Ma cos’è il Bunga Bunga? La parola all’esperto. Intervista ai Prophilax

il mentulatore

Gli italiani sotto sotto se lo chiedono in continuazione: ma cos’è davvero sto Bunga Bunga? Perché nonostante l’orgia di informazione scaturita dalle avventure di Silvio Berlusconi & company, c’è una sorta di pudore da parte dei media nel raccontare cosa accadeva davvero nei festini di Arcore – una località ormai diventata mitologica, un luogo della fantasia, tanto che l’industria del porno l’ha immediatamente ribattezzata Harcore.
Così, visto che tutti se lo chiedono, ce lo siamo chiesti pure noi. E per lacerare il velo che nasconde le notti più squallide d’Italia abbiamo chiamato un esperto: mister Ceppaflex. Fabio Pinci, in arte Ceppaplex, è il cantante dei Prophilax, una sorta di mito underground per il pubblico romano che grazie a internet è ormai conosciuto anche nel resto d’Italia. Sono la più famosa band porno-rock, sulla piazza da oltre vent’anni. Cos’è il porno-rock? Basta dare un’occhiata ai titoli dei loro dischi per rendersene conto: «Viaggio nella dimensione anale», «Il quinto escremento», «Coito ergo sum», per citare solo i più famosi.
Così, vista la sua ventennale esperienza in materia di perversioni sessuali, raccontate in tutte le salse nelle canzoni dei Prophilax, Ceppaflex ci è sembrata la persona giusta per capire che cosa succede nottetempo nelle residenze del presidente del consiglio.

Signor Ceppaflex, ci può svelare l’arcano? Cosa è davvero il Bunga Bunga?

Allora, il VERO Bunga Bunga altro non è che la terribile punizione inferta da una tribù africana a chi violava il suo territorio. In realtà il Bunga Bunga di Berlusconi non è null’altro che uno strusciamento di culi, zinne e altre parti anatomiche femminili in faccia allo stesso e ai suoi compari, in una specie di ballo collettivo da parte di gruppi più o meno numerosi di troiette. Come ormai ben si sa, Berlusconi ha grossi problemi di erezione, dunque si accontenta di queste orge semivirtuali con aspiranti veline/letterine che gli si fiondano letteralmente a casa in cerca di chissà quale scorciatoia per il successo. Ma in realtà, salvo rari casi, la maggior parte non fa che la triste fine di Noemi, l’antesignana delle berlustroie.

Ma la parola Bunga Bunga da che lingua deriva? Ha una radice antica?

Il termine significa “brutale stupro anale, inflitto come forma di punizione a chi oltrepassa i territori delle tribù”. Credo venga da un antico dialetto frascatano misto casertano.

Ci può spiegare il mistero della statuetta di Priapo?

Credo che il nano aprostata (nel senso che non c’ha la prostata, non che è lontano dalle religioni), proietti in quel pupazzetto cazzone la sua perduta virilità. O delle aspettative sessuali che in realtà nemmeno la chimica può più garantirgli.

Nel 2008 i Prophilax cantavano «Silicojone», che racconta di gente pronta a tutto per finire in TV. Ci avete visto lungo. Ma ora a che stadio della vicenda siamo arrivati?

Più che “visto lungo”, ci abbiamo visto e basta. Era già sotto gli occhi di tutti da anni che quest’andazzo aveva abbondantemente preso piede. Da che mondo è mondo le donne la danno in cambio di qualcosa, in tutti i campi (anche molto uomini, beninteso). Ma adesso questa è la conditio sine qua non, e stiamo scendendo in una palude di squallore da cui sarà dura risalire. Se mai risaliremo.

Un aspetto di questa storia che ha colpito la gente è il ruolo di mamme e fidanzati che spingevano le ragazze a partecipare, raccomandando di ottenere sempre di più. Una cosa del genere nemmeno la fervida immaginazione dei Prophilax era arrivata a tanto. O sì?

Sì, sì. Già ai tempi di quell’immondizia pedo-televisiva dal titolo «Non è la Rai» (per fortuna, aggiungo io), c’erano orde di minimignottelle letteralmente spinte tra le braccia di tromboncagni da madri ex troione in cerca di notorietà riflessa. Diciamo che adesso, con l’avvento dei reality, si è inculcata fermamente nella testa di un’intera generazione la convinzione che si può avere molto facendo molto poco e non sapendo fare niente.

In un’intervista al Guardian Rocco Siffredi ha detto di Berlusconi: “Lui è il più grande, io quelle cose le ho fatte solo nei film”. Che ne pensa?

Che Rocco è un mito per tutti, Berlusconi tra un pò solo per se stesso.

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[da Frigidaire 234 – maggio 2011 :: con il titolo «Mr. Ceppaflex e il Bunga Bunga»]

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