Le scommesse africane di Lula

Il presidente del Brasile Lula sta compiendo in questi giorni un viaggio che lo porterà in cinque paesi africani. L’obiettivo è rafforzare le relazioni sud-sud e la posizione dello stesso Brasile nei negoziati multilaterali con i paesi più ricchi per le sovvenzioni al settore agricolo. Il presidente brasiliano si trovava il 3 novembre a Luanda, capitale dell’Angola, mentre il giorno precente era a São Tomé e Príncipe, il più piccolo paese africano, che conta un’estensione di mille chilometri quadrati e una popolazione di 176 mila abitanti.

Il viaggio di Lula ha da subito assunto un risvolto sociale, sia perché il Brasile è il secondo paese al mondo con la più alta concentrazione di popolazione nera dopo la Nigeria, sia perché tre dei paesi che il presidente brasiliano visiterà – São Tomé e Príncipe, Mozambico e Angola – sono ex colonie portoghesi. L’arrivo di Lula a São Tomé ha avuto una calda accoglienza da parte della popolazione, che sente una forte sintonia con il Brasile [non c’è solo la vicinanza linguistica a suggellare questa simpatia nei confronti del paese latinoamericano, ma anche il fatto che la tv di São Tomé in larga parte replica programmi brasiliani] e per Lula in particolare, la cui elezione è stata festeggiata anche nelle due isole africane.
A São Tomé Lula ha parlato di lotta alla fame e all’aids, in particolare tramite la produzione autocnona di farmaci. Tuttavia la delegazione brasiliana, composta da diversi assessori alle politiche sociali, ma anche da imprenditori, intende studiare anche le possibilità di investimento nei paesi africani. La Namibia e l’Africa del sud – gli altri due paesi che visiterà Lula – assieme alle ex colonie portoghesi sono considerati dalla diplomazia brasiliana di “interesse geostrategico permanente”. Lo stesso ministro degli esteri Celso Amorim, ha sottolineato l’urgenza di questa riscoperta dell’Africa da parte del Brasile. In Mozambico, ad esempio, la delegazione tenterà di attivare scambi commerciali e alcuni progetti per l’estrazione del carbone, ma anche l’allestimento di un piano di ristrutturazione delle rete ferroviaria e delle strutture portuali. In Angola invece Lula firmerà un protocollo di cooperazione tecnica nel settore petrolifero. Ma l’aspetto più rilevante degli accordi riguarda i progetti di cooperazione che comprenderanno aiuti in materia di salute [lotta all’aids e alla malaria] e nei settori dello sviluppo agricolo e dell’educazione.
Sono in molti a guardare a questi accordi come a una speranza affinché – come è già accaduto a Cancún – i paesi del sud del mondo gettino le basi per una cooperazione che tracci una strada alternativa a quella imposta dai paesi più ricchi. Per questo ci si augura che questo viaggio del presidente Brasiliano non si chiuda soltanto con un pacchetto di accordo commerciali, ma getti le basi per un reale programma di cooperazione. Un’altra scommessa che Lula non può permettersi di perdere.

[da http://www.carta.org]

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