La scena da leggere

Monica Capuani
Monica Capuani

Scommettere sul teatro. Già questa potrebbe sembrare un’assurdità. Se poi il teatro è quello «scritto» l’assurdità – specie in un paese come l’Italia, ultimamente carente di drammaturghi – potrebbe sembrare doppia. E invece è proprio questo il progetto della neonata casa editrice Reading Theatre e di Monica Capuani, giornalista e traduttrice [di buona parte dei titoli proposti] che ha ideato il progetto. L’idea è quella di puntare su testi che non siano un semplice strumento “tecnico” per la messa in scena, ma che abbiano una forte leggibilità, la possibilità di essere apprezzati anche come opera a se stante.
Un tipo di drammaturgia, quindi, che appartiene più alla  tradizione anglosassone [che Monica Capuani
conosce bene: suo il merito di aver “scoperto” per l’Italia «I monologhi della vagina» di Eve Enselr]. Non a caso i primi titoli prodotti sono due pièces di uno sceneggiatore come John Guare [«Sei gradi di separazione», «Orfani d’Agosto»] e «Sto diventando un uomo» di Claire Dowie, dove la paura di invecchiare delle donne – e di non essere più guardate come tali dagli uomini – è vista attraverso la lente assurda di una metamorfosi transgender spontanea.
«Abbiamo puntato su testi dall’alta valenza narrativa – racconta Capuani – e che raccontano storie che tengono il lettore incollato, che lo avvincono dall’inizio alla fine». Ma il progetto di Reading Theatre non si limita alla pubblicazione di testi; la presentazione dei libri avviene in foma di lettura, dei veri e propri reading che in futuro potrebbero essere raccolti su cd. «È un progetto a cui teniamo molto, perché l’idea sarebbe di lavorare sull’arco completo della vita di un testo: scritto e letto, su carta e su cd, fino possibilmente alla messa in scena. Chiaramente non è un percorso che possiamo seguire noi fino alla fine. Ma già far conoscere testi validi è uno stimolo alla loro realizzazione».
Tra i prossimi titoli in cantiere c’è «Frozen» di Bryony Lavery, che affronta un tema complesso come la pedofilia, ma che – mettendo a confronto la madre di una bimba uccisa, il serial killer e uno psichiatra – è anche una riflessione sul perdono. Non solo autori anglofoni, però: è previsto un testo della scrittrice belga Amélie Notomb. Alla domanda se ci saranno testi di autori italiani, Capuani risponde: «Il problema della drammaturgia in Italia c’è ed è enorme, perché le strutture che dovrebbero farlo non formano nuovi autori. Nonostante ciò qualcosa di interessante c’è, come l’attore e autore Claudio Gioè [vedi l’intervista su Carta 06, ndr] di cui pubblicheremo un monologo ‘Caligola night live».

[da Carta n°07/2006]

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