Voce nuda

Lo spettacolo parte con una schiena nuda. Una donna rannicchiata a terra, forse una bambina, il suo rannicchiarsi forse serve a farsi coraggio, forse è in sé un gesto di forza. Una visione che tornerà sul finale, quando la forza è ormai un dato acquisito e il coraggio, ormai è chiaro, è quello di vivere.

«Questa è la mia voce», scritto e diretto da Ludovica Andò, racconta la storia vera di Rosa Balestrieri, cantante e cantastorie siciliana, dalla sua infanzia fino a quando viene “scoperta” la sua voce. Non che fosse una novità, lei canta da che è bambina, canta perché le viene spontaneo, perché l’aiuta a non perdersi. E perdersi è facile nel mondo duro che sta attorno a Licata, dove le mamme si sposano a 14 anni e devono badare, loro bambine, ai bambini che a loro volta hanno fatto. E i padri che si guadagnano da mangiare col sudore della fronte, il suo fa il falegname, non lo comprendono che il canto può essere qualcosa di più che un passatempo, e se qualcuno gli dice “che bella voce tiene sua figlia” lui risponde “io non ho figlie puttane”.

È un mondo che sembra lontano di secoli, quello delle donne del sud raccontate da Ludovica Andò. Costatarne la relativa vicinanza nel tempo e nello spazio è un’operazione difficile, che si scontra con i topoi da racconto verista. Eppure la storia davvero prosegue con un marito ubriacone, che si gioca tutto quello che ha, e che picchia la moglie incinta – incinta perché l’ha violentata e l’ha dovuta sposare – fino a farle perdere il bambino. E quando lei reagirà con una lima, e credendo di averlo ucciso si costituisce, dovrà conoscere il carcere, anche se lui non è morto. E poi via, verso un altro orizzonte, con la figlia, la seconda, al seguito. E l’orizzonte è una grande città, Firenze, che porta con se il bel mondo, gli intellettuali, il teatro, e la possibilità di una rinascita.

La “voce”, nel racconto di Ludovica Andò, diventa strumento di libertà, di riscatto, di orgoglio. Un passaggio scandito, come i momenti della sua vita, dalla vestizione che l’attrice compie in scena: una lunga veste, che da nuda la fa bambina; una gonna la fa signorina; un giacchetto di lana la fa donna. Ma quando trova la forza nella sua voce, allora può tornare a mostrarsi.

«Questa è la mia voce», spettacolo semifinalista all’ultima edizione del premio Dante Cappelletti di Tuttoteatro.com, è tutto nella scoperta/riscoperta della storia di Rosa Balestrieri. La scelta della narrazione, per Ludovica Andò, si ibrida con il monologo tradizionale. Il personaggio in scena è interpretato, ma la sua storia è scandita dai tempi classici del teatro di racconto. Gli accenti, però, vanno a cadere incessantemente sui nodi tragici, e lasciano poco respiro ad una vicenda che rischia in questo modo di avvitarsi in una spirale iper-retorica. E l’eleganza dell’autrice-attrice, il suo quasi danzare nel vestirsi e nello svestirsi nel corso dello spettacolo, rischiano a quel punto di scollare ulteriormente il personaggio dal suo abisso di realtà, l’attrice dall’autrice. Così come la sua voce, al naturale, che nel vasto spazio del Palladium rischia a volte di affogare.

[da Differenza n°1/2007 – speciale Teatri di Vetri]

Annunci

Un pensiero su “Voce nuda”

  1. Hola non ho viso lo spettacolo pero mi piacerebbe se ci sono delle repliche di vederlo già che ho letto di questa cantaistoria quando sono stta in Sicilia e vorrei se ci sono reppliche vederlo spettacolo grazie Esnedy

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...