La Repubblica dei Bambini. Il Teatro sotterraneo alle prese col teatro ragazzi

Il Teatro delle Briciole di Parma invita regolarmente compagnie della ricerca italiana a confrontarsi con il linguaggio del teatro ragazzi, commissionando loro una produzione. Quella realizzata dalla compagnia fiorentina Teatro Sotterraneo è stata presentata al Festival In equilibrio di Castiglioncello. Si intitola «La repubblica dei Bambini», e prende ispirazione dal fenomeno delle micronazioni, piccole entità statuali che dichiarano la propria indipendenza in modo unilaterale su un territorio molto piccolo. Chiara Renzi e Daniele Bonaiuti, impersonando se stessi, propongono ai bambini in sala di fare la stessa cosa: una repubblica a tempo, che durerà solo sessanta minuti, il tempo dello spettacolo. Fuori campo la voce delle istruzioni spiega al pubblico e ai due “imbranati” ma volenterosi indipendentisti i passi da seguire per dare vita a una nazione: stabilire le regole, la forma di governo – entrambi sembrano tentati dalla dittatura, ma rinunciano quando scoprono che il popolo quando si ribella i dittatori le mette a morte – e indire le elezioni.
Inizia così una girandola colorata e di grande ritmo attorno ai temi della cittadinanza, della democrazia, del potere. Come se si trovassero in un gioco di ruolo, il pubblico di bambini e adulti è invitato a interagire come “popolo” del nuovo microstato, partecipando alle elezioni e sperimentando sulla propria pelle le degenerazioni a cui può giungere la democrazia. Il risultato è un lavoro esuberante e fresco, in grado di coinvolgere non solo i bambini, perché viste sotto la lente dell’“infinitamente piccolo” le grandi leggi che governano la convivenza tra gli uomini rivelano il loro carico di convenzione, e quindi la loro estrema fragilità, che va difesa – ma anche ripensata – costantemente.
Lo spettacolo vive di una bella energia, grazie all’entusiasmo che i due attori scelti per questa produzione trasferiscono allo spettacolo. C’è divertimento e pensiero ne «La repubblica dei bambini», e persino una quota di temi difficili come il terrorismo – un attentato sconvolgerà, anche se per poco, la vita della micronazione. Lo spettacolo, però, chiude con un finale conciliatorio, un messaggio di speranza, forse un po’ troppo “buonista” per un adulto; ma in fondo, in questo caso, il giudizio più che a chi scrive è giusto che stia ai bambini di questa improbabile e utopica repubblica.

[anche su Paese Sera]

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1 commento su “La Repubblica dei Bambini. Il Teatro sotterraneo alle prese col teatro ragazzi”

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