Archivi delle etichette: Massimiliano Civica
Soprattutto l’anguria. Civica mette in scena Pirozzi
Eravamo abituati alle regie in sottrazione, eppure precise e illuminanti, di Massimiliano Civica. Un approccio che, andando a eviscerare i contenuti profondi delle parole è riuscito, nel caso di classici shakespeariani come “Il mercante di Venezia”, a ripulire il testo dalle polveri del tempo (e della recitazione classica) e metterlo sotto una nuova luce. La domanda che però nasceva di seguito è: come funzionerebbe tutto questo con un testo contemporaneo? La risposta ce la fornisce Soprattutto l’anguria, una drammaturgia di Armando Pirozzi messa in scena da Civica al Teatro Argentina, per il Romaeuropa festival. Ed è una risposta di grande livello artistico. Leggi il resto dell’articolo
Fahrenheit – Radio 3 :: Tutto Esaurito!
Conversazione con ERMANNA MONTANARI, ENRICO CASTELLANI, MASSIMILIANO CIVICA per il mese del teatro di Radio 3
Da oggi, a Radio 3, comincia «Tutto Esaurito!», un mese di programmazione dedicata al teatro con serate in diretta, spettacoli delle ultime stagioni appositamente registrati, preziosi frammenti di archivio, repertorio, radiodrammi originali e voci con interviste e commenti dei protagonisti del palcoscenico. E’ l’occasione per Fahrenheit di soffermarsi sulla nuova drammaturgia italiana su quella scrittura contemporanea, che indaga su tematiche relative al nostro tempo, mettendone in luce le tensioni, le contraddizioni, le fratture sociali, e umane, i tanti disagi del nostro mondo e della nostra civiltà. Con Ermanna Montanari, autrice, attrice e scenografa che nel 1983 insieme a Marco Martinelli, Luigi Dadina e Marcella Nonni, ha fondato il Teatro delle Albe, con Enrico Castellani, drammaturgo e direttore di Babilonia Teatri, e con Massimiliano Civica regista, dal 2007 direttore Artistico del Teatro della Tosse di Genova. Leggi il resto dell’articolo
Le armi di pezza del teatro. «Seppure voleste colpire» di Roberto Latini
Libertà di dilatare il tempo e lo spazio del teatro oltre il teatro. O meglio, oltre lo spettacolo: spezzando la sua articolazione chiusa, la sua grammatica coerente, per recuperare la dimensione teatrale all’incontro. Incontro dell’inatteso, incontro tra gli artisti, incontro col pubblico. C’è tutto questo in «Seppure voleste colpire», programma di battaglie per la resistenza teatrale ideato da Roberto Latini, in scena al Teatro Argot fino al 14 ottobre. Latini lo definisce un “sit-in artistico, e quindi politico e culturale”. La definizione è calzante a ciò che avviene in scena: un gruppo di artisti invitati (musicisti teatranti e registi) si alternano in brevi presentazioni di qualcosa, sia esso già un oggetto scenico o una semplice conversazione, nello spazio candido delimitato da un linoleum bianco, dove il sipario è in fondo – a voler simboleggiare che anche noi del pubblico, disposti a semicerchio, siamo “al di qua” della scena.
Il teatro è un atto di magia. Massimiliano Civica mette in scena Armando Pirozzi
Uno degli eventi di punta dell’apertura della nuova stagione è certamente “Soprattutto l’anguria”, un testo di Armando Pirozzi che va in scena al Teatro Argentina per la regia di Massimiliano Civica. Parliamo di “evento” non tanto per il suo valore mondano, quanto perché si tratta di un’operazione insolita, ma importante: due grandi soggetti teatrali – Il Teatro di Roma e il Romaeuropa Festival – si coordinano per sostenere uno spettacolo di drammaturgia contemporanea italiana. “Soprattutto l’anguria” è infatti un lavoro inedito, per quanto finalista al Premio Riccione, scritto da un giovane drammaturgo ancora sconosciuto al grande pubblico. E questo tipo di spettacolo non ha molta cittadinanza nei palcoscenici di grande caratura dell’odierna Italia teatrale. Come mai? Perché troppo spesso viviamo nell’illusione che solo il repertorio e la tradizione (o, in mancanza, il grande nome) siano in grado di solleticare l’attenzione del grande pubblico – una convinzione insipida, che di solito ne nasconde una più pericolosa, quella cioè che il teatro non sia più in grado di parlare del presente.
Una scuola senza scuola. L’intuizione di Nico Garrone
Tre anni fa, nel febbraio del 2009, se ne andava Nico Garrone, critico del quotidiano La Repubblica e attento interprete e conoscitore della scena teatrale contemporanea già a partire dagli anni delle cosiddette “cantine”, di cui fu privilegiato testimone anche grazie ai suoi preziosi video-appunti e documentari che meglio di tanti saggi sono stati in grado di raccontare quella stagione. Poco prima di ammalarsi Garrone, a quasi settant’anni di età, era ancora uno dei critici più attenti e curiosi del panorama capitolino e nazionale, ed era facile incontrarlo nelle sale off come quella del Rialto Santambrogio – che all’epoca dirigevo – con la telecamera in mano, inseguendo il progetto di raccontare quella stagione che si stava condensando nel primo decennio degli anni Duemila, o anni Zero, fatta di nuovi luoghi e nuovi artisti. Non ce ne fu il tempo. Ciò nonostante, dalle pagine del quotidiano Off con cui aveva iniziato a collaborare, Garrone tracciò le linee di una compagine di artisti che secondo lui avevano qualcosa in comune, qualcosa che stava creando uno scarto rispetto alla precedente generazione dei Teatri 90 – così battezzati dal nome di una fortunata rassegna milanese – orientati all’ibridazione dei linguaggi artistici e una deriva estetica fortemente visionaria. Quella che lui chiamò la “non-scuola romana”, invece, era caratterizzata da mezzi poveri, scenografie scarsamente estetizzanti, e da un recupero della teatralità in una chiave imprevista. Leggi il resto dell’articolo
Teatro Valle, cronaca di un’occupazione
The place to be. A pochi giorni dall’occupazione del Teatro Valle, avvenuta il 14 giugno allo scoccare dell’ultima stagione firmata dal soppresso Ente Teatrale Italiano, lo storico teatro romano è diventato immediatamente “il posto dove andare”. Almeno per una sera. Artisti di ogni caratura e fama hanno prestato voce, parole, indignazione per quella che a molti di loro sembra la fatidica goccia che fa traboccare il vaso dei tagli alla cultura. Ne è nata così una grande baraonda dove sono passati Andrea Camilleri e Franca Valeri, Ettore Scola e Fabrizio Gifuni, Nanni Moretti e Moni Ovadia, Isabella Ferrari e Alessandro Bergonzoni, mentre Franco Battiato e Bernardo Bertolucci hanno parlato in collegamento telefonico. Questo per citare solo alcuni dei tantissimi nomi che hanno aderito all’iniziativa delle Lavoratrici e lavoratori dello spettacolo. Una girandola che ha portato la protesta del Valle sotto gli occhi dei media, fino a farla rimbalzare addirittura sul New York Times, ma ha prodotto anche una grande confusione di piani. Leggi il resto dell’articolo
Meister Eckhart e la modernità del furore. L’ultimo lavoro di Massimiliano Civica
È un tentativo ambizioso, quello di Massimiliano Civica, di mettere in scena le parole di Meister Eckhart, predicatore domenicano vissuto tra la seconda metà del Duecento e la prima metà del Trecento, la cui impostazione teologica influenzò profondamente il medioevo tedesco. Eppure, come sempre accade nel teatro di questo regista, è la semplicità la chiave di volta per rendere la complessità e dare vita uno spettacolo la cui gittata stia alla pari con quella della sua ambizione.
«Attraverso il furore», che ha debuttato al festival Inequilibrio di Castiglioncello, è da questo punto di vista un bell’esempio di senso della misura che esalta l’idea iniziale che l’ha ispirato – l’esatto contrario di quanto avviene solitamente nel teatro di regia italiano. Leggi il resto dell’articolo
Massimiliano Civica a Inequilibrio, tra Eckhart e la scena romana. Un’intervista
Inequilibrio, il festival di Castiglioncello giunto alla sedicesima edizione, presenta quest’anno uno dei programmi più belli delle piazze teatrali festivaliere. Dal 1° al 10 luglio si alterneranno diversi tra i nomi più interessanti della scena di ricerca e non solo, un ensamble davvero notevole per numeri e qualità. In questa folta schiera spiccano diversi nomi della scena romana: Andrea Nanni, neo direttore, rinnova così la tradizionale attenzione che questo festival ha da tempo per i fermenti che nascono nella Capitale. Lucia Calamaro, Veronica Cruciani, Lisa Natoli, Mk portano qui i debutti o le prime tappe dei loro nuovi spettacoli, in qualche caso coprodotti dallo stesso festival. C’è anche Massimiliano Civica, regista vincitore di prestigiosi riconoscimenti come il premio Ubu e il premio Hystrio, che aprirà il festival con «Attraverso il furore», un lavoro che parte dai sermoni di Meister Eckhart, predicatore domenicano vissuto tra la seconda metà del Duecento e la prima metà del Trecento, la cui impostazione teologica influenzò profondamente il medioevo tedesco. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare il suo nuovo lavoro e per approfondire lo stato di salute della scena teatrale capitolina.
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Dentro il “Sogno” di Massimiliano Civica
Shakespeare in teatro è allo stesso tempo un mostro sacro e una zona franca. Proprio perché universalmente noto, rappresentato e osannato, le sue opere sono spesso il terreno dove registi e attori – affrancati dal confronto con l’autoralità, perché tanto più gigante è il nome dell’autore e tanto più la sua statura può renderlo di fatto invisibile, poiché incontestabile – possono fare il bello e il cattivo tempo. Per questo l’operazione di Massimiliano Civica, che ha ritradotto il «Sogno di una notte di mezza estate» basandosi sulla versione più tarda – quella del 1623, cioè la meno letteraria, probabilmente modificata dopo anni di confronto con il pubblico – è qualcosa di inedito e salutare nel panorama nostrano, in grado di smarcarsi da una visione esclusivamente letteraria del drammaturgo inglese, ma senza ricorrere ad artificiose attualizzazioni. Anzi, la lettura rigorosa che ne fa il regista reatino – come già nel «Mercante di Venezia» – ci ricorda che l’universalità del genio poetico (vale per Shakespeare ma potremmo dire la stessa cosa per altri grandi del passato) risulta molto più comprensibile quando viene colto nel suo contesto, nel rapporto con la sua contemporaneità. Leggi il resto dell’articolo














