Archivi delle etichette: Teatro di Roma

Teatro India, presentata la stagione 2011/2012

Il direttore del Teatro di Roma Gabriele Lavia e il presidente Franco Scaglia hanno presentato ieri la stagione del Teatro India, con una conferenza stampa che si è svolta nell’ambito di Short Theatre, la manifestazione diretta da Fabrizio Arcuri che ha di fatto già aperto il teatro a un flusso di spettacoli e di pubblico davvero corposo. Non meno corposo è il programma di quella che è considerata la sala della contemporaneità e del teatro più legato ai linguaggi del presente – sicuramente quello più amato da una grossa fetta di artisti, come ha rimarcato lo stesso Lavia. Si tratta infatti di un cartellone che da settembre a luglio ospiterà 35 spettacoli, al quale si aggiunge il festival già in corso. Inutile elencarli tutti – il programma è disponibile per interso sul sito www.teatrodiroma.net – ma proviamo a proporvi un percorso.
La prossima settimana, dal 21 settembre al 2 ottobre, sarà in scena «Il castello» di Giorgio Barberio Corsetti, adattamento del celebre romanzo di Kafka da parte di uno dei più noti registi delle “visione” dela nostra scena. Dall’11 al 16 ottobre India si aprirà alla scena internazionale con Le vie dei festival, la manifestazione che porta a Roma in rassegna il meglio dei festival estivi. Lo stesso Lavia sarà poi protagonista con il nuovo allestimento di un suo vecchio lavoro, «I masnadieri» di Schiller, dal 24 ottobre al 27 novembre.
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Short Theatre, due settimane di ricerca tra il Macro e l’India

Due settimane di programmazione che mette insieme i nomi più interessanti di almeno tre generazioni del teatro di ricerca italiano e non solo. È Short Theatre, manifestazione curata da Area 06 e diretta da Fabrizio Arcuri, regista dell’Accademia degli Artefatti, giunta alla sua sesta edizione. Anche quest’anno la location del festival è doppia: l’apertura è al Macro di Testaccio, dal 5 al 7 settembre, per poi proseguire dall’8 al 18 al Teatro India, sede storica della manifestazione.
Per capire la cifra del festival, plurale nei linguaggi ma fortemente incentrata sulla contemporaneità, basta dare uno sguardo al programma. Al Macro passerà la danza della compagnia di Roberto Castello, il teatro di Eleonora Danco, la performatività dei Kinkaleri e gli stessi Artefatti, in scena con la conferenza spettacolo su «One Day», il progetto di spettacolo di 24 ore che doveva debuttare nel 2008 ma che non ha mai visto la luce a causa del fragile sistema produttivo italiano.
E poi all’India sarà la volta di Teatro Sotterraneo, Cosmesi, Daniele Timpano, Collettivo Cinetico – per citare la nuova generazione – ma anche delle formazioni di danza come MK e Virgilio Sieni, e nomi come Roberto Latini, Fanny Alexander, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini presenteranno i loro nuovi lavori. Leggi il resto dell’articolo

Periferie, va in scena l’incertezza. Il destino dei teatri di cintura di Roma

A estate inoltrata, quando solitamente le stagioni dei teatri pubblici sono completate da un pezzo, sui teatri di cintura regna l’incertezza. A luglio l’assessore alla cultura della Provincia di Roma Cecilia d’Elia ha inviato una lettera ai suoi omologhi di Comune e Regione per capire cosa accadrà allo scadere della convenzione triennale con cui i tre enti finanziano il progetto della cintura, che scade nel 2011. Al Comune, tuttavia, regna l’attendismo, con gravi ripercussioni sulla programmazione degli spazi.
La cintura dei teatri metropolitani, affidata al Teatro di Roma, comprende il Teatro di Tor Bella Monaca, il Teatro del Quarticciolo e il Teatro del Lido, quest’ultimo mai ufficialmente integrato nel progetto a causa del mancato trasferimento allo stabile cittadino. Alemanno, al suo insediamento, polemizzò con Veltroni sulla gestione del teatro di Ostia, affidato originariamente a Palaexpò. Di fatto, però, lo spazio è chiuso dall’inizio del suo mandato, cioè dal giugno del 2008. Le associazioni che lo hanno fondato, occupando lo stabile, lo hanno rioccupato dal febbraio del 2010 in attesa che qualcosa si sblocchi e il personale del teatro venga riassunto. Ma nulla si è mosso. Leggi il resto dell’articolo

Lavia contestato al Valle occupato

Ieri sera al Teatro Valle occupato c’era anche Gabriele Lavia, direttore artistico del Teatro di Roma. Una presenza che ha suscitato diverse reazioni tra i presenti in sala. Invitato a parlare, Lavia è stato contestato per non essersi fatto vivo prima dell’ottavo giorno di occupazione. Il regista, che fino al giorno prima si trovava a Milano per un debutto alla Scala, ha esordito dicendo che l’occupazione del Valle è tra le cose più importanti che stanno accadendo oggi nel teatro, ma dopo la contestazione il dialogo con la platea del Valle occupato ha preso un’altra piega. O meglio, un vicolo cieco, che si è in parte risolto con la richiesta di un incontro per approfondire le questioni sollevate dagli occupanti – disponibilità al dialogo da parte dei direttori artistici degli stabili pubblici, trasparenza, il tema degli scambi, solo per citarne alcuni – richiesta a cui il direttore del Teatro di Roma dovrà rispondere nei prossimi giorni. Leggi il resto dell’articolo

Roma e il teatro nazionale

L’ambizione del Teatro di Roma è quello di diventare il luogo di un rinnovato Teatro Nazionale secondo il suo neodirettore, Gabriele Lavia. Per centrare questo obiettivo Lavia propone al Teatro Argentina una programmazione che intreccia tre linee diverse che attingono a tre diversi mondi del teatro. La prima guarda al mondo dei teatri stabili, con lo stesso Lavia, Luca Ronconi e Glauco Mauri alle prese rispettivamente con Pirandello, Ibsen – sarà in scena Mariangela Melato – e un testo del drammaturgo russo Leonid Andreev assai poco battuto dalle scene nostrane, «Quello che prende gli schiaffi». La seconda linea è dedicata a quegli artisti che si muovono tra teatro e cinema, con il conseguente patrimonio di visibilità, con le letture napoletane di Toni Servillo e soprattutto un interessante incursione nel teatro del regista Marco Tullio Giordana che porta in scena per la prima volta in Italia «The Coast of Utopia» di Tom Stoppard, trilogia sul secondo ottocento russo. La terza linea – a cui si connette idealmente un maestro della scena come Peter Brook, che porterà la sua versione del Flauto magico di Mozart nell’ambito di una collaborazione col Roameuropa Festival – segue il tracciato della cosiddetta scena contemporanea. Leggi il resto dell’articolo

Di chi è il teatro?

Questa settimana volevamo raccontarvi “Il popolo ha fame? Diamogli le brioche” di e con Filippo Timi, una rivisitazione dell’Amleto che il talentuoso attore e scrittore sta portando in scena con successo. Ma non è stato possibile accedere al Teatro India, perché il Cda del Teatro di Roma ha deliberato la sospensione degli accrediti per giornalisti e operatori del settore, gettando lo stabile della Capitale in un isolamento totale e cieco, che taglia i ponti con la comunità artistica ed intellettuale romana, che dovrebbe avere quel luogo come punto di riferimento (anche se da tempo non è più così), e con quella nazionale. Leggi il resto dell’articolo

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