Lampo di ritorno. Riedizione per Gianmaria Testa

Era il 1999 quando Gian Maria Testa pubblicava «Lampo»,  disco intenso e raffinato, che spazia dalle melodie sospese delle ballate a ritmi più sostenuti, in odor di Sudamerica e di piacevole sconfinamento nel jazz. «Lampo» è il terzo disco del cantautore piemontese, che all’epoca era praticamente sconosciuto in patria, mentre in Francia i suoi primi lavori gli avevano già assicurato un notevole séguito. È prioprio con questo terzo cd che Testa viene finalmente apprezzato anche da noi, divenendo uno dei cantautori più acclamati da critica e pubblico, fino al trionfo, quest’anno, al Premio Tenco. «Lampo», ormai praticamente introvabile, torna in questi giorni nei negozi di dischi per Egea e Carta da Musica, recuperato come già i primi due lavori «Montgolfières» e «Extra-Muros». Canzoni di grande intensità e fascino – come «La tua voce», la bellissima «Gli amanti di Roma», «Biancaluna» dedicata ai suoi figli, o ancora «Comete», scritta quanto il cantautore cuneese faceva ancora il ferroviere, e la sua versione di «Petit Reine» del cantautore francese Arthur H – tornano a farsi amare dal pubblico di Testa, che le riscopre o le apprezza per la prima volta. E a distanza di anni, quello che colpisce è l’autentica luminosità delle sue canzoni, che ne fa già ora dei calssici senza tempo, e fa di Testa uno dei poeti in musica più preziosi dell’odierna canzone d’autore.

[da Carta n°43/2007]

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