Gli anni Ottanta di Lagioia

Nicola Lagioia abbandona i lidi della liquidità postmoderna per raccontare, attraverso un romanzo di formazione corrosivo e intenso, un pezzo della storia d’Italia che ancora stiamo finendo di digerire, la cui vera portata solo negli ultimi anni si sta dipanando in tutta la sua virulenza. Stiamo parlando degli anni Ottanta – «gli anni della vera Grande Mutazione» come li ha definiti Goffredo Fofi proprio a proposito di questo romanzo – visti attraverso gli occhi di tre ragazzi che nella Bari dell’epoca vivono, al pari dei loro genitori, una sfavillante modernità promessa via etere, che sta mutando desideri, relazioni e persino l’inconscio dell’Italia di quegli anni. Un romanzo di formazione lungo l’alba della società spettacolarizzata, dove il sottofondo è composto dalle risate-non risate del Drive In e dai discorsi di Gorbacev alla radio che pronuncia alla radio i suoi discorsi “subito dopo il nuovo pezzo dei Righeira”. A ben guardare la liquidità è ancora l’oggetto, ma ad esser cambiato in Lagioia è il punto di osservazione.

Nicola Lagioia
«Riportando tutto a casa»
Einaudi, 288 pagine, 20 euro

[da Carta n°42/2009]

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