La lunga strada di «Avanti pop». Intervista a Andrea Satta

Le targhe assegnate dal Premio Tenco, quest’anno, hanno premiato sicuramente i lavori più incisivi della musica d’autore italiana. Gian Maria Testa, autore di un album particolarmente intenso come «Da questa parte del mare», è stato premiato per il miglior disco; «Rosa resolza», di Andrea Parodi e Elena  Ledda, è stato giudicato miglior album in dialetto, e «Chimera», degli Ardecore, miglior opera prima. Nella sezione interpreti, a vincere è stato «Avanti Pop», dei Têtes de Bois. Un disco importante, oltre che bello, perché fa parte di un progetto che attraversa e fa “parlare” i luoghi del lavoro, le fabbriche, la dimensione umana degli operai che ci hanno lavorato, ciò che molti credono appartenga al passato, e che invece è più presente che mai.
Abbiamo raggiunto telefonicamente Andrea Satta, voce del gruppo, per farci raccontare come prosegue il viaggio, dopo questo importante riconoscimento.

Stavolta siete arrivati in Val di Susa.

Già. Siamo ad Avigliana, di fronte all’entrata del ex Dinamitificio Nobel, una fabbrica che ha funzionato fino a metà degli anni sessanta. Novant’anni di vita, novantuno morti: lavoro e disperazione per tutti, si potrebbe dire. Mezzo Piemonte è venuto qui a lavorare. Durante le guerre i dipendenti della fabbrica divennero migliaia, nella seconda guerra mondiale erano arrivati a cinquemila operai. Perché chi veniva a lavorare in fabbrica poteva non partire per il fronte. C’era la fame che c’era. Le donne stavano in dieci attorno a un tavolo a infilare nei contenitori la nitroglicerina, appoggiandola piano piano perché non scoppiasse. Qui l’acido nitrico e l’acido solforico facevano venire nausee e mal di testa ai dipendenti, con le conseguenze che puoi immaginare. All’inizio si lavorava addirittura senza maschera; con le protezioni le cose migliorarono un poco. Finché a un certo punto, con l’ultimo incidente, si è deciso che questa fabbrica non poteva più stare qui, e hanno spostato tutto quanto a Orbetello. Ma, come dimostrano i fatti di Colleferro, nonostante i provvedimenti le fabbriche esplodono lo stesso, anche oggi.

Ci avete abituato a pensare ad «Avanti Pop» come a un impresa collettiva. Chi vi accompagna in questa tappa?

«Avanti Pop» è un viaggio che cambia forma ogni volta. Stavolta con noi ci sono due attrici piemontesi, Gisella Bein e Silvia Aielli, e Silvio Esposito, che è un artista straordinario, che disegna sulla polvere (non “da sparo”, ovviamente). Poi ci sono Peppe Voltarelli e Moni Ovadia. Nel frattempo è arrivato il Premio Tenco. Abbiamo vinto questa targa Tenco per il disco. Un disco che, come spesso accade per noi, ha dentro un progetto, che è il racconto del viaggio che stiamo facendo. «Avanti Pop», nello specifico, ruota intorno a questo viaggio sui luoghi del lavoro. Nel disco ci sono le cose che stanno succedendo. Altre non ci sono perché non è stato possibile mettercele. Quindi «Avanti Pop» è come una prima puntata di qualcosa che succederà ancora. Non solo tante altre tappe del viaggio, ma anche un dvd di immagini e forse un libro allegato su cui dovremo lavorare più in là.

Come avete accolto la notizia?

Sorpresi, commossi, emozionati, felicissimi. Perché si tratta di un progetto indipendente che non ha nessuna grande industria alle spalle. E per certi versi è un progetto neanche tanto “comodo”. Fa onore alla stampa italiana la scelta di premiare, senza condizionamenti, un progetto di questo tipo.

Come continua il viaggio?

Ci sarà una tappa nel Lazio, a Pomezia, sui pendolari, che è un altro dei nostri temi cari. E poi ci sono tante idee: l’Italcementi di Trento, la Sicilia, la Sardegna… Sicuramente viaggeremo con «Avanti Pop» ancora tutta la stagione prossima.

[da Carta n°37/2007]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...