Apre la Biennale teatro: Ostermeier e Rimini Protokoll dedicano i premi al Valle e al Marinoni occupati

Il 41 festival internazionale del teatro della Biennale di Venezia ha aperto i battenti lunedì 10 ottobre con la premiazione di due importanti realtà artistiche. Thomas Ostermeier, direttore del teatro Shaubhüne di Berlino, e il gruppo teatrale Rimini Protokoll (sempre dalla capitale tedesca) sono stati i premiati di questa  edizione, rispettivamente leone d’oro alla carriera e leone d’argento. Tra il parterre, pieno di artisti e operatori italiani, accorsi a vedere la premiazione di uno dei registi più importanti d’Europa, serpeggiava un certo imbarazzo misto a ironia pensando alla situazione italiana: Ostermeier, infatti, è nato nel 1968 e per un italiano vedere un quarantenne che riceve un premio “alla carriera” è qualcosa che suona strano. Una palla al balzo colta dallo stesso Ostermeier, che ha iniziato a dirigere la Shaubhüne a trent’anni. Nel suo discorso il regista tedesco ha bacchettato le istituzioni, in particolare quelle italiane, affermando che devono aprirsi all’esterno e finanziare i giovani talenti, anche se hanno solo vent’anni. “Anche se non sono vecchio la mia carriera di direttore si è protratta per più di un decennio, grazie al fatto che qualcuno ha deciso che potevo dirigere un teatro”. Uno dei più importanti teatri di Berlino e d’Europa, per l’esattezza, fondato da artisti del calibro di Peter Stein. Ostermeier, che è stato premiato per la sua capacità visionaria nel riattualizzare i classici e per lo spazio che ha dedicato alle nuove drammaturgie, è particolarmente legato all’idea che le istituzioni servano soprattutto a supportare i nuovi linguaggi e gli artisti più giovani. per questo rilancia, citando le esperienze di occupazione del Teatro Valle e il Teatro Marinoni. In quei posti si concentra la creatività di oggi che non trova spazio, ha affermato il regista tedesco: “Le istituzioni devono affacciarsi a vedere cosa avviene fuori da esse; devono aprire delle brecce nei muri che le separano dall’esterno, e lasciare entrare ciò che accade fuori”.
Anche i Rimini Protokoll, che hanno ricevuto il leone d’argento per il loro lavoro di sperimentazione e attenzione sulle nuove drammaturgie, hanno citato il Teatro Valle e il Teatro Marinoni, dedicando loro il premio. “In questi posti si pratica un’idea di creatività che non rinuncia ad avere un pensiero politico sul mondo. Questa, oggi, per l’arte, è la sponda più importante”.

[da Paese Sera]

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