Se a esordire sono i nonni
Per i giovani ci sono ministeri e assessorati dedicati, che sfornano contributi a sostegno della creatività under 35 (perché nel frattempo la categoria “giovane” si è piuttosto espansa). Ma dopo cosa succede? Flaiano diceva che nella carriera di uno scrittore, dopo un esordio da “giovane promessa” e prima di divenire un “venerabile maestro” si profilava un lungo limbo in cui non si è altro che il solito… nessuno. Certo è che le fasce sociali, etniche e d’età poco dovrebbero aver a che spartire col talento letterario; eppure sembra che pubblicare “il meglio di…” resti l’unico modo sicuro per vendere un libro che non sia di un autore conosciuto. C’è poco da stupirsene: nella società dell’autorappresentazione spettacolarizzata, si ha cittadinanza solo se la propria biografia è testimonianza di una condizione. E se la “fascia” in questione ha poco appeal? Se stride terribilmente con la fame di “nuovo” che alimenta il bulimico mercato editoriale? Se lo sono chiesti a Transeuropa, editore fuori dagli schemi che ha deciso di lanciare provocatoriamente un bando per ultra 65enni. «Over-Age» raccogli i debutti attempati di undici scrittori italiani che hanno coltivato la passione per la scrittura senza mai pubblicare alcunché. Racconti fuori schema, che raccolgono le ansie e le riflessioni un gruppo di “gerontolescenti”, di chi cioè ha già concluso il suo arco “produttivo” nella società e si affaccia a una delle età più “scadalose” e rimosse del nostro presente: la vecchiaia. Il risultato è un volume che, nella multiformità degli estri e dei registri narrativi, nasconde un affresco di una generazione dal valore quasi sociologico.
Giulio Milani (a cura di)
«Over-age»
Traseuropa, 236 pagine, 16,50 euro
[da Carta n°43/2009]













