Gogol bordello e lo scandalo del Corriere

Il magazine del Corriere della sera del 24 agosto riporta un «mea culpa» per aver parlato bene qualche settimana prima di «Gypsy Punks Underdog World Strike» [Side One Dummy] dei Gogol Bordello, band newyorkese capitanata da Eugene Hutz, rom nato a Cernobyl ed emigrato in America. Causa del dietro-front sono le bestemmie in italiano contenute in un brano, «Santa Marinella», sfuggite ad un ascolto un po’ rapido, dopo il decimo brano limitato “all’inizio delle canzoni”. Ai primi secondi, verrebbe da dire, visto che le frasi incriminate appaiono già nel primo minuto, e le bestemmie sono più delle tre citate nell’articolo. Comunque il misto tra musica rom e punk proposto dai Gogol Bordello è un esperimento ardito sì, ma sicuramente riuscito. Da «Immigrant punk» a «Think locally, fuck globally», quello che viene fuori è un cd ben strutturato, a cavallo tra musica balcanica e punk, che pesca a piene mani nel turbofolk. Certo, non tutti saranno disposti a mandare giù qualche bestemmia in nome dell’arte; resta però da capire cosa provochi lo scandalo del recensore del Corriere, che arriva a dire che il punk viene “rovinato” da questo tipo di uscite. Di quale punk parlerà? Forse di quello dei Blink 182…

[da Carta n°31/2006]

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