La mancanza di pianificazione e il pregiudizio rendono precarie le condizioni di vita dei rom

Il rogo di Roma in cui, domenica 6 febbraio, hanno perso la vita la vita quattro bambini rom è una delle più grandi tragedie che hanno colpito la popolazione rom in Italia, ma non è l’unica: nell’agosto del 2010, sempre a Roma, morì un bambino di tre anni a causa di un incendio e il fratello rimase gravemente ferito; qualche mese prima, a Milano, un ragazzino di tredici anni era morto per lo stesso motivo. Il giorno dopo la tragedia a rendere omaggio alle salme c’era il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha fatto una dichiarazione importante: gli abitanti dei campi vanno ricollocati in “abitazioni stabili e sicure”.
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che era con lui, è però fautore di una politica diversa. Una politica che ha affrontato il tema dei campi nomadi come un’emergenza perenne, da inquadrare come un problema di ordine pubblico. La politica del Comune di Roma in materia di campi nomadi ha subito una virata autoritaria già nel 2008 con la precedente amministrazione, dopo il caso dell’omicidio di una donna  – Giovanna Reggiani – compiuto da Nicolae Mailat, un ragazzo rumeno di ventiquattro anni (ma in un primo tempo si era parlato di un rom). Alemanno, che in quell’occasione tuonò contro i campi nomadi, vinse le elezioni anche perché promise di usare il pugno di ferro se fosse stato eletto. Ma la realtà è andata un po’ diversamente. Alemanno, a differenza del suo predecessore di sinistra Walter Veltroni, è riuscito a farsi dare dal governo centrale 30 milioni di euro per gestire l’emergenza, ma non ha cambiato di molto la politica sui campi rom. Con una differenza sostanziale: se l’amministrazione Veltroni concepiva i campi come un momenti di transizione verso abitazioni future, l’amministrazione Alemanno ne parla come di una soluzione finale, dove concentrare persone sulla base della loro presunta appartenenza all’etnia rom. Dei soldi ricevuti per l’emergenza, i due terzi (20 milioni) sono stati spesi per istallare telecamere di sorveglianza nei campi, pagare dei vigilanti armati e sgomberare alcuni campi con gran clamore mediatico – memore del fatto che sul tema dei rom a Roma si vincono le elezioni.
Le associazioni che si occupano di politiche dell’immigrazione, come l’Arci, o che lavorano nei campi nomadi a Roma come Topica, fanno notare che si tratta di una politica doppiamente errata. A partire dal nome: il Piano Nomadi presuppone che questa gente sia nomade e voglia vivere nei campi a causa delle loro tradizioni. In realtà i rom si sono stanzializzati a partire dal 1946, e il 90% dei 10.000 abitanti delle baraccopoli sono nati e cresciti in abitazioni normali, e hanno conosciuto l’esperienza dei campi nomadi solo una volta giunti in Italia. Il fatto di gestire in modo emergenziale il problema dei campi, tramite la Protezione Civile e la Croce Rossa, rende le condizioni di vita nei campi simili a quella di un carcere. E gli sgomberi forzati e le demolizioni dei campi fatti lo scorso anno senza dare alle famiglie un’alternativa abitativa, ha creato il fenomeno dei microcampi abusivi: quelle famiglie hanno cercato un posto qualunque dove trovare rifugio. Anche il campo di Tor Fiscale, dove sono morti Raul, Fernando, Patrizia e Sebastian, era uno di questi.
La comunità rom ha lamentato il fatto che nessuno dei suoi esponenti è stato interpellato per elaborare il piano nomadi. Nazzareno Guarnieri, rom italiano, ha ricordato che in Abruzzo, dove vive lui, i campi sono stati superati grazie a progetti autogestiti dalla stessa comunità rom, che oggi in quella regione vive interamente nelle case e vanta un alto tasso di scolarizzazione. Eppure nessuno sembra interessato a sentire quali sono i bisogni e problemi della comunità. Le associazioni ribadiscono che la vera soluzione sarebbe un piano di edilizia popolare non solo per i rom, ma anche per i cittadini romani con problemi di affitto. Ma parlare di affitti a Roma è come scoperchiare il vaso di Pandora: uscirebbero i fantasmi degli interessi che legano gli immobiliaristi alla politica, e che tengono sotto scacco un’intera città.
Il sindaco Alemanno ha chiesto al governo ulteriori poteri, anche se grazie al regime di emergenza i poteri sono da due anni nelle mani del prefetto, che risponde soltanto a lui. Ha anche dichiarato che occorrono altri 30 milioni di euro per risolvere il problema. Secondo le opposizioni la richiesta di nuovi finanziamenti serve a coprire il fatto che il Comune di Roma ha speso quelli precedenti solo per ottenere un effetto mediatico, poiché le persone sgomberate dai campi distrutti sono state in larga parte ammassate in altri campi, peggiorando le condizioni di vita. La direzione della Protezione Civile, chiamata a gestire l’emergenza pur non avendo esperienza in fatto di campi rom, è in oltre vicina al partito di Berlusconi di cui Alemanno fa parte. Ma i soldi per un’emergenza che non finisce mai fanno gola a molti. Guarnieri ha sottolineato che negli ultimi anni le associazioni che si occupano di rom sono triplicate, consapevoli del fatto che un Piano Nomadi che concepisce i campi come unica soluzione non risolverà mai il problema. L’unica soluzione sono progetti di autogestione e inserimento abitativo, che tra l’altro costano molto meno. Si tratterebbe di progetti di “accompagnamento all’affitto”, perché uno dei problemi che incontrano i rom nelle grandi città è che anche se sono in grado di pagare una casa, di norma i condomini non li vogliono nel loro palazzo. Ma dopo la campagna di odio scatenata dall’amministrazione Alemanno verso gli abitanti dei campi, anche questo è un obiettivo tutt’altro che facile.

[da Opera Mundi – operamundi.uol.com.br]

.

Leggi l’articolo su Opera Mundi in portoghese:
http://operamundi.uol.com.br/noticias_ver.php?idConteudo=9681

Approfondisci con l’inchiesta «Rom, il lutto e l’oblio»

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...