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Epica, Etica e Pop – manovre di uscite dalla post-modernità tra letteratura e teatro

A fine novembre, al Kollatino di Roma, in occasione dell’ultimo appuntamento di Novo Critico, l’Accademia degli Artefatti ha presentato in lettura alcune scene tratte da «One Day», lo spettacolo di 24 ore che doveva debuttare nel 2008 al festival Romaeuropa ma che, a causa di problemi produttivi, non ha mai visto la luce. Nonostante non sia stato portato a termine, per il regista Fabrizio Arcuri «One Day» resta il miglior pezzo di teatro realizzato dalla sua compagnia, perché era “nato per testimoniare l’assoluta inadeguatezza del sistema” e coerentemente è stato “abortito per mano di questa inadeguatezza”. In effetti «One Day» aleggia come un fantasma sulla attuale situazione di dismissione di spazi e finanziamenti che sta minando il sistema teatrale italiano, perché ne è stato forse il primo concreto campanello d’allarme, e gode per tanto oggi di una luce quasi “mitica”. Leggi il resto dell’articolo

Bizarra: teatro e telenovela. Intervista a Rafael Spregelburd

Rafael Spegelburd è tra i drammaturghi argentini più interessanti della sua generazione, quella dei quarantenni che hanno vissuto la dittatura solo durante l’infanzia, affacciandosi nell’età adulta quando l’Argentina cominciava a fare i conti con quel suo doloroso recente passato. La sua opera, per altro piuttosto prolifica, è ben conosciuta in paesi come l’Inghilterra e la Germania, mentre solo da qualche anno viene rappresentata in Italia, grazie anche all’opera di traduzione e regia di Manuela Cherubini, che nell’ultima edizione del Napoli Teatro Festival ha realizzato la versione “napoletana” di «Bizarra», una delle opere più particolari di Spregelburd, che verrà riproposta a in versione “romana” tra ottobre e dicembre all’Angelo Mai (produttore dello spettacolo assieme alla regista e a Giorgio Barberio Corsetti). «Bizarra» è una teatronovela in dieci puntate, un lavoro smisurato che si confronta con le regole assurde – ma accettate senza alcuna difficoltà dal pubblico – che caratterizzano il racconto della fiction televisiva, ed è proprio quest’opera il centro di questa conversazione con Rafael Spregelburd. Perché la scrittura di Spregelburd, oltre a mettere in risalto l’assurdità del linguaggio televisivo, con un sicuro effetto comico, coglie i nodi più profondi dove questo influenza e modella il linguaggio della politica e dell’informazione. Leggi il resto dell’articolo

Chi è più «Bizarra»?

Tra spettacoli di 12 ore (Peter Stein) e passeggiate che per i quartieri spagnoli (ventriglia), l’evento più fuori misura del Napoli Teatro Festival è però certamente un altro: «Bizarra», di Rafael Spregelburd – uno dei maggiori drammaturghi argentini – una teatronovela in 20 puntate tradotta, adattata e diretta da Manuela Cherubini, che per prima ha importanto in Italia le opere dell’autore di Buenos Aires. Un debutto al giorno ancora fino al 27 giugno, ogni giorno una puntata differente con riassunto delle precedenti raccontato da esagitati fan metrosxual, e un adattamento alla realtà napoletana con svirgolate nel dialetto partenopeo e ospiti eccentricamente local come il cantautore demenziale Tony Tammaro, Bizarra è un evento nel vero senso del termine. Leggi il resto dell’articolo

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