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Il teatro italiano trova il suo capolavoro. Tre Premi Ubu a Lucia Calamaro
I presupposti c’erano tutti. Ritorno alla parola, artigianalità della scenografia, perfino la scelta di toccare un argomento che sui palchi contemporanei è più che tabù: la psicologia e addirittura la psicanalisi. Insomma, il teatro di Lucia Calamaro ce le aveva tutte, ma proprio tutte per essere considerato un oggetto fuori tempo massimo. E invece si è attestato, e giustamente, come una delle realtà più interessanti della scena teatrale contemporanea. Sancito qualche giorno fa con l’assegnazione di ben tre Premi Ubu, il riconoscimento più prestigioso del teatro italiano: miglior novità drammaturgica alla stessa Calamaro per la quadrilogia «L’Origine del mondo. Ritratto di un interno»; miglior attrice protagonista a Daria Deflorian (anche per lo spettacolo «Reality») e miglior attrice non protagonista a Federica Santoro. Un en plein, quindi, e per nulla scontato: perché Lucia Calamaro proviene da quel circuito di compagnie indipendenti romane che per anni hanno provato in sale occupate, senza altro sostegno se non quello della rete di artisti che ruota attorno al mondo del cosiddetto teatro di innovazione.
DDB 33 – Giorno 10: “Diario del Tempo” e “Non qui non ora”
Anche le performance estemporanee, fuori programma, trovano spazio nella fitta programmazione di «Perdutamente». Forse prendendo spunto da Andrea Cosentino, autore di una performance parassita con un Artaud accattone ai margini delle strade dei festival, Marco Ceccotti e Francesco Picciotti, con Dario Aggioli come guest – tutti e tre con Cosentino hanno collaborato – si sono ritagliati dieci minuti di performance nel foyer. Nessuno li aveva invitati, né Lavia (il loro nome non spicca tra le 18 compagnie) né gli artisti della Factory. Ma tutto ha seguito comunque il suo corso. La performance “Il paradosso dell’attore 2000″ consisteva in un piccolo servizio a pagamento: Dario Aggioli si è reso disponibile a prendere schiaffi dal pubblico a pagamento: fino a 2 euro per un buffetto, 4 per uno schiaffo serio, 8 con maggior veemenza, 10 un pestaggio in piena regola. Risa, diffidenza, curiosità: il primo a buttarsi con energia è una vecchia conoscenza del teatro di innovazione, Simone Carella. Altri seguono, tra l’incredulo e il divertito. Qualche soldo tintinna nelle casse da artisti di strada di Ceccotti, Picciotti e Aggioli. Poi le porte delle sale si schiudono e Perdutamente riprende il suo corso. Leggi il resto dell’articolo
DDB 31 – Giorno 8: “Bagni Rossi”, “Level” e premi Ubu
Un fuori-programma molto divertente ha caratterizzato l’esordio dell’ottava giornata di Perdutamente. Giusto alla fine del ritratto di Veronica Cruciani che l’Accademia degli Artefatti ha allestito per il progetto Nollywood. Prima che la sala si svuotasse, una coda inaspettata ha collegato idealmente Roma e il Teatro India con Milano e il Piccolo Teatro – dove in quello stesso momento venivano presentati e assegnati i Premi Ubu. Si illuminano gli schermi (a Roma) e compare la scritta: Federica Santoro, Premio Ubu 2012 come miglio attrice non-protagonista. Fabrizio Arcuri, ancora rigorosamente in tenuta da riot-clown, felpa cappuccio e naso tondo, fa salire sul palco Federica per premiarla simbolicamente. Già, perché poco dopo va in scena «Divertimento», uno spettacolo per il quale Sebi Tramontana si è spostato dalla Sicilia e che era impossibile far slittare nel calendario. Così Federica Santoro è rimasta a Roma nel “presidio” di Perdutamente, al seguito del suo lavoro e degli artisti coinvolti, rinunciando alla “gloria” della passerella Milanese. E Roma, a suo modo, l’ha compensata festeggiandola in modo alternativo. Leggi il resto dell’articolo
DDB 29 – Giorno 6: “Moby Dick” e “Seppur voleste colpire”
10. Moby Dick (Teatro delle Apparizioni)
Una narrazione che si espande come un flusso d’acqua, come una corrente marina che prende forma grazie al racconto, alla recitazione, ma anche grazie alle immagini proiettate a pioggia sul palco, attorno alle quali si raduna il pubblico. Un pubblico contenuto, di 80/100 persone, che si accalca attorno al rettangolo della visione proiettata a terra, che visualizza di volta in volta il mare in tempesta, il profilo del Pequod (il vascello comandato dal capitano Achab), la sagoma inquietante della balena bianca. E da dentro l’immagine, a volte di lato a raccontare, a volte “fuso” con essa, Dario Garofalo dà voce a Ismaele, l’io narrante del classico di Herman Melville. Ma non c’è solo la cornice suggestiva di una dispositivo visivo che sembra quasi inglobare il pubblico, che guarda in basso come dentro un pozzo in cui prende corpo la storia; c’è anche la scelta, da parte di Fabrizio Pallara che ha ideato lo spettacolo, di lavorare attorno a un segno grafico non solo riconoscibile, ma gravido di una sua storia. Quella di Rockwell Kent, primo illustratore di «Moby Dick» e viaggiatore a sua volta, che diede alle stampe nel 1930 una storica edizione illustrata in bianco e nero. Leggi il resto dell’articolo
Tre Soldi – Radio 3 :: Perdutamente (puntata n°4)
PERDUTAMENTE
La Factory del Teatro India
Puntata n°04 – Progetti (seconda parte)
Diciotto compagnie della scena contemporanea sono state invitate dal direttore del Teatro di Roma, Gabriele Lavia, ad abitare il Teatro India per tre mesi, lavorando attorno al tema della perdita. Né è nata una factory attiva da ottobre, che ha rovesciato nei grandi edifici dell’ex fabbrica della Mira Lanza una quantità notevole di laboratori, incontri, tavoli teorici, prove aperte e chiuse, esperimenti di dialogo del teatro con altri campi artistici come la musica, il video, l’arte e la letteratura. “Perdutamente” aprirà al pubblico dal 3 al 21 dicembre, con l’ambizione di proporre alla città di Roma due forme inedite di spazio e di oggetto artistico. Leggi il resto dell’articolo
Tre Soldi – Radio 3 :: Ritratti dal Teatro India (puntata n°3)
RITRATTI DAL TEATRO INDIA
Puntata n°03 – DRAMMATURGIE
Daniele Timpano – Andrea Cosentino – Lucia Calamaro
Diciotto compagnie teatrali stanno abitando il Teatro India di Roma per un progetto che ruota attorno al concetto di “perdita”. Prove, laboratori, tavoli di discussione, incontri tra artisti e pubblico si alternano in un’abitazione inedita di questo spazio, da molti considerato uno dei più belli d’Italia tra quelli destinati alla creazione contemporanea. La Factory di India raccoglie, a suo modo, uno spaccato coerente di quella che è la scena contemporanea italiana, concentrandosi su quella parte nata e cresciuta nel territorio della Capitale. Quasi tutti gli artisti coinvolti sono presenti in modo costante nei cartelloni dei principali festival di teatro contemporaneo e alcuni sono già proiettati nella scena internazionale. Leggi il resto dell’articolo
DDB 08 – Rose, fiori e spine
L’altra sera Lucia Calamaro mi fa: “Ma mica vorrai fare l’apologia di perdutamente, con questo diario. Mica ce la possiamo raccontare che è tutto e sempre rosa e fiori, no?”. Obiezione mai peregrina e meno che mai quando giunge da una mente affilata come quella di Lucia con dovizia di considerazioni (no, scordatevelo, non ve le racconterò mai). E allora mi fermo a pensare sul senso del racconto che sto facendo o tentando di fare. Perdutamente ha una struttura “epica”, dal punto di vista narratologico, c’è poco da fare. Un gruppo di artisti, praticamente una generazione se non due, tutti accomunati da un’idea eroica di teatro e che sognano da tempo di trasformare l’India – lo spazio “perduto”, l’eden mai ritrovato – nel centro culturale dei loro sogni. Vista così, l’abitazione di India da parte delle 18 compagnie non può che suonare un evento mirabilante. E c’è un’eco di questa “situazione capitale” nell’ideazione titanica che c’è dietro agli eventi che apriranno India al pubblico: intere nottate di performance, mappature fisiche ed emozionali, coinvolgimento di 1000 persone, stravolgimento delle dinamiche abituali dello spazio. Come a dire: rovesciamo questo posto, rendiamolo più vicino ai nostri desideri, forziamo le dinamiche del consumo dello spettacolo in cui ci sentiamo stretti fin dove è possibile. Anche se non sappiamo dove ci porterà, sarà comunque un gesto eloquente. Un gesto che resta. Leggi il resto dell’articolo
DDB 07 – Breve carrellata lungo un corridoio lynchano
In questi giorni il Teatro India comincia a sembrare più popolato. Si alternano i gruppi delle scuole venuti per i laboratorio di Biancofango a quelli di studenti delle medie che si confrontano con il Moby Dick del Teatro delle Apparizioni. Altri laboratori, per artisti stavolta, si affastellano nel calendario e riempiono e svuotano le sale con una regolarità che non ha più nulla a che vedere con l’atmosfera dilatata e sonnacchiosa dei primi giorni della Factory. Anche altre compagnie che finora era state meno presenti, per impegni che le tenevano altrove, cominciano ad affacciarsi alle riunioni. Leggi il resto dell’articolo
Perdutamente. Diciotto compagnie disperse nel Teatro India
Un cantiere nel cantiere. Così è stato definito da Gabriele Lavia il progetto «Perdutamente», che riunisce diciotto compagnie romane all’interno del Teatro India di Roma, da ottobre a Natale. Una “factory” che produrrà seminari, laboratori, incontri – ma anche “atti, distrazioni, incidenti”, come recita il sottotitolo – e una parte spettacolare aperta al pubblico tutta concentrata nel mese di dicembre. Non si tratta dunque di nuove produzioni da creare e presentare – nonostante la commissione ci sia, ed è attorno al tema della “perdita” – ma di una residenza aperta, il cui obiettivo principale è quello di far abitare lo spazio di India (il più bel teatro romano dedicato al contemporaneo) da quelle compagnie del territorio che sono diretta espressione di questo segmento artistico – ricerca, nuove generazioni e nuovi linguaggi – che il più delle volte non solo non arrivano nei cartelloni degli stabili, ma non arrivano nemmeno ad avere un’interlocuzione coi direttori artistici.
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Pantagruel – Radio 3 :: Scrittura
Graziano Graziani conduce «Pantagruel – dizionario dei mondi possibili, impossibili e immaginari» dal 5 agosto al 2 settembre 2012, in onda ogni sabato e domenica su Radio 3 Rai dalle 15,00 alle 17,45 [frequenze su Roma 93.7 oppure 98.4 in FM]. Ogni trasmissione propone un viaggio attraverso una parola, riascoltando radiodrammi, film, interviste dell’archivio di Radio 3 e attraverso collegamenti e servizi.
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