Archivi delle etichette: Teatro Valle

Portare la crisi in scena. Una conversazione con Fausto Paravidino

“Crisi” è una delle parole più frequentate dalla politica e dall’arte nell’ultimo quinquennio. E anche se a tutti noi è chiaro il contorno di questa parola, le sue coordinate economiche e i suoi effetti possibili sul futuro, quello che ancora è immerso nella nebbia è la sua sostanza, il modo cioè in cui i numeri della crisi si traducono nell’incandescente materia della vita, né intaccano le abitudini e le sicurezze e a poco a poco trasformano le relazioni, gli affetti, le dinamiche sociali e lavorative. Per questo Fausto Paravidino ha scelto di partire da questa parola per avviare il suo laboratorio di drammaturgia, che si sta tenendo in più fasi al Teatro Valle Occupato nel corso di questa stagione.

«Abbiamo scelto di partire dalla ‘Crisi’ perché ci sembrava un tema unificante – spiega Paravidino – Per due motivi: da un lato è un tema all’interno del quale tutti quanti si possono riconoscere, perché è quello che stiamo vivendo tutti. Dall’altro parlare di crisi significa parlare di teatro: una commedia inizia quando un ordine entra in crisi». Leggi il resto dell’articolo

Il Teatro Valle non va in vacanza. Il nuovo anno ha cinque stagioni

È un programma “debordante” quello che il Teatro Valle Occupato ha realizzato per la prossima stagione e che è stato presentato oggi nello spazio del teatro. Talmente debordante che realizza eventi per cinque stagioni: “Estate, autunno, inverno, primavera… e ancora estate”, questo è il titolo del progetto. In effetti, paragonato alle stagioni ufficiali sempre più compresse, questa del Valle Occupato sembra non avere fine: partirà già il 20 luglio e arriverà fino alla prossima estate, coinvolgendo alcuni degli artisti più interessanti della scena contemporanea e non.

Sono tre le aree tematiche proposte dal valle. “Scritture”, la prima, comprende un laboratorio di scrittura con Fausto Paravidino che parte il 20 luglio, incentrato su un tema piuttosto attuale: la crisi. I Motus proporranno “W. 3 atti pubblici (After the creative residence)”, residenza creativa incentrata sul tema del futuro incerto. Continua anche il progetto Drammaturgie Nascoste, bando aperto per le nuove scritture professionali ed esordienti. Il progetto “Cavie”, invece, si propone di esplorare le potenzialità di un genere che è stato negli anni un po’ svuotato dalle dinamiche commerciali e che invece in Italia vanta una ricca tradizione: la commedia.

Leggi il resto dell’articolo

Valle, un anno di lotta contro la politica delle élite

L’occupazione del Teatro Valle compie un anno. Il 14 giugno del 2011 partiva una protesta di tre giorni che sarebbe diventata permanente, dando vita ad un esperimento anomalo non solo per il mondo dello spettacolo, ma anche per lo stesso mondo delle occupazioni. Nel corso di questi dodici mesi il Valle occupato ha ottenuto riconoscimenti, sostegno, attestati di stima e ha cercato di elaborare due grandi progetti per lo storico teatro romano, entrambi per ora incompiuti: varare un centro nazionale di drammaturgia, istituire una Fondazione Valle Bene Comune per gestire lo spazio secondo formule partecipative ancora tutte da scrivere. Leggi il resto dell’articolo

Apre la Biennale teatro: Ostermeier e Rimini Protokoll dedicano i premi al Valle e al Marinoni occupati

Il 41 festival internazionale del teatro della Biennale di Venezia ha aperto i battenti lunedì 10 ottobre con la premiazione di due importanti realtà artistiche. Thomas Ostermeier, direttore del teatro Shaubhüne di Berlino, e il gruppo teatrale Rimini Protokoll (sempre dalla capitale tedesca) sono stati i premiati di questa  edizione, rispettivamente leone d’oro alla carriera e leone d’argento. Tra il parterre, pieno di artisti e operatori italiani, accorsi a vedere la premiazione di uno dei registi più importanti d’Europa, serpeggiava un certo imbarazzo misto a ironia pensando alla situazione italiana: Ostermeier, infatti, è nato nel 1968 e per un italiano vedere un quarantenne che riceve un premio “alla carriera” è qualcosa che suona strano. Una palla al balzo colta dallo stesso Ostermeier, che ha iniziato a dirigere la Shaubhüne a trent’anni. Nel suo discorso il regista tedesco ha bacchettato le istituzioni, in particolare quelle italiane, affermando che devono aprirsi all’esterno e finanziare i giovani talenti, anche se hanno solo vent’anni. “Anche se non sono vecchio la mia carriera di direttore si è protratta per più di un decennio, grazie al fatto che qualcuno ha deciso che potevo dirigere un teatro”. Leggi il resto dell’articolo

Rodotà al Valle occupato: “Cultura bene comune? Dipende da noi”

Nella seconda parte degli Stati Generali della Cultura indetti dal Teatro Valle Occupato, l’intervento di punta è stato quello di Stefano Rodotà, giurista ed ex presidente dell’Autorità garante per la privacy. La sua riflessione si rivolgeva a uno dei nodi centrali dell’occupazione del Valle, l’idea di cercare di stabilire giuridicamente lo status di “bene comune” per la cultura e per i luoghi dove essa si svolge. Va ricordato, infatti, che l’occupazione del Valle è avvenuta a ridosso del referendum per l’acqua pubblica, i cui promotori avevano invocato questo concetto giuridico – piuttosto recente – per una risorsa primaria come l’acqua. E fin qui la cosa è parsa chiara a tutti, persino ovvia, e il referendum ha vinto con oltre il 95% dei consensi. Ma la cultura? Può davvero essere equiparata a una sostanza primaria come l’acqua? Leggi il resto dell’articolo

Al Valle gli stati generali della cultura

Non solo arte al Valle Occupato. Questo raccontano gli “stati generali della cultura”, titolo dell’incontro pubblico di questo venerdì 30 settembre, che vede teatranti, cineasti, scrittori, ma anche ricercatori, precari, tecnici e studenti, ragionare insieme sullo stato in cui versa il settore della conoscenza nel nostro paese. Perché la crisi che interessa questo settore è specchio di una più profonda crisi di identità e di governance del nostro paese. Non si è parlato, perciò, di teatri che chiudono, ma di un’economia pubblica ostaggio dei diktat della finanzia mondiale, che rende la sovranità del parlamento in materia economia del tutto velleitaria. E, a ricasco, di una politica culturale che non esiste. Leggi il resto dell’articolo

Valle Occupato e Sale Dox occupano il Teatro Marinoni a Venezia

Dal centro di Roma al cuore di Venezia. Questa mattina gli occupanti del Teatro Valle hanno occupato il Teatro Marinoni, una sala in abbandono da molti anni che si trova in area Ospedale al Mare, nel lido di Venezia. Proprio mentre è in corso la Mostra del Cinema, che vede convergere nella città lagunare artisti da tutto il mondo. Assieme a quelli del Valle c’erano anche i ragazzi del S.a.l.e. Dox, spazio veneziano autogestito da artisti e studenti che si occupa di arte contemporanea e teatro, allestendo una programmazione alternativa a quella patinata e altisonante a cui è abituata Venezia. Insieme hanno dato vita a un’azione che rende davvero “virale” l’esperienza del Valle Occupato. Leggi il resto dell’articolo

Visto dal Brasile – Artisti italiani occupano il Teatro Valle contro la privatizzazione

Dal 14 giugno scorso il Teatro Valle di Roma è occupato da un folto gruppo di lavoratori dello spettacolo, attori e tecnici. Un’azione che ha coinvolto un flusso vastissimo di persone che da ormai due mesi partecipano alle assemblee cittadine che si svolgono di giorno e alle maratone artistiche che si tengono la notte, dove si alternano a sostegno del teatro occupato i nomi più importanti dell’arte e della cultura: dallo scrittore Andrea Camilleri al regista Nanni Moretti, dal comico Roberto Benigni a un maestro della canzone d’autore come Franco Battiato e ai cantanti pop come Jovanotti. Artisti più giovani – come Elio Germanio, miglior attore 2010 a Cannes – partecipano attivamente all’occupazione, dormendo nei palchetti del teatro. Assemblee e maratone artistiche, a cui si accede gratuitamente, si riempiono ogni giorno di una grande quantità di gente, e così questa sala teatrale si è trasformata nell’epicentro di una protesta nazionale contro i tagli alla cultura e all’impoverimento culturale dell’Italia, un paese che vanta grandi tradizioni anche recenti, ma che oggi appare fiaccato da venti anni di berlusconismo e da trent’anni di cultura commerciale e televisiva che lo ha accompagnato.
Leggi il resto dell’articolo

Teatro Valle, cronaca di un’occupazione

The place to be. A pochi giorni dall’occupazione del Teatro Valle, avvenuta il 14 giugno allo scoccare dell’ultima stagione firmata dal soppresso Ente Teatrale Italiano, lo storico teatro romano è diventato immediatamente “il posto dove andare”. Almeno per una sera. Artisti di ogni caratura e fama hanno prestato voce, parole, indignazione per quella che a molti di loro sembra la fatidica goccia che fa traboccare il vaso dei tagli alla cultura. Ne è nata così una grande baraonda dove sono passati Andrea Camilleri e Franca Valeri, Ettore Scola e Fabrizio Gifuni, Nanni Moretti e Moni Ovadia, Isabella Ferrari e Alessandro Bergonzoni, mentre Franco Battiato e Bernardo Bertolucci hanno parlato in collegamento telefonico. Questo per citare solo alcuni dei tantissimi nomi che hanno aderito all’iniziativa delle Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo. Una girandola che ha portato la protesta del Valle sotto gli occhi dei media, fino a farla rimbalzare addirittura sul New York Times, ma ha prodotto anche una grande confusione di piani. Leggi il resto dell’articolo

Lotte spettacolari. Il Teatro Valle occupato e gli artisti disoccupati

Possibile che abbiano occupato il Valle, un teatro all’italiana pieno di velluti, una sala del Settecento, la più antica di Roma? La notizia dell’occupazione dello scorso 14 giugno ha colto di sorpresa molti, ma non tutti. Chi conosce il mondo degli artisti di teatro – e non solo – sa che ormai la misura è colma. Quello che si temeva accadesse è accaduto: i soldi non ci sono più, i festival e gli spazi indipendenti chiudono i battenti, i teatri pubblici e i grandi teatri privati restano un luogo inaccessibile per i nuovi linguaggi a meno che non si tratti di un nome famoso. Di conseguenza anche la professionalità va in crisi: o sei dentro un circuito e segui le sue logiche, oppure ti devi arrangiare. Magari facendo un altro lavoro. Una battuta frequente tra gli artisti recita così: “Quando ti chiedono che lavoro fai e tu dici l’attore, ti rispondono: sì, ma cosa fai per vivere?”. Ecco, la dignità del lavoro artistico in Italia non esiste. L’artista è uno che segue una passione, un hobby. Se ha i soldi per mantenersi bene, sennò deve fare altro. Leggi il resto dell’articolo

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 39 follower