Archivi delle etichette: cantautori italiani

Di cuore e di testa. Intervista a Gianmaria Testa

Gianmaria Testa è una delle figure più interessanti della canzone d’autore contemporanea: dopo un esordio “francese”, sta finalmente avendo il successo che merita anche da noi. Di poche settimane fa è l’assegnazione della Targa Tenco come miglior disco a «Da questa parte del mare». Ora viene ristampato «Lampo», il suo terzo disco, che risale al 1999, in una bella edizione con i testi tradotti in inglese, francese, tedesco. «La traduzione dei testi è uno dei motivi della ristampa – spiega Gian Maria Testa, che abbiamo incontrato a Roma – L’altro è che questo disco in Italia è stato distribuito poco e male. Eppure c’erano molte richieste: qualcuno l’ha comprato all’estero, qualcun altro l’ha scaricato da internet. Ora Harmonia Mundi ha deciso di ripubblicare anche questo, come ha fatto con i primi due, in formato libro-disco».
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Lampo di ritorno. Riedizione per Gianmaria Testa

Era il 1999 quando Gian Maria Testa pubblicava «Lampo»,  disco intenso e raffinato, che spazia dalle melodie sospese delle ballate a ritmi più sostenuti, in odor di Sudamerica e di piacevole sconfinamento nel jazz. «Lampo» è il terzo disco del cantautore piemontese, che all’epoca era praticamente sconosciuto in patria, mentre in Francia i suoi primi lavori gli avevano già assicurato un notevole séguito. È prioprio con questo terzo cd che Testa viene finalmente apprezzato anche da noi, divenendo uno dei cantautori più acclamati da critica e pubblico, fino al trionfo, quest’anno, al Premio Tenco. «Lampo», ormai praticamente introvabile, torna in questi giorni nei negozi di dischi per Egea e Carta da Musica, recuperato come già i primi due lavori «Montgolfières» e «Extra-Muros». Leggi il resto dell’articolo

La lunga strada di «Avanti pop». Intervista a Andrea Satta

Le targhe assegnate dal Premio Tenco, quest’anno, hanno premiato sicuramente i lavori più incisivi della musica d’autore italiana. Gian Maria Testa, autore di un album particolarmente intenso come «Da questa parte del mare», è stato premiato per il miglior disco; «Rosa resolza», di Andrea Parodi e Elena  Ledda, è stato giudicato miglior album in dialetto, e «Chimera», degli Ardecore, miglior opera prima. Nella sezione interpreti, a vincere è stato «Avanti Pop», dei Têtes de Bois. Un disco importante, oltre che bello, perché fa parte di un progetto che attraversa e fa “parlare” i luoghi del lavoro, le fabbriche, la dimensione umana degli operai che ci hanno lavorato, ciò che molti credono appartenga al passato, e che invece è più presente che mai. Leggi il resto dell’articolo

«Fine della storia» di Francesco Camattini

Un disco elegante, allegro e leggero, che pesca con disinvoltura dal jazz al pop, per confezionare canzoni che scorrono con rara piacevolezza. È «Fine della storia» [Radar / Egea], terzo album in studio di Francesco Camattini, che vanta collaborazioni del calibro di Antonio Marangolo (musicista di Paolo Conte e arrangiatore di Vinicio Capossela). Camattini è un paroliere raffinato, in grado di regalarci immagini vivide con semplicità che riverbera sulle sue musiche, ariose e coinvolgenti, in grado di passare con semplicità da un fumoso jazz da club nord-eurpeo a un travolgente ritmo sudamericano – come nel brano «Il propato», ricco di invenzioni fonetiche e “lallazioni” bizzarre, come la bandistica «Son felice». In chiusura una citazione preziosa da «La vida è sogno» di Calderon de La Barca. Da non perdere. Leggi il resto dell’articolo

Nuovo esordio per i Carpacho!

Della band dei Carpacho!, formazione che già nel 2003 si aggirava tra i santuari dell’off capitolino, si erano perse le tracce. Torna a farsi sentire nel 2007, ed è praticamente una rinascita. Il loro album d’esordio è «La fuga dei cervelli» [Sleeping star], titolo doppiamente ironico in un periodo di stagnazione come raramente ne ha avuti l’Italia, pur essendo una nazione con la vocazione all’immobilismo. E il disco è davvero un piccolo gioellino di indi-pop, scanzonato e dadà ma con dei pizzichi di poesia che lasciano intravedere una profondità ulteriore. Discorso che vale anche per la qualità musicale, pregevolissima, al di là dei motivetti naive accompagnati da controcanti in falsetto che testimoniano il peso specifico dell’ironia in questo lavoro di rifrazione del presente catodico e patinato che ci ritroviamo a vivere. Così dalla pratica della masturbazione (che “ha un ritmo che mi piace”) dell’omonima «C.a.r.p.a.c.h.o.» si passa senza soluzione di continuità alla ricerca di “attrici altissime” per un amore da «Toilette», e alla romatica promessa di una notte ai «Tropici» per dormire al ritmo di condizionatori accessi. Leggi il resto dell’articolo

Avanti Pop, bandiera rock. Intervista ad Andrea Satta

«Avanti Pop», il progetto con cui i Têtes de Bois hanno girato l’Italia per raccontare i luoghi del lavoro, è finalmente diventato un cd. Tredici tracce più una “bonus track” per dare voce alle storie ignorate dei lavoratori di oggi, dagli operai della Fiat di Melfi ai braccianti stagionali, mestieri di cui oggi non si parla più. I Têtes de Bois, per raccontarle, hanno chiamato tanti artisti a collaborare con loro, e a tanti altri hanno fatto riferimento, come il sindaco poeta Rocco Scotellaro – di cui hanno messo in musica due poesie – o Matteo Salvatore, il cui brano «Lu furestiero» sugli stagionali del sud oggi si adatta perfettamente alla condizione dei migranti che passano giornate nei campi a raccogliere pomodori senza poter neanche bere.
«Questo disco è un documento – spiega Andrea Satta, voce dei Têtes  – È il primo di questo viaggio nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche, nei campi, in quei luoghi a cui oggi si pensa poco. Eppure ci sono ancora ragazzi che aspettano che il sole sorga per andare in un campo, che è sempre quello dall’inizio del mondo. Peccato che spesso non sia cambiato il rapporto tra chi comanda e chi obbedisce. Leggi il resto dell’articolo

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