Short Theatre, due settimane di ricerca tra il Macro e l’India

Due settimane di programmazione che mette insieme i nomi più interessanti di almeno tre generazioni del teatro di ricerca italiano e non solo. È Short Theatre, manifestazione curata da Area 06 e diretta da Fabrizio Arcuri, regista dell’Accademia degli Artefatti, giunta alla sua sesta edizione. Anche quest’anno la location del festival è doppia: l’apertura è al Macro di Testaccio, dal 5 al 7 settembre, per poi proseguire dall’8 al 18 al Teatro India, sede storica della manifestazione.
Per capire la cifra del festival, plurale nei linguaggi ma fortemente incentrata sulla contemporaneità, basta dare uno sguardo al programma. Al Macro passerà la danza della compagnia di Roberto Castello, il teatro di Eleonora Danco, la performatività dei Kinkaleri e gli stessi Artefatti, in scena con la conferenza spettacolo su «One Day», il progetto di spettacolo di 24 ore che doveva debuttare nel 2008 ma che non ha mai visto la luce a causa del fragile sistema produttivo italiano.
E poi all’India sarà la volta di Teatro Sotterraneo, Cosmesi, Daniele Timpano, Collettivo Cinetico – per citare la nuova generazione – ma anche delle formazioni di danza come MK e Virgilio Sieni, e nomi come Roberto Latini, Fanny Alexander, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini presenteranno i loro nuovi lavori. Un programma vasto e articolato che potete consultare su www.shorttheatre.org.
Insomma, Short Theatre si conferma la piazza della contemporaneità nella capitale. Per capire cosa ci riserva di particolare, e come è stato realizzato in una fase di ristrettezze come quella odierna, ne abbiamo parlato col direttore Fabrizio Arcuri.

È stato difficile, in un anno di tagli come questo, realizzare il festival?

Le istituzioni sono in una fase di totale incertezza e i progetti che dipendono da loro, di conseguenza, si trovano nell’incertezza più completa anche loro. È inevitabile. Con la Regione, che ha finanziato l’evento, siamo stati fino all’ultimo in attesa di capire di quale entità sarebbe stato il supporto economico: dovevano prima capire quante risorse avevano per poi decidere come ripartirle, lasciandoci in un limbo per parecchio tempo. Rispetto all’Estate Romana, progetto del Comune in cui rientrava Short Theatre, abbiamo creduto di rientrarci per poi scoprire di no. L’effetto di una tale incertezza è immaginabile.
Però, col passare degli anni la manifestazione è diventata più solida grazie alle collaborazioni che si sono strutturate nel tempo. Penso agli istituti di cultura stranieri, alla collaborazione col festival Quartieri dell’Arte di Viterbo, e al progetto IYME (international young makers exchange) di cui facciamo parte, che ci ha molto aiutato sul versante internazionale. Inoltre la nuova direzione del Teatro di Roma è stata davvero entusiasta e disponibile. E poi quest’anno c’è la staffetta col festival Quirino Revolution Mad di Lorenzo Gleijeses: ospiteremo insieme lo spettacolo di Fanny & Alexander, che ha bisogno di due location, noi in chiusura e loro in apertura, senza sovrapporci.

Che su che tipo di linguaggi artistici ha puntato il festival?

Diversi. Perché fa parte del nostro dna l’idea di mischiare i pubblici. La collaborazione con Zetema, che è stata importante per la realizzazione del festival, ci ha permesso di tornare al Macro per la seconda volta. Con uno spazio del genere è stato più che naturale rivolgere lo sguardo all’arte contemporanea e ai progetti di performance, che lì trovano l’ambiente adatto. La contaminazione è sempre stato un tratto di Short Theatre, perché ci piace l’idea di contaminare i pubblici di discipline diverse, facendoli convergere in un’unica manifestazione.
Sul versante più teatrale, poi, c’è l’attenzione alle nuove drammaturgie che rinnoviamo anche quest’anno. Daniele Timpano porterà in anteprima il suo nuovo lavoro su Aldo Moro, mentre Manuela Cherubini continua a lavorare sui Rafael Spregelburd, portando all’attenzione del nostro pubblico l’opera del drammaturgo autore argentino. Ci sono anche altre generazioni, come Antonio Tarantino con la sua Medea, mentre sul versante del post-drammatico abbiamo portato compagnie come Teatro Sotterraneo e Codice Ivan, che girano in tutta Italia ma fanno fatica a trovare una piazza e Roma.
Poi c’è molta danza, da Sieni a MK. E un progetto come quello di Sandro Lombardi, che quest’anno si fa dirigere da un regista più giovane come Arturo Cirillo (mentre lo scorso anno lo aveva fatto con Roberto Latini): sono progetti che permettono agli artisti di incontrarsi, e ci piacciono per questo. Anche perché perfino un artista come Lombardi, quando porta avanti progetti di questo tipo che si allontanano dalla tradizione, trova difficoltà a far girare i suoi lavori.

Ci sarà una collaborazione col Teatro Valle occupato. In che consiste?

È un’idea che è nata da loro, sosterranno parte della programmazione invitando la gente a venire da noi, e modulando di conseguenza la programmazione del Valle. E noi ospiteremo in quei giorni il loro corso di formazione per i macchinisti, i cui partecipanti saranno parte integrante dell’allestimento del festival. Poi alcuni autori, tra cui Christian Raimo e Fausto Paravidino, leggeranno un diario dell’occupazione per raccontare al pubblico cosa è successo in questi quasi tre mesi di protesta. Insomma, una contaminazione e un sostegno reciproco a più livelli.

Sul fronte internazionale cosa consigli di non perdere?

Boris Charmatz, che è l’artista residente di Avignone per il 2011 e che non ha mai fatto spettacolo in Italia prima di ora. E poi il circo demenziale di L’Alakran, che per l’occasione ha realizzato uno spettacolo in italiano. Sono nomi che il nostro pubblico, poco attento alla scena internazionale, probabilmente non conosce, ma mi auguro che prevalga la curiosità, perché ne vale davvero la pena.

[da Paese Sera]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...