«Cuentos para un invierno largo» di Intimoteatroitinerante

intimoteatro-inviernolargoLa compagnia argentina Intimoteatroitinerante ha appena concluso la settimana di repliche del suo ultimo spettacolo – «Cuentos para un invierno largo» – presso il Rialto Santambrogio di Roma. L’ultima replica italiana della performance c’è stata oggi all’aperto, sul Ponte Sisto, storico ponte pedonale che collega la zona di Trastevere a quella di Campo de’ Fiori. Chi passava poteva chiedere di assistere ad una storia. In tanti hanno chiesto di farlo, nonostante i racconti fossero in spagnolo.
Questi “Racconti per un lungo inverno”, che compongono lo spettacolo, sono cinque storie differenti che narrano di differenti situazioni e personaggi. Scritte da Fernando Rubio – che è anche il regista e l’interprete di uno dei racconti – queste storie hanno in comune il fatto di partire dall’intimità del personaggio per arrivare, come un dardo, dritte all’interiorità di chi le ascolta.
Cinque storie per cinque diversi attori, per cinque diversi spettatori. Raccontate all’interno di una cabina dalle pareti bianche, candide, in grado appena di ospitare un attore e uno spettatore. Cinque cabine identiche per ospitare cinque diversi tipi di intimità, una sensazione che sgorga spontaneamente tra chi racconta la storia e chi la scolta.
Nessuno vede lo stesso spettacolo. E spesso gli spettatori si fermano, alla fine della performance, a scambiarsi le diverse esperienze che hanno vissuto, proseguendo così la catena del racconto. Un esperimento ben riuscito di situazionismo (spesso la performance viene pr ortata in strada senza un appuntamento fisso) che riesce far scaturire da una situazione semplice e apparentemente statica tutta la suggestione che ci si aspetta dal buon teatro che parla i linguaggi della contemporaneità. Quella suggestione in grado di dar vita a qualcosa di inedito, non nel senso riduttivo di “nuovo”, ma nel senso più vasto di un’esperienza non ancora vissuta in quelle coordinate che la performance ci propone, con voce inconfondibile e piena. In “Cuentos para un invierno largo” questa suggestione c’è eccome, e scaturisce dall’incontro inaspettato, dalla vicinanza imprevista del personaggio, che con l’ineludibilità del proprio corpo dà vita al proprio mondo di angosce e sogni.
Dopo l’esperienza italiana, la compagnia argentina proseguirà questa sua mini tournee europea in Spagna, a Madrid, e in Portogallo, nella cornice del festival di Almada, uno degli appuntamenti culturali più importanti dell’estate lusitana.

[visto a Roma, Ponte Sisto, 27 giugno 2004]

[da http://www.carta.org]

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