasmissione propone un viaggio attraverso una parola, riascoltando radiodrammi, film, interviste dell’archivio di Radio 3 e attraverso collegamenti e servizi.

* * *

Puntata n°7 – 26 agosto 2012

SILENZIO

Per chi lavora alla radio il silenzio è una dimensione impossibile. Dopo quaranta secondi di “buco” ingiustificato scatta un sistema di allarme e una copertura musicale. E allora ci piace oggi compiere una sfida, parlare proprio alla radio del silenzio, partendo dalla relazione che c’è tra comunicazione radiofonica e silenzio. Proprio la “rivoluzione dei garofani” in Portogallo nel ’74 viene elaborata silenziosamente, di nascosto, vedendosi in chiesa o in luoghi pubblici, e poi proprio una canzone alla radio fino a quel momento proibita, “Grandola, vila morena” di  Josè Afonso, comunicherà a tutti che l’insurrezione stava prendendo vita nelle strade del Paese. Ancora radio e potere attraverso i frammenti di un film ripreso dal Cinema alla radio di Hollywood Party, “Una giornata particolare” di Ettore Scola  con la Loren e Mastroianni, dove due persone si incontrano mentre la radio trasmette in maniera incessante la cronaca e i suoni dell’arrivo a Roma di Hitler, e in questa violenta cancellazione di qualunque altra dimensione sonora si svelano i silenzi interiori delle due creature che iniziano a svelarsi l’uno all’altra.
C’è chi il silenzio va a cercarlo in luoghi estremi e remoti, come Carla Perrotti che da anni attraversa da sola i deserti di tutto il mondo e ci racconta i suoi viaggi e la sua “desert therapy” in un frammento di Chiodo fisso. Un collegamento con un festival cinematografico che si svolge in un paesino della Sardegna, Rebeccu, vicino a Sassari, abitato da un solo abitante, il cui silenzio viene sconvolto dall’arrivo delle proiezioni. Ne parliamo con il direttore artistico Sergio Scavio e con l’ideatore Francesco Falchi. Ma il silenzio è spesso imposto con minacce di morte, e si chiama “omertà”, come ci ricorda Leonardo Sciascia in “Il giorno della civetta” letto da Toni Servillo per Ad alta Voce, Mentre una dimensione completamente differente è quella dei bambini sordomuti che frequentano una scuola romana ripresi da un’altra puntata di Chiodo fisso. A volte, poi, la relazione fra silenzio e suono relativamente ai luoghi è molto sottile. In Val di Fiemme c’è un bosco di abeti rossi dal legno dei quali si ricavano i violini migliori del mondo,e alcuni alberi portano i nomi di illustri musicisti che spesso si recano a passeggiare e a suonare in quel luogo. Ce ne parla  Virginia Villa che dirige la Fondazione Stradivari di Cremona.
Ma anche il teatro, che è luogo di parole, è in stretta relazione proprio con l’assenza di suono. Lo sapeva bene Samuel Beckett che tesseva le sue sottili trame linguistiche sul vuoto dell’incomunicabilità. Ne parliamo riprendendo  da Wikiradio alcune considerazioni su questo autore, suggerite dal docente di filososfia Giuseppe Di Giacomo. Ma c’è anche un giovane gruppo di ricerca teatrale che ha un nome suggestivo, Muta Imago, abituato  a lavorare con l’immagine, ma che per Radio3 ha realizzato un radiodramma intessuto di suoni e silenzio, “Via Plaiola 29” che riascoltiamo in questa occasione. Il neologismo suggerito da Valeria Della Valle oggi è “silent party”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...