Presentat’ arm’. Il cartellone di Teatri di Vetro 2008

Giunto alla sua seconda edizione, il festival diretto da Triangolo Scaleno Teatro si confronta con un panorama in parte trasformato proprio dalla sua stessa comparsa. Se alla sua prima uscita Teatri di Vetro aveva il compito di monitorare il territorio facendo emergere ciò che sembrava più interessante e fecondo, attingendo a un patrimonio sommerso stratificato negli anni, quest’anno le cose sono parzialmente diverse: da un lato la scelta si orienta verso una produzione più recente, che guarda alla passata stagione e ai progetti in fieri delle compagnie del territorio; dall’altro, lo sforzo di creare una stabilità di questa vetrina presuppone un atteggiamento che valorizzi la stessa attività di monitoraggio, inquadrandola in un contesto più ampio. Ecco allora l’apertura del festival a realtà esterne al territorio provinciale, provenienti da altre province e altre regioni – una quota piccola, ma significativa. Ecco, allo stesso tempo, la collaborazione con dinamiche di produzioni indipendenti che stanno animando il panorama artistico della nostra città.

Dopo le incursioni di Les Têtes en l’Air, sodalizio ormai consolidato tra Flora Blasi e Luisa Merloni, le incursioni di danza di Beatrice Megalotti e il «R’umorismo» del Teatrificio Esse, ad aprire il festival, venerdì 23 maggio, saranno proprio le produzioni di ZTL-pro. Risultato del primo esperimento di produzione indipendente sul territorio romano, realizzato dalla rete ZTL (di cui, oltre lo stesso Triangolo Scaleno, fanno parte Angelo Mai, Rialto Santambrogio, Santasangre/Kollatino Underground e Teatro Furio Camillo), il percorso di ZTL-pro – ospitato nella stagione del Palladium – si conclude proprio a Teatri di Vetro con «Stato Secondo» di Habillé d’eau e «La Festa del Paparacchio» di Andrea Cosentino.
Nome tra i più interessanti e rigorosi del teatro fisico, la compagnia di Silvia Rampelli propone il suo ultimo lavoro che si sviluppa lungo “l’asimmetria dell’incompiuto”. Improbabile cabarettista “di ricerca” e anti-narratore, Cosentino invece propone una finta festa popolare (sulla scia delle finte sagre a uso e consumo dei turisti) dove si confronta con una carovana di attori e artisti.
Un altro confronto privilegiato il festival lo ha sviluppato con il Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche «Dante Cappelletti», ospite con delle giornate di promozione. Proprio dalla fucina del premio, che permette di osservare i lavori degli artisti in fase di lavorazione, vengono alcuni spettacoli in rassegna: mercoledì 28, Gigi Borruso presenta il lavoro vincitore dell’edizione 2006 del premio, «Luigi che sempre ti penza», mentre Roberta Sferzi è in scena con «(Studio per) Angelo», vincitore 2007; «Oscar Dolls» di Zeitgeist, vincitore quest’anno per la giuria popolare, è all’interno della vetrina coreografica del 24 maggio.

La danza contemporanea è certamente uno dei linguaggi – o dei mondi – a cui il festival dedica un’attenzione particolare, con due intense vetrine coreografiche che occuperanno interamente le giornate di sabato 24 e giovedì 29. Nella prima, oltre al progetto di Stefano Taiuti, troviamo altre due realtà del magma romano di danzatori butoh: il progetto Giano, sempre molto attento allo spazio e alla dimensione istallativi delle proprie performance, e V.i.t.r.i.o.l. con una performance “alchemica” ispirata alla Porta Magica di Piazza Vittorio, dove spicca il nome di Alessandro Pintus – che sarà presente al festival anche con la sua formazione tradizionale, Non Company, in scena venerdì 30 con «N».
Nella carrellata di sabato c’è poi Maddai, compagnia finalista al premio Equilibrio, con il nuovo progetto «Acerbo», e accanto troviamo l’unico nome internazionale del festival, la berlinese Lotte Rudhart con la sua dedica a Frank Zappa. Espz invece vengono da Milano, e si stanno delineando come una realtà molto promettente nel panorama della danza. E ancora spazio alla performance beckettiana di Armonie e Dissonanze, sul breve testo «Va’ e vieni», e alle «Secrezioni» di Francesca Bonci.
Da Genova viene la compagnia S.A.N., che troviamo in apertura della vetrina di giovedì 29 con una performance di respiro metropolitano, assieme al duo Tessa Cannella e Ilaria Puccianti. A seguire un nome storico, Ketty Russo, accanto ad alcune formazioni che animano da tempo la scena capitolina della danza, seguendo strade anche molto differenti: Kataklisma, Denoma e Adama, che raggruppa tre danzatrici del gruppo Lios – Alessandra Cristiani, Maddalena Gana, Samantha Marenzi – che qui si esibiscono con Ossatura, storica band di improvvisazione, in un incontro corpo-musica secondo la formula cara a Soma, uno degli appuntamenti stagionali più interessanti dedicati al corpo nel panorama romano. Infine, il Teatropersona di Alessandro Serra prosegue la sua indagine sul teatro di figura con «Trattato dei manichini».

Disseminati lungo tutta la programmazione, troviamo alcune tra le proposte più interessanti della stagione appena conclusa, che nel loro passaggio romano hanno trovato attenzione presso gli spazi indipendenti, vista la storica chiusura delle istituzioni teatrali capitoline. È il caso di «Opera» dell’Officina Valdoca di Vincenzo Schino, Conferenza di Roberto Corradino, «(a+b)3» dei Muta Imago e «In punta di piedi» di Biancofango – ai quali si aggiunge l’ultimo lavoro dei padroni di casa, «Un altro Calderón», che il Triangolo Scaleno Teatro ha portato al Vascello. Anche il secondo lavoro da solista di Simone Faloppa, con il Circolo Alekseev, trova nel festival una sponda per contrastare l’inesistente circuitazione capitolina; mentre trova qui il suo primo passaggio “teatrale” (dal punto di vista dello spazio) il nuovo lavoro di Margine Operativo, «Guerriglia Live Show», che ha battuto soprattutto le piazze dei centri sociali, per scelta tematica e di affinità.
Tra le realtà regionali extra romane, con un forte radicamento sul territorio, troviamo la compagnia di danza di Ladispoli Cie Twain, già presente la scorsa edizione, con un tributo al mondo delle bambine; il Teatro Labrys di Frosinone, con il loro Pulcinella contemporaneo alle prese con le vicende camorristiche degli ultimi anni; e la Compagnia Ilaria Drago di Viterbo, con un lavoro attorno al tema dello stupro, che ha vinto il premio Elsa Morante per la letteratura del 2006. A loro si affianca la performer tedesca Katharina Trabert, di recente trapiantata nella provincia di Rieti.
E ancora spazio alla scena nazionale con i bolognesi Sineglossa, con un progetto visivo sostenuto da Palmetta di Terni; mentre URTeatro propongono un Amleto nel dialetto della loro città, Brescia. Sempre da Roma giungono i lavori di Proyecto JDPL, con la loro riflessione sulla carne; la Giovanna d’Arco di Silvia Frasson; l’indagine sull’abitare estemporaneo di Sabrina Broso; la performance “meccanica” di Zddntr – ovvero il progetto di Andreana Notaro e Maria Paola Zedda; la Penelope de IlNaufragarMèDolce; e il barbarico atto nel giardino, tra video, danza e musica, di Lara Martelli e il collettivo B.a.n.g.. Chiude il cerchio di un festival che cerca di proiettarsi oltre la funzione di vetrina, la lettura scenica proposta da Racconti Teatrali, presente anche alla scorsa edizione, dedicata agli scrittori migranti di seconda generazione che scrivono in italiano.

[da Differenza n°21/2008]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...