Taglia le ferie, fai crescere il Pil. La proposta del sottosegretario Polillo

[Immaginario malato – n°13] La proposta del Sottosegretario all’Economia, Gianfranco Polillo, ha un che di illuminante. Detta in sintesi: visto che gli italiani lavorano solo nove mesi l’anno, riduciamo le ferie e avremo un immediato incremento del Pil. L’affermazione è esemplare per tre motivi. Primo motivo:  il fatto che un membro del governo, per giunta in forze in uno dei ministeri chiavi, ritenga realistico il fatto che gli italiani lavorino solo nove mesi su dodici rivela che distanza abissale esista tra chi governa e chi è governato. Probabilmente parlamentari e alte cariche dello Stato riescono a fare tre mesi di ferie, ma chi ha un contratto subordinato non può totalizzare più di quattro settimane con l’aggiunta delle festività; ed è fantasioso pensare che imprenditori, professionisti e commercianti, invece, con la crisi che c’è, se ne vadano in ferie per così tanti mesi; i precari, invece, le ferie pagate proprio non ce l’hanno: se smettono di lavorare tra un contratto e l’altro vanno sì in vacanza, ma rimettendoci di tasca propria.

Secondo motivo: siamo il paese del Made in Italy, dei prodotti tipici, dei beni culturale, dei meravigliosi posti di villeggiatura, tutti settori chiave che impiegano molte persone e che in certe zone non urbane sono l’economia principale; se la gente non ha il tempo di spendere, di fare le vacanze, di visitare il patrimonio culturale, di partecipare ad eventi, come è possibile che riparta l’economia? Forse costruendo altre macchine, sempre più difficili da mantenere per costi di benzina, tasse, multe e assicurazioni?

Terzo motivo: il fatto che la politica economica del Governo sia tutta appiattita nel cercare soluzioni alchemiche per far levitare il Pil, senza parlare di ripresa e innovazione, dimostra che chi ci governa non ha idee per uscire dalla crisi. Propone vecchie ricette per affrontare una crisi che è al contempo strutturale e inedita.

[da Paese Sera]

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