Un coro per De André. Intervista a Michel Bianco

corou-de-berra-e28093-maschi_femmine_cantantiIl «Corou de Berra» è un coro polifonico nizzardo, che lavora sul recupero della cultura tradizionale. Ora, con il disco «Maschi femmine e cantanti» propongono le canzoni di Fabrizio De André al pubblico d’oltralpe, ed è un grande successo. Ne abbiamo parlato con Michel Bianco, direttore e portavoce.

Da cosa nasce il progetto?

Ho visto De André solo una volta: suonavamo vicini, ma da noi non c’era nessuno, da lui un sacco di gente. Così abbiamo capito chi fosse. Questo molti anni fa. Poi lo conobbi artisticamente con «Creuza de mä», un disco che mi ha emozionato molto.

Com’è nato il Corou de Berra?

Dalla scommessa di far vivere un patrimonio, quello della tradizione musicale delle alpi del sud, della polifonia, che è collegato ai canti gospel di Sardegna. Una ricchezza che rischiava di essere dimenticata: la mondializzazione a volte non lascia spazio alle culture, anche molto antiche.

De André si adatta alla polifonia?

Lavoriamo da molto sul patrimonio locale. Anche De André, e questo ci avvicina a lui. Il dialetto nizzardo fa parte della grande famiglia delle lingue romanze, la stessa della lingua di De André. E poi lavorare su testi di un autore particolare è molto bello, è una cosa che si fa spesso nella nostra tradizione musicale, ma avviene anche nel jazz o nella classica. Non ci sono problemi di adattamento.

Il disco sta andando molto bene…

Sì, sia in Francia che in Spagna. Abbiamo suonato pochi giorni fa a Barcellona, dove il cd è al secondo posto della classifica radiofonica.

De André ha portato Brassens in Italia; voi portate lui in Francia…

È un’idea che mi piace moltissimo, perché spesso i cantautori restano confinati nella lingua che usano. De André amava i cantautori francesi, che per noi sono un monumento; lui ha fatto conoscere Brassens in Italia e noi gli stiamo ricambiando il favore. I cantautori sono una parte importantissima della memoria collettiva. Spesso la gente ha un preconcetto su cosa possa o non possa cantare un coro: ma un coro non è altro che un gruppo di persone che cantano insieme e cercano di farlo in armonia. Questo vuol dire sentire se stesso e sentire gli altri allo stesso momento. Questo vale per la musica, ma anche per la memoria collettiva.

[da Carta n°45/2005]

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