Quel ludico oggetto del desiderio. Intervista a goldiechiari

Spericolata provocazione della morale pubblica? Post-femminismo dadaista? Zapatismo glamour? C’è un po’ di tutto questo e non solo nel lavoro di goldiechiari, ovvero Sara Goldschmied e Eleonora Chiari, duo artistico attivo tra Roma e Milano dal 1997. Ma nel cortocircuito di simboli sessuali al centro di «Enjoy» – il percorso istallativo proposto al parco di Santarcangelo durante la notte bianca – non c’è l’esposizione pruriginosa o compiacente della sfera erotica e, per antinomia, dei tabù sociali che ancora oggi, nell’anno di grazia 2007, sembra portarsi dietro. Quanto piuttosto una “ars ludica” che vede nell’interrelazione con l’esterno, il pubblico – o il suo simulacro che si riplasma in soggetto – il centro fondante del suo dispiegarsi.
«Enjoy è un progetto che ha radici più ampie – spiega Sara – che gira attorno al tema del desiderio sessuale, strutturandosi in allusioni giocose e non dirette. Il primo allestimento del gonfiabile è stato nel 2006 a Bruxelles, e successivamente a ‘Start’ a Milano, per approdare qui. È un oggetto che, a vederlo, ricorda più un giocattolo – e in effetti lo è, perché si tratta della riproduzione di un giocattolo sessuale».

Dal coinvolgimento non solo “ambientale” del pubblico al dissolvimento del soggetto artistico – in una precedente installazione, che faceva riferimento all’impossibilità di scindere l’atto creativo della coppia, goldiechiari indossavano dei passamontagna colorati: oltre all’eco militante, si esplicitava il fatto che chiunque avrebbe potuto prendere il loro posto – il lavoro di goldiechiari procede lungo una linea che mette in discussione i ruoli di creatore e fruitore, ridefiniti costantemente lungo le dinamiche della performance. Un aspetto che pone la relazione col pubblico al centro del processo artistico, che diviene il vero fulcro attorno a cui ruota il dispiegarsi della simbologia sessuata di «Enjoy» e la sua rifrazione ludica.
La location della notte bianca di Santarcangelo, dunque, non poteva essere un elemento neutro per goldiechiari, che precisano: «Abbiamo creato un contesto apposito per il festival, inserendo l’installazione in un’atmosfera di relax nella quale la gente si sentisse libera di lasciarsi andare, di sedersi sul prato a bere e chiacchierare insieme. L’idea ci è venuta dopo la tappa di Milano. Eravamo al Lambretto, una struttura di archeologia industrale: lì la gente, spinta dalla luce soffusa, si è lasciata andare a effusioni per tutta la sera. La cosa ci ha colpite e ci ha spinto a ritentare, stavolta inserendo la variante del Dj set di Økapi, che ha elaborato la selezione in modo autonomo partendo dal nostro lavoro. Era la prima volta che ci confrontavamo con la musica».

Anche la seconda parte dell’installazione, «The sweetest thing», (la cosa più dolce), è stata ripensata per il festival. I lecca-lecca distribuiti in giro durate la serata riproducono il collo di un utero, anche se non esplicitamente. «A Bruxelles era un calco di resina in cinque copie. Qui abbiamo scelto di farlo di zucchero, per poterlo distribuire e farlo assaggiare». Un invito a condividere l’installazione, ad assumerla dentro di sé e digerirla, sottolineando l’aspetto implicitamente sessuale (e persino cannibalico) di ogni pasto, e della condivisione del cibo in particolare.
Il terzo ed ultimo elemento, la foto «Lotta sommersa» che ritrae le due artiste in un contesto acquatico con il pugno chiuso alzato, non fa parte di «Enjoy» ma risale al 2002. «È uno dei nostri primi lavori – hanno raccontato – in cui un simbolo pubblico viene ricontestualizzato in una dimensione privata. Un cortocircuito tra le due sfere che è una costante del nostro lavoro».

[da Il Corriere di Romagna – speciale Santarcangelo 07]

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